laRegione

‘La Palacinema Sa dovrà riorganizzarsi’

Partenza di Enjoy e presa in carico di ristorazione e gestione delle sale cinema: la posizione della Città, che ha risposto a un’interpellanza del Centro

Di Davide Martinoni

«Pur intravedendo dei rischi, il Municipio ha dato il suo assenso alla proposta del Cda della Palacinema Sa di concordare con Enjoy una risoluzione pacifica del contratto e di approfondire una gestione unitaria da parte di Palacinema Sa». Questo, per altro, avvertendo che «si sarebbe al più presto dovuta costituire una nuova organizzazione aziendale idonea al funzionamento dell’attività, che sarà ben differente da quella sinora svolta da Palacinema Locarno Sa». Lo ha affermato il sindaco Nicola Pini rispondendo, in Consiglio comunale, all’interrogazione (poi trasformata in interpellanza per avere una risposta in tempi brevi) presentata a dicembre dalle esponenti del Centro Yvonne Ballestra Cotti (ieri nominata nuova presidente del Consiglio comunale) e Barbara Angelini Piva.

Nel testo che motivava la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza le due autrici sostenevano di avere “l’impressione che la Direzione non abbia promosso iniziative o eventi di particolare richiamo tali da valorizzare pienamente le potenzialità culturali, cinematografiche e aggregative della struttura. Appare quindi necessario poter disporre di elementi oggettivi che consentano di valutare con maggiore precisione l’andamento strategico, organizzativo e culturale della società”. V’era poi da considerare un aspetto centrale, ovverosia, appunto, “il recente e radicale cambio di strategia annunciato dal Cda”, con l’internalizzazione dei servizi di ristorazione e di gestione delle tre sale cinema. Per le consigliere “è opportuno chiarire se siano stati adeguatamente approfonditi gli aspetti di natura finanziaria e gestionale connessi a tale scelta”. Ebbene, a proposito della reazione municipale alle tensioni fra Palacinema Sa ed Enjoy, scaturite nell’abbandono della seconda a decorrere dal settembre di quest’anno, Pini ha ricordato che il Cda (in cui siedono lo stesso sindaco e la capodicastero Cultura Nancy Lunghi) è stato reso «attento sulle sue responsabilità gestionali, invitandolo ad approfondire tutte le ipotesi percorribili. Tra queste, anche l’eventuale coinvolgimento dell’amministrazione cittadina, ma puntuale e su temi o compiti specifici».

Pini ha introdotto queste considerazioni con alcune cifre. Innanzitutto ha sottolineato che «Enjoy era il principale partner di Palacinema: dall’apertura nell’estate 2017 alla fine della relazione contrattuale, l’importo corrisposto (fra pigioni, costi accessori, affitti di Piazza Remo Rossi e altri ricavi, ndr) sarà di circa 2 milioni e 50mila franchi». Bisogna però anche considerare «gli importi riconosciuti per investimenti da parte dell’inquilino e il controvalore concordato per la cessione di quanto necessario a Palacinema per riprendere l’attività a far tempo dal 1o settembre 2026». Quanto agli eventi commerciali – che sostengono l’autofinanziamento della Palacinema – hanno portato un utile annuo di 106mila franchi sia nel ’24, sia nel ’25.

Nel contempo, la Direzione si è occupata di diversi progetti culturali (a partire da “L’attivismo di pace nel 20° e 21° secolo”), collaborando con più attori. Alla domanda se il Municipio sia soddisfatto dall’operato della Direzione, Pini ha risposto che «il pieno potenziale di Palacinema come istituzione culturale e “hub” dell’audiovisivo non è purtroppo ancora stato espresso e merita pertanto delle riflessioni, peraltro già in atto». Quanto al lavoro della società Palacinema Sa, «il Municipio ha segnalato alcuni aspetti che dovrebbero essere oggetto di riflessione e miglioramento; aspetti che sono attualmente in fase di approfondimento da parte di Direzione e Cda». Da rilevare anche la frecciatina di Pini alla Enjoy, la cui decisione di andarsene era stata «manifestata nell’inverno dello scorso anno, solo pochi mesi dopo che a seguito di intense e lunghe trattative – richieste dal Municipio stesso – Enjoy e Palacinema avevano sottoscritto un nuovo accordo a seguito dell’uscita di Arena dalla gestione delle sale cinema, ridefinendo il quadro legale di una rinnovata collaborazione. Le trattative partivano proprio dal presupposto di consolidare la collaborazione fino al termine contrattuale previsto».

Capitale culturale: si proceda

Il Consiglio comunale ha anche concesso il credito di mezzo milione di franchi con cui la Città parteciperà alle spese di candidatura, con Lugano e Mendrisio, a capitale culturale svizzera 2030. Qui va ricordato che la Gestione aveva sì sostenuto il progetto, ma auspicando l’assunzione, per Locarno, di un ruolo da protagonista e non da comprimario. In base al messaggio, infatti, Comune capofila è Lugano, mentre Locarno e Mendrisio figurano quali città partner (ricordando che Bellinzona ha voluto procedere da sola, presentando una sua propria candidatura). Il credito è spalmato su 5 anni (2027-31) e rappresenta un quinto del finanziamento pubblico, nel quale rientrerebbero un milione dal Cantone e due dalla Confederazione. L’auspicio della Gestione (relatore Francesco Albi della Sinistra Unita) è che “Locarno sappia tutelare con determinazione il proprio ruolo e i propri interessi all’interno del progetto, giocando un ruolo da protagonista”. Singolari ma significative le voci contrarie di Mauro Belgeri (il Centro) e Giovanni

Monotti (Plr), entrambi mossi dal timore di una prevedibile egemonia luganese nel progetto. Tuttavia, come fatto notare da Lunghi, Locarno non ha nulla da perdere: semmai solo da accettare che i cugini sul Ceresio hanno tutta un’altra dimensione culturale. «Non siamo forti come loro – ha detto la municipale socialista – ma con la nostra candidatura possiamo portare ciò che Lugano non ha e che vale più di qualsiasi budget: la nostra specifica identità culturale».

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-05-19T07:00:00.0000000Z

2026-05-19T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281694031420958

Regiopress SA