La caserma e lo sconto chiesto a Berna
Da contratto, dopo 10 anni senza nuova pianificazione del comparto, il Comune ha potuto sollecitare una riduzione dei 4,5 milioni pagati per l’acquisto
Di Sascha Cellina
È forse arrivato il momento di rinegoziare (al ribasso) il prezzo d’acquisto dell’ex Caserma di Losone? La risposta è sì e secondo quanto appreso dalla Regione, il Municipio di Losone si è già mosso in tal senso.
Ma andiamo con ordine. A sollecitare l’esecutivo losonese sulla questione è la sezione locale della Lega dei Ticinesi, attraverso un’interrogazione firmata da Michele Grünenfelder. Quest’ultimo fa notare come siano ormai passati dieci anni dalla compravendita (il contratto è datato 21 gennaio 2016) che ha riportato il sedime dalle mani della Confederazione a quelle del Comune per poco meno di 4,5 milioni di franchi. Secondo Grünenfelder, l’accordo “stabilisce in modo chiaro che, qualora entro 10 anni non fosse stata realizzata una nuova pianificazione del comparto, il prezzo di acquisto debba essere rinegoziato al ribasso. La riduzione deve essere determinata tramite una perizia indipendente, designata congiuntamente dalle parti o, in caso di mancato accordo, dal Presidente pro tempore del Tribunale delle espropriazioni”.
Il diritto di ricupera della Confederazione annullato dalle sentenze di Tram e Tf
Tale possibilità è indicata al capitolo 6.3 del messaggio municipale con cui nel febbraio del 2016 l’esecutivo di Losone aveva chiesto al Consiglio comunale il credito di 4 milioni e 485mila franchi per l’operazione. Capitolo che parte dal diritto di ricupera, condizione imposta dalla Confederazione che stabilisce come nel caso in cui entro 10 anni dalla data del trapasso di proprietà, ossia dal 31 ottobre 2017, il Comune di Losone non abbia ancora realizzato un cambiamento di destinazione del comparto ex Caserma, dovrà ricederlo a Berna allo stesso prezzo di acquisto (tale diritto potrà essere esercitato tra il 1° dicembre 2027 e il 31 dicembre 2027). Una condizione questa effettivamente verificatasi visto che la pianificazione dell’area di 120mila metri quadrati suddivisa fra l’ampio parco e diversi edifici (di cui il principale è appunto la caserma), inizialmente approvata anche dal Consiglio di Stato, è bloccata dal giugno 2021, ossia quando il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) accogliendo il ricorso di un privato aveva annullato la modifica del Piano regolatore situando il comparto fuori zona edificabile. Una sentenza confermata definitivamente nel gennaio 2023 dal Tribunale federale, con tanti saluti alle varie ipotesi di utilizzo, dai musei cantonali di storia naturale e del territorio all’area naturale di svago o sportiva, dall’Accademia Dimitri al BaseCamp del Locarno Film Festival.
Ma quindi il comparto – che in passato ha anche ospitato un centro federale d’accoglienza per richiedenti l’asilo e che attualmente è utilizzato, sotto pagamento di un canone d’affitto, dall’esercito – tornerà in mano alle autorità federali? No, perché allo stesso capitolo viene anche indicato come tale diritto di ricupera “verrà a decadere definitivamente nel caso in cui non dovesse essere possibile realizzare un cambiamento di destinazione del comparto ex Caserma per decisione di un’autorità amministrativa e/o giudiziaria superiore”. Situazione appunto data e che oltretutto come detto dà la possibilità al Comune di chiedere una riduzione del prezzo d’acquisto. Un diritto rafforzato, fa notare Grünenfelder, proprio dalle sentenze dei vari tribunali che pongono il sedime fuori zona edificabile.
Alla luce di ciò, l’interrogazione chiede al Municipio “chiarimenti puntuali e trasparenti su quanto finora fatto per tutelare gli interessi finanziari della cittadinanza”, ad esempio se è stato preso “formalmente contatto con la Confederazione per discutere la riduzione del prezzo di compravendita dell’ex Caserma” e “quali risultati concreti sono stati ottenuti” dalle eventuali trattative.
Il Municipio ha già contattato le autorità federali
Ebbene, come detto l’esecutivo di Losone ci ha confermato di essersi mosso già durante il 2025 per attivare la clausola che gli permette appunto di chiedere una riduzione del prezzo d’acquisto dell’intero comparto, nello specifico contattando formalmente le autorità confederate ed esplicitando tale richiesta. Ora la palla è nel campo di Berna e se per conoscere la cifra esatta dello “sconto” bisognerà attendere la fine dell’iter, è praticamente certo che il Comune si vedrà riversare nelle sue casse un’importante somma.
LOCARNO E VALLI
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2026-02-04T08:00:00.0000000Z
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