Case secondarie, ‘molto può cambiare’
Dopo la decisione dell’Are sul superamento della quota, nessun intervento sul comparto ex Gas ex Macello come invece richiesto dalla sinistra
Di Davide Martinoni
Un aggiornamento del rapporto di pianificazione relativo al comparto ex Gas ex Macello non è all’ordine del giorno del Municipio di Locarno, nemmeno alla luce dello “stop” intimato dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are) alle nuove licenze edilizie per residenze secondarie, la cui percentuale in città avrebbe – secondo l’Are – superato il 20 per cento. Lo afferma il Municipio di Locarno nella sua risposta all’interrogazione con cui la Sinistra Unita chiedeva invece di intervenire, visto che nel comparto sono previste residenze secondarie in misura del 25%. In ogni caso, prima ancora che alla sostanza la Città guarda alla forma: una decisione sulla percentuale di seconde case ammesse nel comparto è infatti di competenza del Consiglio comunale, e in particolare della Commissione del Piano regolatore che si sta occupando del maxi-messaggio sul Settore 4, che contiene appunto anche la variante per il quartiere.
Niente Taf, ma via all’analisi
A proposito del pronunciamento dell’Are sul blocco delle nuove licenze, va fatto un passo indietro e ricordato che il Municipio aveva rinunciato ad adire il Tribunale amministrativo federale (Taf). Questo per due motivi: vuole evitare un lungo contenzioso con Berna, ma soprattutto sa che i tempi di evasione di un eventuale ricorso si estenderebbero oltre il termine di fine anno, quando l’Are esaminerà i dati aggiornati sul conteggio delle case secondarie. Contestualmente a questa decisione, la Città aveva preferito avviare un’analisi a tappeto dei dati del catasto per “verificare le incongruenze già parzialmente emerse da alcuni controlli a campione, eliminando nella misura massima possibile eventuali errori o mancanze”. In particolare si spulceranno sia le unità abitative vuote da oltre 2 anni e che confluiscono direttamente nella percentuale delle abitazioni secondarie anche quando sono attribuite a residenza primaria, sia gli appartamenti vuoti da meno di due anni: in totale, fra le due categorie, oltre 1’000 oggetti. L’obiettivo è “fare finalmente piena chiarezza sulla situazione attuale della città dal punto di vista dei contenuti abitativi e al contempo interfacciarsi con le autorità superiori per condividere i rispettivi punti di vista e chiarire gli elementi critici che sono emersi in queste settimane”. In parole povere: prima di dirci che siamo sopra il 20%, cerchiamo di capire cosa deve essere computato e cosa no.
Cosa computare e cosa no
Rispondendo ora all’interrogazione della Sinistra Unita, il Municipio non conferma il valore di residenze secondarie indicato dall’Are (21,22%) proprio perché intende prima fare le sue verifiche. E non esclude che l’applicazione della Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec) potrebbe portare a una diminuzione della percentuale (di circa 0,7 punti) grazie all’aumento delle abitazioni primarie previste (388). Inoltre, ribadisce che “grossomodo solo la metà delle unità abitative considerate nel computo del 21,22 sono a tutti gli effetti delle vere e proprie residenze secondarie, mentre l’altra metà (oltre un migliaio di unità) è composta da appartamenti vuoti da più di 2 anni, alloggi turistici di breve durata e altri casi analoghi”.
Un altro elemento messo sul piatto è la “differenza di approccio fra la Legge federale e le norme comunali in materia di residenze secondarie”. E viene fatto proprio l’esempio degli appartamenti primari vuoti da più di 2 anni, che “con la LASec vengono conteggiati automaticamente nel novero delle abitazioni secondarie. Applicando questo principio (...) ci troveremmo con l’assegnazione automatica di queste unità abitative alle residenze secondarie, invalidando completamente gli effetti giuridici della norma comunale e generando un aumento sconsiderato degli appartamenti secondari effettivi”.
E se domani...
Perciò, appunto, occorre “fare chiarezza”, scrive il Municipio. Senza dimenticare che “non si può escludere a priori che nel corso dei prossimi anni il valore accertato scenda nuovamente sotto il 20%, ammettendo quindi nuovamente la realizzazione di abitazioni secondarie anche negli edifici di nuova costruzione, applicando i limiti fissati dalla norma comunale”.
LOCARNO E VALLI
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2026-04-24T07:00:00.0000000Z
2026-04-24T07:00:00.0000000Z
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