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Un ‘terrazzo verde’ alla Stazione Ffs

Nell’attesa che Ffs e Supsi formalizzino l’accordo per il campus, il Municipio studia una conversione green del nodo intermodale in costruzione all’ex Pestalozzi

Di Dino Stevanovic

La Stazione Ffs di Lugano si tinge, almeno un po’, di verde. Il Municipio ha infatti deliberato di approfondire la conversione della pensilina del nodo intermodale all’ex parcheggio Pestalozzi: da costruzione basica a ‘terrazzo verde’, con annesso collegamento al vicino parco Lucerna. Una sorta di compromesso tra il solo nodo per il trasporto pubblico e il grande progetto del campus Supsi, che dovrebbe veder la luce proprio a nord della stazione ma che a causa di ricorsi fatica a concretizzarsi anche solo sulla carta.

Modifiche viarie in arrivo

Il comparto è un cantiere da anni e siamo solo a metà del guado. Proprio un aggiornamento sui lavori da parte del Dipartimento del territorio (Dt) è l’occasione per fare il punto su cosa ci aspetta nei prossimi anni. A cominciare dalla viabilità. Da venerdì via Genzana sarà di nuovo percorribile, anche se unicamente in salita. Giovedì 3 settembre la corsia stradale di discesa di via San Gottardo, tra il piazzale nord della Stazione Ffs e il tunnel di Besso, sarà riaperta al normale transito dei veicoli, mentre i passaggi pedonali su via San Gottardo a valle del tunnel di Besso sono stati resi di nuovo agibili già a inizio agosto. Restano invece chiusi al transito: la viabilità pedonale all’interno del tunnel di Besso, il passaggio pedonale a valle del tunnel di Besso (lato Via Maraini), la rampa pedonale che da via Maraini conduce al piazzale della Stazione Ffs e il passaggio pedonale a monte del tunnel, lungo via Manzoni. Infine, per ragioni di sicurezza, da lunedì è stato chiuso al transito anche il passaggio pedonale su via Sorengo e per le stesse ragioni, legate al cantiere, l’ecopunto ex Pestalozzi non è più accessibile ed è necessario ora recarsi all’ecocentro di Breganzona.

Sottopasso Genzana nel 2027, aperto dal 2033

Sin qui le informazioni di servizio. Ma a livello operativo, che cosa sta succedendo? Ce lo spiega il capo dell’Area opere strategiche della Divisione delle costruzioni del Dt. «Attualmente sono in corso due cantieri – chiarisce Thomas Bühler –. Uno è relativo alla costruzione del sottopasso Genzana. Il completamento è previsto entro la metà dell’anno prossimo. Tuttavia, dal 2027 al 2033 non sarà accessibile al pubblico, ma servirà come accesso di cantiere per gli altri lavori a monte della stazione. Quest’ultimo è l’altro grande cantiere nella zona, che abbiamo iniziato alcune settimane fa e che chiamiamo ‘Comparto Besso’. Prevede, fra l’altro, la realizzazione dell’autosilo (su due livelli, con 140 stalli e di proprietà della Città, ndr) e del nodo intermodale (dove confluiranno 15 linee bus, ndr). Una rotonda sostituirà l’attuale incrocio semaforico di Besso ed è previsto un atrio di interscambio sotterraneo e il nuovo sottopasso Besso Alta. Queste opere dovrebbero essere completate entro il 2033. Quando queste opere saranno concluse, verrà aperto anche il traffico sul sottopasso Genzana».

Per sgravare davvero il tunnel di Besso, serve la galleria del Tassino

Ma non per tutti. «No. Servirà al trasporto pubblico diretto al nodo intermodale e agli utenti dell’autosilo. Sgraverà quindi l’attuale tunnel di Besso. Per vedere un vero sgravio per la galleria di Besso servirebbe però una terza opera – puntualizza Bühler –: il tunnel stradale sotto al parco del Tassino, che assieme a quello di Genzana creerebbero il cosiddetto anello viario di Besso, attorno alla Stazione Ffs. In questo scenario Genzana verrebbe aperto a tutte le automobili. Ma un orizzonte temporale per questa seconda fase ancora non c’è».

Del polo Supsi si parla dal 2010

E tempi precisi non ci sono neanche sul grosso progetto del campus Supsi. Se ne parla dal 2010, nel 2014 il Gran Consiglio approvò i crediti per realizzare i campus di Mendrisio, Viganello (entrambi già in funzione) e Lugano-Stazione. Quest’ultimo avrebbe dovuto essere il perno della nuova conformazione formativa della Scuola universitaria professionale, ospitando i servizi amministrativi e il Dipartimento economia aziendale, sanità e socialità, il più frequentato della Supsi con circa 2’000 spostamenti giornalieri previsti. L’inaugurazione era prevista nel 2016, ma dieci anni dopo non ci sono neanche le modine. Nel frattempo sono iniziati i lavori del cosiddetto comparto StazLu1 (ammodernamento stazione, nodo intermodale all’ex Pestalozzi e sottopasso Genzana, fra l’altro) e il Consiglio di Stato ha approvato nel dicembre 2023 le pianificazioni dei comparti StazLu2 (che prevedeva edificazioni a sud e a nord della stazione, tra le quali appunto il campus) e TriMa (Piano regolatore intercomunale con Massagno per la copertura della trincea ferroviaria con un parco urbano).

Ricorsi ancora fermi al Tram

Il governo ha tuttavia fortemente limitato le possibilità edificatorie sulla parte sud della variante StazLu2, che le Ffs intendevano sfruttare sui propri terreni. Uno smacco per le Ferrovie, al quale si sono aggiunti i ricorsi presentati da privati sia sulla variante StazLu2 sia sulla TriMa, tuttora pendenti al Tribunale cantonale amministrativo. Proprio a questi ricorsi le Ffs imputano la propria passività sul tema campus. Le Ffs dovrebbero infatti mettere a disposizione – verosimilmente tramite diritto di superficie – i sedimi a nord della stazione dove realizzare il polo: i 10 milioni per il terreno sono già stati approvati dal parlamento nel 2014. Tanti anni sono passati e, se non si dovesse trovare una soluzione in tempi ragionevoli, la Supsi non esclude di dover valutare un’altra destinazione per il campus.

‘Le Ffs temporeggiano, alta la posta in gioco’

In quest’intricato e tuttora incerto contesto si inserisce la Città. «Malgrado tutto il tempo passato non si è ancora riusciti a trovare la quadra con le Ffs per un accordo con la Supsi e questo mette a rischio il progetto della sopraelevazione al nodo intermodale – constata amaramente la capodicastero Spazi pubblici Karin Valenzano Rossi –. Per questo come Municipio stiamo valutando, nell’attesa che si chiariscano gli scenari, di realizzare comunque una passerella verde, già prevista dai progetti originari della Città, che possa portare al parco Lucerna». E se, per motivi ricorsuali o di altro genere, non si arrivasse a un accordo tra Supsi e Ffs, sarà l’unica edificazione sopra alla pensilina. «Noi ormai siamo pronti per ogni scenario – aggiunge la municipale –. Ma è chiaro che siamo dispiaciuti per questo temporeggiamento da parte delle Ffs. È vero, ci sono i ricorsi ancora pendenti, ma gli elementi per procedere li hanno, volendo. Stiamo rischiando di veder svanire il polo della formazione in stazione, un elemento caratterizzante di molte città svizzere e previsto anche dal Piano regolatore. La posta in gioco è alta. Da parte nostra, il dimensionamento delle fondamenta e dell’autosilo è pensato per poter sorreggere un’eventuale costruzione sopra. Un domani, il nostro progetto del collegamento verde potrebbe agevolmente integrarsi con il campus Supsi». Un modo per non rendere inutile la spesa di circa 6 milioni di franchi per la pensilina del nodo intermodale, che verrebbe realizzata nell’ottica di costruirci qualcosa, ma che altrettanto potrebbe venir smontata nel caso non si costruisse nulla. Uno scenario ora, verosimilmente, evitato.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-26T07:00:00.0000000Z

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