Per la Casa San Donato 12 appartamenti protetti
All’istituto per anziani avviata la trasformazione dello stabile ex Suore nella nuova ‘Domus’. Libertà e servizi negli spazi assistiti del polo sociosanitario
di David Leoni
Più che di primo fatidico colpo di piccone, sarebbe forse più opportuno parlare di primo fatidico colpo di mazza, dal momento che ci troviamo a parlare di una radicale trasformazione degli spazi interni più che di uno scavo per una nuova costruzione edificata dalle fondamenta. Fatto sta che dopo alcuni anni di accurata pianificazione, settimana scorsa il Consiglio di Fondazione della Fondazione Casa anziani regionale San Donato di Intragna, accompagnato dal direttore amministrativo dell’istituto, Stefano Hefti, ha potuto inaugurare e benedire – con una breve cerimonia – l’importante cantiere di riqualifica della Casa ex Suore, che diventerà – attraverso il progetto denominato ‘Domus San Donato’ nato dalla matita dell’architetto Pelfini dello Studio Vannini/Pelfini di Locarno – uno stabile con 12 appartamenti protetti (con funzione polivalente e flessibile) destinati ad anziani ancora almeno parzialmente autosufficienti, come pure lo spogliatoio del personale sanitario curante. Pensato per i residenti della regione per soggiorni di lungodegenza o temporanei, residenti anziani soli o in coppia che necessitano dei servizi della struttura per anziani o per soggiorni temporanei nel periodo estivo di persone sole o accompagnate, permetterà ai suoi inquilini una vita per quanto più possibile normale, evitando loro il ricovero in una casa di riposo.
Una scelta strategica da parte dei vertici della Fondazione che si legge con la necessità di dare a questo storico immobile un tempo dimora delle religiose attive nella casa anziani, una nuova destinazione. Con la partenza delle suore nel 2016, per la villa da loro occupata ci si è interrogati sulla destinazione da dare all’immobile. Come si evince dal messaggio governativo del 10 luglio 2024, da parte degli alti funzionari del DSS e dello stesso consigliere di Stato Raffaele De Rosa, alla Casa San Donato è stata riconosciuta la necessità di un servizio a beneficio della zona, con la proposta di creare 12 appartamenti protetti per anziani autosufficienti. La validità del progetto è poi stata in seguito confermata dal rapporto della Commissione della Gestione (approvato all’unanimità) e nel settembre dello stesso anno dal plenum del Gran Consiglio che ha votato il credito di 3,2 milioni di franchi (1,6 milioni a fondo perso mentre la rimanenza, interessi e ammortamenti, assorbita dall’ente pubblico secondo i parametri in atto per la Legge anziani) con 67 voti favorevoli su 67.
Soluzioni modulari in un immobile ecofriendly
L‘edificio si presenta oggi ancora in buone condizioni sia sotto il profilo strutturale, sia sotto il profilo conservativo. Pur non essendo catalogato tra i beni monumentali storici, la Fondazione ha voluto preservare lo stato originale della struttura architettonica e le relative facciate con annesse aperture. Ecco dunque che il progetto elaborato ha puntato sulla tutela dell’aspetto esterno e interno, dove i soffitti a volta definiscono gli spazi interni e le ampie volumetrie nella sua originalità architettonica storica. La nuova riqualificazione sfrutterà tutti i 5 livelli esistenti dal seminterrato al sottotetto, creando una nuova distribuzione degli spazi interni. Il seminterrato avrà una funzione di supporto all’attività della Casa Anziani (spogliatoio, corridoio di collegamento), il piano terra avrà una funzione mista residenziale e di supporto, mentre gli altri piani saranno unicamente abitativi.
I nuovi monolocali e gli appartamentini sono dotati di un proprio angolo cucinetta cottura e di bagni a norma. Sono collegati tra di loro tramite una doppia porta interna che ne permette un utilizzo polivalente in base alle necessità del caso. Il piano inferiore ospiterà due ampi spogliatoi che saranno utilizzati dal personale del settore delle cure. Inoltre, troveranno spazio la centrale termica (l’impronta ecologica dell’edificio, in cui il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria saranno garantiti dalla rete di teleriscaldamento a cippato locale, gestita dalla Società Centovalli e Più SA) e il corridoio di collegamento con la vicina Casa per anziani. Al piano terra verranno ricavate due unità abitative collegate in modo da poter formare un unico appartamento di 2,5 locali. L’ampio salone storico viene valorizzato nella sua funzione di spazio di socializzazione per gli inquilini degli appartamenti e quale luogo di formazione per il personale della Casa anziani. Il primo piano sarà invece adibito unicamente a funzione abitativa. Accoglierà 4 appartamenti di cui due monolocali e due da 1,5. Anche in questo caso le unità abitative possono venire ampliate essendo collegate tra di loro tramite una doppia porta. Appartamenti altrettanto modulari e flessibili nella gestione caratterizzeranno pure il secondo piano. Questi beneficeranno in aggiunta di un ballatoio inglobato che offrirà agli appartamenti affacciati verso Golino e le Terre di Pedemonte una vista imperdibile. Su questo piano sono previsti 4 appartamenti di cui due monolocali e due da 1,5 locali. Salendo ancora si arriva al sottotetto, dove i due appartamenti che verranno ricavati saranno comodamente raggiungibili tramite l’ascensore e un’ampia scala interna. Sono previsti due appartamenti di 3,5 locali che offriranno una vista imperdibile verso levante. Ciò sarà possibile grazie all’inserimento nel tetto di una terrazza a sud-est.
La consegna nella primavera 2028
Va da sé che i futuri inquilini avranno a disposizione tutti i servizi oggi presenti nella vicina Casa per anziani (pasti, lavanderia, pulizia, assistenza medica, gestione budget, servizi di cura a domicilio o cure urgenti, manutenzione tecnica, fisioterapia, fitness, parrucchiera, animazioni, ergoterapia e molto altro ancora). È un modo per continuare a vivere in una casa, restando però in un ambiente protetto. Stando alla tabella di marcia, la consegna dello stabile ex Suore nella sua nuova veste dovrebbe avvenire nella primavera 2028.
Il Consiglio di Fondazione e la Direzione amministrativa credono fortemente nel progetto e in questa soluzione alternativa ‘a misura di anziano’ e sono convinti che la sua realizzazione contribuirà – a medio termine – al consolidamento della situazione economica della Fondazione. Simili formule di vita abitativa autonoma – possibile grazie a un ambiente adatto e sicuro che garantisca congiuntamente inclusione sociale, protezione e vita indipendente - contribuiscono ad ampliare la gamma di scelte offerte alle persone con graduale perdita di autonomia, per età o disabilità, che desiderano vivere in casa. Un’alternativa all’accoglienza in una struttura residenziale collettiva, approdo inevitabile quando il grado di autosufficienza, con gli anni, si riduce sempre più.
Dal profilo funzionale gli appartamenti concorreranno al rafforzamento del polo sociosanitario San Donato e amplieranno notevolmente l’offerta in un settore che si sta preparando all’accoglienza della generazione dei baby-boomer.
LOCARNO E VALLI
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2026-04-30T07:00:00.0000000Z
2026-04-30T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281694031383292
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