Presentato il volume sulla beata Antea
Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento si collocano le vicende di Antea Maria Zanettini (1570-1630) da Brissago, figura mistica e ancora in parte avvolta nel mistero. Donna di fede profondamente legata alla sua terra, la sua missione – incentrata sulla preghiera per le anime del purgatorio – oltrepassa presto i confini del borgo sul Lago Maggiore, fino a intrecciare rapporti inattesi con la regina di Francia e le principesse della corte sabauda di Torino. A riportarne alla luce la storia è un volume curato da Daniele Bolognini, con un saggio introduttivo di Lorenzo Planzi, pubblicato da Dadò. Il libro nasce dalla scoperta di un documento d’archivio inedito, rimasto per secoli nascosto nel monastero delle cappuccine torinesi di Borgo Po: un manoscritto del 1617 redatto dal padre confessore di Antea, il gesuita Gerolamo Villani (1566-1630), che ricostruisce le diverse fasi della sua missione. Dal Lago Maggiore alle capitali europee, la figura di Antea da Brissago si radica così nella pietà popolare moderna, fino a essere ricordata come beata e “santa viva”. Il volume è stato presentato nei giorni scorsi a Brissago, a Palazzo Branca Baccalà, davanti a una cinquantina di presenti. Sono intervenuti l’editore Luca Dadò, il vescovo emerito Pier Giacomo Grampa, il professor Lorenzo Planzi (Università di Friburgo), la ricercatrice Laura Quadri, il curatore Daniele Bolognini, il professor Giacomo Jori (Usi), il vicepresidente del Gran Consiglio Giovanni Berardi, la sindaca Veronica Marcacci Rossi e il già segretario comunale Riccardo Beretta.
LOCARNO E VALLI
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2026-06-17T07:00:00.0000000Z
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