laRegione

Fulmini contro pompieri, la sfida non conosce sosta

Squadre antincendio ed elicotteri sollecitati di continuo

Red. Loc.

La morsa del caldo sembra essersi un tantino allentata, ma gli incendi boschivi non danno tregua ai pompieri di montagna e ai velivoli impegnati nel contrasto alle fiamme. Il fine settimana è infatti stato caratterizzato da diversi interventi per roghi fortunatamente contenuti innescati dai fulmini che hanno accompagnato le precipitazioni (insufficienti). Se non si parla di ettari di boschi ridotti in cenere è grazie all’ottimo coordinamento interforze che consente di intervenire anche simultaneamente in più punti. Nel Gambarogno, in Vallemaggia, in Verzasca e nella mattinata di lunedì anche in Onsernone uomini e velivoli sono accorsi per scongiurare ogni rischio di propagazione delle fiamme. I dati a disposizione del comando dei Civici pompieri di Locarno e della Sezione forestale (che sempre supervisiona gli interventi) confermano che si tratta di un’attività estiva particolarmente intensa, con dinamiche del tutto anomale e contemporaneità degli allarmi che solo grazie a un ottimo lavoro di coordinamento tattico è possibile fronteggiare con successo. Un impegno sul campo che viaggia in parallelo con gli ingenti investimenti voluti dalla Sezione forestale per dotare il territorio locarnese di vasche antincendio in quota, laddove le risorse d’acqua a disposizione di uomini ed elicotteri scarseggiano. La crisi climatica è diventata la scintilla che accende il bosco, il fattore che – se non arginato per tempo – può trasformare un incendio di qualche albero in un evento molto più esteso e distruttivo.

E laddove non arrivano immediatamente uomini e mezzi di spegnimento impegnati su più fronti, ecco che anche i cittadini improvvisatisi pompieri possono fare la loro parte. Come è stato il caso domenica scorsa, ad Avegno, nelle abitazioni a confine con il bosco della parte alta del villaggio. Come ci riferisce una domiciliata, nella notte di sabato su domenica un temporale con tuoni fragorosi e fulmini si è abbattuto nell’area, buttando giù dal letto alcuni residenti. Una saetta particolarmente vicina alle case ha fatto temere il peggio. L’indomani, per scrupolo, qualcuno è andato a controllare di persona se non vi fossero piante spaccate dai fulmini o danni alle proprietà e si è accorto che il tronco di un albero aveva preso fuoco. Ha allarmato i pompieri e con l’aiuto di altri residenti, a colpi di secchi d’acqua e col tubo d’irrigazione da giardino, il principio d’incendio ha potuto essere stoppato, in attesa dei soccorsi ufficiali. Sul posto sono in seguito giunti i Civici pompieri di Locarno che hanno bonificato il perimetro.

Nel Gambarogno servono volontari

Il Corpo pompieri di Gambarogno, così come quello di Cadenazzo, dal luglio del 2025 è diventato un distaccamento del Corpo pompieri della Città di Bellinzona. In particolare per la subregione di sponda sinistra cerca volontari per continuare a garantire prontezza di intervento e assicurare i picchetti, soprattutto in settimana. Il “verbo” pompieristico verrà dunque divulgato in due distinte occasioni. La prima è fissata al 25 agosto quando si terrà una serata pubblica nella caserma pompieri del Distaccamento gambarognese, a Quartino. Sarà la prima serata pubblica di un ciclo aperto alla popolazione, con incontri nei vari comuni convenzionati. Durante le serate sarà presentata al pubblico la nuova organizzazione regionale dei pompieri del Bellinzonese. Nello specifico a Quartino si affronterà il tema degli incendi in ambito domestico. Inizio alle 20, con partecipazione gratuita e senza iscrizioni.

Domenica 30 agosto vi sarà invece, sempre in caserma a Quartino, una mattinata di porte aperte dalle 9 alle 12. Sarà possibile vedere e provare alcune delle tipiche attività pompieristiche, scoprire i mezzi e le attrezzature e parlare con gli attuali militi volontari del Distaccamento. La mattinata è aperta a tutte le persone residenti nel Gambarogno con più di 18 anni (massimo 60 anni) ed è su iscrizione (www.pompieri.ch/gambarogno) da effettuare entro il 26 agosto. Poi sarà offerto il pranzo. Attualmente, il Distaccamento del Gambarogno è composto da 15 militi e 2 capi intervento. In settimana, durante le ore lavorative nella caserma della sede centrale di Bellinzona è presente un picchetto permanente che, per gli interventi urgenti assicura una partenza rapida. Quando questo riguarda il comprensorio Sud (comuni di Sant’Antonino, Cadenazzo e Gambarogno) l’allarme viene dato anche a un gruppo di militi volontari di picchetto, che si reca in caserma (a Cadenazzo o a Gambarogno). Il problema, nel Gambarogno, è che il rinforzo al picchetto diurno in settimana è garantito da un solo milite volontario. Nelle ore notturne e nei fine settimana la prontezza d’intervento è assicurata esclusivamente con i picchetti coperti da gruppi di volontari. Questo implica la necessità di garantire un numero sufficiente di pompieri residenti su tutto il comprensorio. Nel Gambarogno questo numero è sempre più ridotto e l’esigenza è quella di aumentarlo.

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-08-18T07:00:00.0000000Z

2026-08-18T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281698326581351

Regiopress SA