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L’integrazione comunitaria priorità della Pro Senegal

Un’iniziativa destinata ai giovani di M’Boro sur Mer

Favorire le attività che consentano ai figli dei pescatori di stare lontani dalla strada; creare le condizioni per impartire lezioni di recupero scolastico; e realizzare, più ad ampio raggio, un centro di ritrovo e socializzazione, aperto ad attività di vario genere, momenti di sensibilizzazione verso i temi ambientali, oltre che di svago.

Sono gli obiettivi perseguiti a M’Boro sur Mer dalla Pro Senegal, che ha sede a Gerra Gambarogno, realizzando ex novo un Centro d’integrazione comunitaria (Cic) che sostituisca l’inadeguata soluzione attuale, troppo piccola e vetusta (si riduce a una baracca o poco più). Un progetto c’è già ed è stato presentato prima alla comunità senegalese direttamente interessata, poi ai soci locarnesi della Pro Senegal riuniti in assemblea (oltre una trentina i presenti). Il preventivo parla di una cifra sui 300mila franchi, di cui la metà dovrà essere raccolta tramite donazioni e un crowdfunding (tutte le info si trovano su www.prosenegal.org).

Come sottolineano il presidente dell’associazione Alberto Gianoni e i membri di comitato Stefano Balestra (già presidente) e Fabiana Balestra, “il progetto di nuovo Cic rappresenta la naturale continuazione di un percorso iniziato nel 2010. Si tratta di un investimento nelle per- sone, nell’educazione e nel futuro della comu- nità di M’Boro sur Mer”. Proprio 16 anni fa, infatti, l’Associazione Pro Senegal aveva risposto al desiderio, espresso da quella stessa comunità, di disporre di uno spazio dedicato all’incontro, alla formazione e alle attività educative. Erano così stati acquistati un terreno e una casa nel villaggio, che si erano “trasformati” nel primo Centro d’integrazione comunitaria. Il Cic è subito diventato un punto di riferimento multifunzionale, ospitando corsi di alfabetizzazione per giovani e adulti, attività di doposcuola, sostegno scolastico, incontri di sensibilizzazione sanitaria e ambientale, laboratori creativi e momenti di confronto per la popolazione. “Particolare attenzione – nota la Pro Senegal – è sempre stata rivolta ai bambini. In una comunità in cui la pesca rappresenta da generazioni la principale attività economica e culturale, molti giovani iniziano ad accompagnare i padri in mare fin dalla più tenera età. Il Centro ha contribuito a promuovere il valore dell’istruzione e della formazione, sensibilizzando le famiglie sull’importanza della scuola e offrendo ai bambini un luogo sicuro dove crescere, apprendere e sviluppare le proprie capacità”.

Oggi il Cic accoglie 150 bambini e ragazzi dai cinque anni in su, proponendo attività di rinforzo scolastico, doposcuola, educazione ambientale, laboratori artistici e momenti di socializzazione. “L’obiettivo è sostenere il percorso educativo dei giovani, rafforzarne l’autostima e offrire loro strumenti concreti per costruire il proprio futuro”.

Un segnale importante dell’impatto del progetto è emerso nel 2024, quando i primi bambini che avevano frequentato il Cic negli anni iniziali sono diventati giovani adulti. Molti di loro hanno espresso il desiderio di proseguire la propria formazione professionale, ma si sono trovati confrontati con la mancanza di risorse economiche per accedere agli studi. Di fronte a questa realtà, il sostegno del Cic si è progressivamente esteso anche all’accompagnamento dei giovani nel loro percorso professionale. A oggi il progetto ha permesso a tre ragazze di seguire una formazione in sartoria, ha sostenuto un giovane nella formazione di saldatore e un altro ragazzo che sta completando una specializzazione nella saldatura navale a Dakar.

Con questi e altri progetti, il Cic è quindi diventato luogo d’incontro, apprendimento e crescita e si è sviluppato a tal punto che gli spazi attualmente a disposizione non sono più sufficienti. Ecco dunque che l’Associazione Pro Senegal e i partner locali hanno avviato il progetto di nuovo Centro, curato, pro bono, dallo studio di architettura Bardelli Moranda Padlina di Locarno, unitamente allo Studio Sciarini Ingegneria di Vira Gambarogno e con il supporto delle ditte Elettrogilà Sa e Laube Sa. In loco, il team di professionisti ticinesi sarà affiancato da un ingegnere locale, che si occuperà delle pratiche amministrative e della direzione lavori.

Come accennato, dopo averlo presentato a M’Boro alla comunità locale, Michele Bardelli ha illustrato il progetto all’assemblea della Pro Senegal. Lo stabile comprende spazi commerciali da affittare, una sala multiuso, aule scolastiche e, sul tetto, una terrazza con spazi per lo svago. La cerimonia di posa della prima pietra è avvenuta lo scorso mese di aprile, mentre il cantiere vero e proprio dovrebbe poter partire verso fine anno.

LOCARNO E VALLI

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2026-06-23T07:00:00.0000000Z

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