Dramma in Città Vecchia, gesto estremo di un richiedente
La vittima è un nordafricano sulla trentina
Tragedia ieri mattina in Città Vecchia a Locarno, dove un giovane algerino ospite di uno stabile che accoglie richiedenti l’asilo ha compiuto un gesto estremo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione operati sul posto. Si tratta dell’ennesima dimostrazione delle difficoltà incontrate dai molti giovani uomini in cerca di un futuro nel nostro Paese, costretti nell’attesa a vivere anche per mesi in un limbo fatto di disagio o addirittura disperazione, come nel caso specifico.
Stando alle informazioni raccolte sul posto da ‘laRegione’, il suicidio è stato operato da un uomo di nazionalità algerina sui trent’anni. Il giovane si sarebbe più volte lamentato con altri richiedenti per le condizioni di vita e per le scarse prospettive di integrazione in Svizzera. Ieri mattina il malessere ha raggiunto l’apice e il nordafricano è purtroppo passato ai fatti. Lo stabile in cui è avvenuto il dramma è la “casa gialla” situata di fronte a Casorella, in via Bartolomeo Rusca, in una zona del nucleo dove nel recente passato, anche per la presenza della Pensione Da Vinci, si sono verificate più situazioni-limite riconducibili allo stato di prostrazione e, spesso, disordine mentale in cui versano i richiedenti in attesa di notizie sul loro futuro, oppure già in possesso di un ordine di espulsione. Diversi episodi di disordine pubblico avevano spinto un ristoratore a lanciare una petizione, poi firmata da diversi commercianti e abitanti di Città Vecchia. Sul tema erano stati presentati anche degli atti parlamentari sia a livello cittadino, sia cantonale.
La gestione dei richiedenti l’asilo è come noto affidata a Croce Rossa, che dispone di mezzi insufficienti rispetto all’improbo compito che svolge. Va detto che la maggior parte dei richiedenti distribuiti su Locarno ha l’opportunità di seguire corsi di lingua e altre attività finalizzate all’integrazione: si tratta di persone che non causano problemi. Ma c’è anche una minoranza problematica costituita in particolar modo dai cosiddetti “Nem” (da “non entrata in materia”), ovvero chi sa già che non potrà rimanere in Svizzera e vive l’attesa senza la possibilità di svolgere una qualsiasi attività socializzante. Nei mesi scorsi alcuni Nem le cui azioni erano state all’origine della raccolta di firme erano poi stati trasferiti altrove.
Ieri via Bartolomeo Rusca è stata raggiunta da tre pattuglie della Polcantonale e da due ambulanze del Salva. La zona è rimasta bloccata al transito veicolare, in ogni caso già consentito soltanto ai pochi confinanti e ai possessori di un permesso municipale.
LOCARNO E VALLI
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2026-05-12T07:00:00.0000000Z
2026-05-12T07:00:00.0000000Z
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