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Oltre la serranda alzata, il futuro ricomincia qui

Quando un’insegna si accende, il paese torna a vivere. La sindaca ‘sprona’ i suoi concittadini a credere nel rilancio del territorio dopo la crisi

Di David Leoni

«L’apertura di un nuovo negozio (la Coop, ndr) arriva dopo anni nei quali abbiamo aspettato e sperato che qualcosa tornasse a muoversi. Anni in cui il paese, inutile nasconderlo, ha perso un po’ della sua personalità e della sua vivacità, vedendo chiudere attività e diminuire quei luoghi che fanno vivere una comunità ogni giorno». Sono parole intrise di speranza in una rinascita urbana e della comunità, quelle pronunciate dalla sindaca di Brissago Veronica Marcacci Rossi. Il commercio di vicinato, con il turismo, negli ultimi decenni ha vissuto una fase complessa, con il Comune che lotta contro la desertificazione commerciale, cercando di garantire ai suoi cittadini e ai turisti quei servizi essenziali. La crisi non fa sconti a nessuno, i piccoli soffrono, chiudono, spariscono. Tra difficoltà oggettive e progetti di resistenza e rilancio c’è anche spazio per qualche saracinesca che si apre e che infonde nuova linfa all’economia locale. Salvare botteghe, ristoranti, alberghi è anche salvare la comunità. «Durante i mesi di cantiere la curiosità è stata tanta. Non solo la mia, ma quella di tutti. C’era voglia di vedere quel luogo riprendere forma e, forse, anche un po’ di impazienza nel vederlo finalmente tornare a vivere. In quei mesi è stata grande la curiosità, non solo mia ma di tutti, nel cercare di capire e immaginare come sarebbe stato il risultato finale. Gli addetti ai lavori sono stati molto conviviali e spontanei. Proprio loro ci hanno detto di aver percepito quanto fosse palpabile il nostro entusiasmo e quanto questa apertura fosse attesa dalla popolazione. Piccole cose, forse, ma che raccontano bene lo spirito con cui abbiamo seguito questi mesi di lavori. Ed è forse proprio da qui che bisogna partire, da qualcosa che torna a vivere, perché un paese non cambia dall’oggi al domani. E soprattutto non rinasce grazie a una sola iniziativa. Rinasce mettendo insieme tante piccole cose, una dopo l’altra e, soprattutto, quando una comunità torna a credere nelle proprie possibilità. Negli ultimi anni qualcosa si è mosso. Ci sono gli aiuti alle famiglie, l’apertura del nido con la speranza di rendere il comune più interessante anche per giovani famiglie e nuovi domiciliati, gli investimenti comunali e quelli che stanno arrivando nel settore alberghiero. E poi la Casa della Cultura, un luogo nel quale abbiamo creduto e che, anche grazie a una preziosa donazione, piano piano sta iniziando a farsi conoscere e apprezzare attraverso i suoi spazi, gli incontri e le iniziative che ospita». Ma il territorio è anche un paese che cerca di vivere e valorizzare ciò che ha. Da aprile a ottobre, praticamente ogni fine settimana, a Brissago ‘succede’ qualcosa: eventi sul lago, appuntamenti in montagna, momenti culturali, conferenze e incontri organizzati dalle associazioni, dalle società locali e dalla Commissione eventi. Realtà diverse che, con impegno e passione, contribuiscono a mantenere vivo il borgo e a offrire occasioni di incontro. «Siamo piccoli, è vero. E proprio per questo dobbiamo avere la capacità di unire le forze. La possibile aggregazione con Ronco sopra Ascona potrebbe essere un’opportunità per diventare un po’ più forti insieme, avere maggiori possibilità e riuscire a far sentire anche la nostra voce. È un percorso sul quale sarà importante discutere, confrontarsi e capire quale potrà essere il futuro migliore per le nostre comunità. Non siamo soltanto quel corridoio che ogni giorno viene attraversato da migliaia di persone, e che purtroppo rappresenta un biglietto da visita non sempre all’altezza del suo potenziale. Siamo il lago, il lungolago, ma anche le montagne, i nuclei, i sentieri, le associazioni, le attività, le famiglie e le persone che ogni giorno scelgono di viverci e di impegnarsi per questo territorio. È una comunità che continua a cercare nuovi spunti per crescere e restare al passo con i tempi. Dalla digitalizzazione alla pianificazione del territorio, dai servizi alla popolazione fino alla ricerca di nuove opportunità per essere ancora più attrattiva. C’è molto da dire, certamente. Ma soprattutto c’è ancora molto da fare. E per fare bisogna prima di tutto crederci».

L’importanza di fare squadra

Serve anche pazienza. «Nel settore pubblico le cose, a volte, procedono più lentamente di quanto vorremmo. Le tempistiche non sono quelle del privato: ci sono procedure, regole e passaggi che possono sembrare lunghi e complessi. Questo però non deve diventare una scusa per fermarsi. Al contrario, deve spingerci a continuare, facendo un passo alla volta. Dietro a questo percorso c’è l’impegno del Municipio, ma c’è soprattutto un impegno che deve essere condiviso. Quello di chi amministra, di chi investe, di chi apre un’attività, delle associazioni, delle società e di ogni cittadino che continua a credere che il territorio abbia ancora molto da offrire. Perché un paese non lo costruisce qualcuno da solo. Lo costruiamo tutti. E dobbiamo ricordarcelo anche nei momenti più difficili. Si vince e si perde sempre insieme. Quando qualcosa non funziona ne paghiamo tutti un po’ le conseguenze, ma quando una porta si apre, quando arriva un investimento, quando nasce un nuovo servizio o qualcuno decide di scommettere ancora su questo luogo, quella è una piccola vittoria che appartiene a tutta la comunità. La strada è ancora lunga. Sarebbe sbagliato pensare che tutti i problemi siano risolti. Ma forse possiamo permetterci di guardare avanti con un po’ più di fiducia».

Radici e futuro

Accanto agli interventi più visibili, negli ultimi anni il Comune ha investito anche in opere meno appariscenti, ma essenziali per il suo futuro: «Rientrano in questo percorso il progressivo rinnovo delle sottostrutture e la digitalizzazione dell’amministrazione comunale. Su questa esperienza si innesta “Memoria Viva”, il progetto dedicato alla digitalizzazione dell’archivio storico di Brissago. Se nei prossimi mesi arriverà l’avallo del Consiglio comunale, una prima raccolta di oltre centomila pagine tra documenti, registri, mappe e pergamene potrà essere digitalizzata e resa progressivamente accessibile anche attraverso Giorgino, l’assistente digitale del Comune. Presentato il 5 agosto al Locarno Film Festival, nell’ambito dell’evento di digitalswitzerland dedicato al futuro dell’intelligenza artificiale in Svizzera, Giorgino potrà così evolvere da strumento informativo al servizio dei cittadini a mezzo per custodire, interrogare e trasmettere la memoria collettiva del paese».

L’azione amministrativa di Veronica Marcacci Rossi e dell’intera compagine municipale è fatta di radicamento territoriale, impegno costante e visione politica. Elementi indispensabili «se si vuole rendere il paese ancora più attrattivo, rafforzandone e valorizzandone la personalità. E lo si sta facendo, come spesso accade, nelle cose più vere: piano piano, senza proclami, mettendo un mattone dopo l’altro. Serve crederci, avere pazienza. Ma soprattutto serve continuare a darsi da fare. Questa nuova apertura è un altro di quei mattoni che servono per costruire il futuro. Un piccolo grande traguardo raggiunto».

LOCARNO E VALLI

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2026-08-21T07:00:00.0000000Z

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