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Filippo Lombardi resta nel Cda di Ail

Malgrado il municipale abbia già compiuto 70 anni e l’articolo 19 dello statuto societario preveda la sua estromissione, la Città non intende sostituirlo

Di Alfonso Reggiani

Tanto tuonò che alla fine... Neanche una goccia. Come talvolta capita in piena estate con l’attesa spasmodica di una perturbazione atmosferica che rinfreschi l’ambiente, così è successo alla richiesta di chiarimenti all’Esecutivo di Lugano in merito alle modalità e alla tempistica di sostituzione del municipale Filippo Lombardi dalla carica nel Consiglio di Amministrazione (Cda) di Ail Sa per raggiunti limiti di età. Malgrado Lombardi abbia già compiuto 70 anni, il Municipio non ha avviato alcuna procedura. L’Esecutivo ha ritenuto che non fosse necessario estrometterlo dal gremio della società partecipata della Città (che detiene il 100% della quota azionaria). La composizione del Cda di Ail si conferma un tema che scalda gli animi.

Non c’è urgenza di estrometterlo

Eppure, l’articolo 19 dello statuto di Ail parla chiaro: “I consiglieri restano in carica quattro anni e sono sempre rieleggibili, per un massimo di tre mandati, fino al compimento del settantesimo anno di età”. L’Udc ha richiamato questa regola sottolineando che la composizione del Cda costituisce un aspetto rilevante dal profilo della governance ed è un criterio di rappresentanza (non di nomina). Dal canto suo, il Municipio ha preso atto dell’applicazione delle disposizioni statutarie della società, ma non intende sostituire Lombardi, non ravvisando l’urgenza di estrometterlo per almeno un paio di ragioni. Anzitutto, non sono giunte le attese indicazioni da parte del Consiglio comunale in merito alla nuova governance delle società partecipate a proposito della questione legata all’anagrafe dei membri del Cda. Finché non giungeranno segnali chiari sull’orientamento del Legislativo, non ci saranno cambiamenti. Come si ricorderà, finora, la Commissione preposta non è riuscita a trovare il bandolo della matassa.

Il Municipio ha discusso della missiva Udc, senza Lombardi e Chiesa, e ha deciso di continuare con la prassi consolidata (ci sarebbero tre casi precedenti) che non rispetta l’articolo 19 dello statuto societario. Inoltre, l’Esecutivo ha ponderato due pareri giuridici contrastanti, ha considerato il lavoro che sta portando avanti Lombardi alla guida del Dicastero dello sviluppo territoriale, divisione Pianificazione, ambiente ed energia, mobilità nell’elaborazione del Piano energetico comunale (Peco) che dovrebbe essere pronto entro fine anno. Il Peco è legato alle attività di Ail, visto che proporrà tra l’altro le linee guida e le misure per indirizzare in futuro la politica energetica di Lugano. Perciò, il Municipio ha reputato opportuno che Lombardi, in quanto capodicastero, resti nel Cda di Ail, malgrado la volontà del legislatore fosse un’altra.

La Città mostra la sua vena ‘volubile’

L’Esecutivo ha cambiato idea in poco più di un anno. Nella seduta di Consiglio comunale del 12 maggio il sindaco Michele Foletti nella risposta all’interpellanza intitolata “Governance e nomine Ail: rispetto delle regole e indipendenza delle scelte” (primo firmatario Giovanni Albertini) alla domanda specifica relativa alla riconferma di Lombardi nel Cda di Ail Sa, aveva messo in evidenza “oltre alla continuità, le conoscenze settoriali acquisite, il contributo già dato in processi strategici e la rappresentatività istituzionale in ambiti complessi”, si legge nel verbale della seduta. Nella medesima risposta il sindaco aveva detto che la scelta (di confermare Lombardi) “è stata effettuata consapevolmente alla durata limitata sino al compimento del 70esimo anno d’età. Anche se limitata nel tempo la scelta è stata operata valutando gli obiettivi di continuità e accompagnamento ritenuto che l’interessato ha manifestato l’impegno di rispettare il limite dei 70 anni come termine dell’attività. Per cui, il Municipio ha ritenuto che il profilo rispondesse a questi requisiti”.

Di più. Foletti si era spinto oltre, alla domanda specifica che chiedeva garanzie di non cercare in alcun modo di aggirare o violare il volere espresso dal Legislativo in merito al limite di età per i membri del Cda di Ail, aveva risposto così: “Il Municipio, come è suo dovere, si attiene e si atterrà al quadro legale vigente, e ribadisce questo principio anche in sede di risposta al presente atto parlamentare. Non credo che questo Municipio abbia mai dimostrato di aver violato Leggi, Regolamenti e decisioni. Noi no, qualcun altro magari sì. Il limite di età è già stato previsto nel progetto di Regolamento sulla gestione delle entità partecipate della Città di Lugano – art. 11 cpv. 2 lett. f – e quindi su questo dovete decidere voi. Quindi noi ci atteniamo alle Leggi e ai Regolamenti che sono oggi vigenti, se il Legislativo dovesse cambiare Leggi o Regolamenti in vigore, il Municipio si atterrà alle disposizioni del Legislativo”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-22T07:00:00.0000000Z

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