laRegione

Fusione Brissago-Ronco, ecco la voce dei giovani

Un gruppo spontaneo chiede di essere coinvolto come interlocutore nello studio aggregativo. Un modo per creare percorsi di dibattito condivisi

Di David Leoni

Il progetto di aggregazione tra i due Comuni rivieraschi apre una discussione importante sul futuro dei due enti. Discussione che non può fare a meno di sentire anche il parere dei giovani, i cittadini di domani, la cui voce all’interno delle dinamiche socioeconomiche del Comune deve contare anche quando questi ultimi sono fuori dai canali istituzionali ordinari. E così a Brissago, un gruppo spontaneo di giovani cittadini (nomi noti alla redazione, ndr) ha deciso di prendere la parola, convinto che “sia arrivato il momento che anche le nuove generazioni partecipino alle scelte che determineranno il futuro del nostro paese. Lo facciamo senza appartenenze politiche, con un unico punto di partenza: Brissago e il suo futuro. Non siamo qui per difendere una posizione né per contrapporci a qualcuno. Siamo giovani che hanno deciso di interessarsi maggiormente a ciò che accade nel proprio paese, confrontarsi, proporre idee e assumersi una parte di responsabilità per il futuro del luogo in cui viviamo. Crediamo che la politica comunale debba partire proprio da questo: persone che mettono a disposizione tempo, idee ed energie per il bene della comunità. È con questo spirito che guardiamo al progetto di aggregazione. Non pretendiamo di avere già tutte le risposte, non consideriamo l’aggregazione una soluzione miracolosa e non pensiamo che essere giovani renda automaticamente migliori le nostre idee. Pensiamo però di avere il diritto, e forse anche il dovere, di porre una domanda semplice: quale Brissago vogliamo costruire per i prossimi venti o trent’anni?”

Quando si parla di aggregazione, è naturale che emergano dubbi e timori e che possano manifestarsi delle resistenze radicate

Un Comune non è soltanto un’amministrazione: è storia, territorio, tradizioni, relazioni e senso di appartenenza. Noi vogliamo capire come preservarlo creando allo stesso tempo le condizioni affinché possa continuare a crescere, evolversi e offrire una prospettiva alle generazioni future. Amare Brissago significa anche avere il coraggio di immaginare come potrebbe essere domani. Brissago e Ronco sopra Ascona sono realtà distinte, ciascuna con la propria identità, ma condividono molto: sono confinanti, affacciati sullo stesso lago e confrontati con problematiche simili (mobilità, turismo, gestione del territorio, servizi, infrastrutture e cultura). Le amministrazioni comunali devono inoltre affrontare compiti sempre più complessi, la gestione dei dossier richiede competenze e risorse importanti. Una realtà comunale più grande potrebbe permettere una migliore organizzazione delle risorse, una maggiore specializzazione dell’amministrazione e una capacità più forte di programmare investimenti e progetti a medio e lungo termine. Per questo l’aggregazione non dovrebbe essere letta soltanto come un’operazione amministrativa o finanziaria. La domanda dovrebbe quindi essere più ambiziosa: quali opportunità potrebbe offrire ai cittadini un Comune più forte? Potrebbero esserci maggiori possibilità di sviluppare servizi, coordinare gli investimenti, promuovere il territorio e presentarsi con maggiore peso nei confronti del Cantone e degli altri enti regionali.

Essere piccoli può essere un valore. Ma implica affrontare da soli tutte le sfide

I due Comuni possiedono caratteristiche che potrebbero completarsi sui quali costruire una visione unitaria. Si potrebbe perciò creare una strategia coordinata capace di valorizzare l’intera area collegando meglio le diverse offerte presenti lungo una delle zone più suggestive del Lago Maggiore. Questo potrebbe tradursi in nuove opportunità per il turismo e l’economia in generale.

La perdita della propria identità è uno dei timori principali di ogni scettico

È comprensibile. Brissago possiede una storia secolare, tradizioni radicate e un’identità alla quale i suoi abitanti sono fortemente legati. Sarebbe però sbagliato impostare il dibattito come una scelta tra identità e aggregazione. Un Comune può cambiare dal punto di vista amministrativo senza cancellare la sua storia. Brissago non è soltanto il nome sulla porta di un ufficio comunale. Sono le sue strade e i suoi nuclei, le Isole, il patrimonio storico e culturale, le associazioni, le manifestazioni e soprattutto le persone che ogni giorno contribuiscono a mantenere vivo il paese. Tutto questo non scomparirebbe con un’aggregazione. Discorso che vale anche per Ronco sopra Ascona. La vera sfida sarà costruire un nuovo ente capace di rispettare e valorizzare entrambe le identità, evitando che una realtà venga assorbita dall’altra e facendo in modo che nessuno si senta ‘periferia’.

Partecipare attivamente, non limitarsi a osservare

È nostra intenzione creare uno spazio nel quale giovani con esperienze, sensibilità e idee diverse possano incontrarsi e discutere liberamente del futuro. Senza etichette e senza partire dalla domanda “da che parte stai?” Intendiamo ascoltare prima di giudicare, studiare i problemi, confrontare le possibilità, proporre soluzioni concrete e avere il coraggio di cambiare idea quando i fatti dimostrano che esiste una soluzione migliore. Non vogliamo sostituirci a chi oggi si impegna nelle istituzioni. Vogliamo aggiungere una voce: quella di una generazione spesso considerata distante dalla politica, ma forse semplicemente alla ricerca di un modo diverso di partecipare. Essere favorevoli all’idea di un’aggregazione non significa ignorare le questioni ancora da chiarire. Finanze, servizi, personale, investimenti, rappresentanza politica, sedi amministrative, beni comunali e funzionamento del futuro Comune dovranno essere analizzati con attenzione. Vogliamo conoscere i numeri, sapere quali sarebbero i vantaggi e gli eventuali svantaggi, capire quali servizi potrebbero migliorare, quali investimenti diventerebbero possibili e quale visione si intende costruire. Essere favorevoli non significa firmare un assegno in bianco. Significa essere disponibili ad ascoltare e approfondire partendo da una convinzione: comprendere le cose prima di avere paura del cambiamento.

Auspicate quindi un dibattito trasparente, aperto e basato sui fatti

Le opinioni diverse dalla nostra meritano rispetto e dubbi e critiche possono contribuire a costruire un progetto migliore. Non vorremmo però che questa discussione diventasse una battaglia tra favorevoli e contrari, tra Brissago e Ronco o tra schieramenti politici, bensì che diventasse una discussione collettiva su ciò che vogliamo essere domani. Il nostro obiettivo non è occupare uno spazio politico, ma creare uno spazio di partecipazione nel quale una nuova generazione possa assumersi responsabilità, proporre idee e contribuire concretamente alla comunità. Amare il proprio paese non significa soltanto custodirne il passato. Significa assumersi la responsabilità di immaginare il futuro. Davanti all’aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona, la domanda non dovrebbe essere soltanto: “Cosa perderemmo unendoci?”ma anche, e forse soprattutto: “Cosa potremmo costruire insieme?”.

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-09-14T07:00:00.0000000Z

2026-09-14T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281694031672772

Regiopress SA