‘Bisogna rafforzare il gettito fiscale’
Nel rapporto favorevole ai conti 2025 la Gestione mette l’accento anche sul basso tasso di realizzazione degli investimenti (45%) rispetto al preventivato
Di Davide Martinoni
Un utile di quasi 800mila franchi che sarebbe stato un disavanzo se non ci fossero state sopravvenienze d’imposta per 2,4 milioni di franchi. È la puntualizzazione della Gestione di Locarno riguardo alle cifre nere che caratterizzano il consuntivo 2025 della Città di Locarno. In realtà, nota la Gestione nel suo rapporto (favorevole), il disavanzo strutturale supera i 2,3 milioni di franchi e continua a peggiorare, rendendo “prioritario il rafforzamento duraturo del gettito fiscale, accompagnato da obiettivi concreti e misurabili”. Ciò nell’attesa che “il prossimo Piano finanziario non si limiti a proiettare l’evoluzione delle finanze comunali, ma definisca una vera strategia di riequilibrio, con misure, tempi e indicatori verificabili”.
‘Pianificazione da migliorare’
Dalla commissione trapela inoltre preoccupazione per il basso tasso di realizzazione degli investimenti (circa il 45% del preventivato) “che non costituisce un risparmio bensì un rinvio di oneri sugli esercizi futuri e migliora artificialmente gli indicatori finanziari, a fronte di un debito pro capite ancora elevato e delle importanti opere che attendono la Città”. Quanto al debito pro capite, resta elevato, mentre il grado di autofinanziamento (127%) è considerato buono ma è influenzato proprio dal basso livello di investimenti andati in porto. È quindi necessario, per i commissari (relatore è Stefano Lappe, del Plr) migliorare la pianificazione e la capacità di realizzare le opere.
Poi c’è il discorso fiscale, con un gettito inferiore al previsto, soprattutto per le persone giuridiche: la concentrazione del gettito su poche aziende, viene fatto notare, rende vulnerabili le finanze comunali. L’introduzione dei moltiplicatori differenziati (90% per persone fisiche, 97% per le persone giuridiche) ha parzialmente compensato le riduzioni cantonali, ma la commissione chiede un bilancio degli effetti di questa misura. Un’ulteriore riflessione riguarda la gestione delle spese: bisogna contenerne la crescita, anche attraverso collaborazioni esterne e una valorizzazione del patrimonio immobiliare. Note positive giungono riguardo ai consumi energetici, dove c’è stata una riduzione, nonché nella gestione di alcuni servizi autofinanziati.
Care... carenze normative
La Gestione entra in seguito in alcune tematiche puntuali. Per il Nido dell’infanzia si riduce il disavanzo grazie a maggiori contributi e rette, ma i costi rimangono elevati; la Colonia Vandoni è in crisi d’iscrizioni e bisognerebbe ripensarne l’offerta; in relazione al Bagno pubblico, viene espressa preoccupazione per alcuni ritardi nel pagamento degli affitti; e il mercato cittadino sta godendo del passaggio alla gestione comunale, ma servono maggiore promozione e più trasparenza sui risultati. Inoltre, per carenze normative v’è stato un mancato introito di 1,3 milioni a causa del fermo dei sistemi elettronici di lettura delle targhe, “disattivati per l’assenza di una sufficiente base legale e rimessi in funzione soltanto una volta completato l’iter regolamentare”. Per la Gestione “si tratta di un importo considerevole, perso in via definitiva, che per una realtà con un disavanzo strutturale superiore ai 2 milioni pesa in modo tutt’altro che trascurabile”. La commissione dice di ritenere “fondamentale che situazioni analoghe – in cui una carenza delle basi legali determina un’interruzione prolungata di un servizio e delle relative entrate – non abbiano più a ripetersi”, e “attende che l’adeguatezza delle basi regolamentari comunali sia d’ora in avanti verificata con la necessaria tempestività”.
Società pubbliche, ‘più informazione’
Un richiamo alla trasparenza arriva poi in merito alle società partecipate: la commissione plaude al messaggio con cui il Municipio si impegna a dotare la Città di una normativa dedicata, giudicata “un passo importante per trasparenza, governance e controllo sulle partecipazioni”. Per altro, “non è stato dato seguito a quanto richiesto con il rapporto sui conti consuntivi 2024, ossia fornire per ciascuna partecipata, oltre alla documentazione societaria, un’analisi della strategia e degli obiettivi perseguiti dalla Città quale azionista o ente partecipante”. Tale richiesta viene ribadita: “Occorre un’informazione completa, strutturata e comparabile di anno in anno, idealmente una scheda per entità con obiettivi della partecipazione, risultati, criticità, prospettive e ruolo concretamente assunto dalla Città”. La Gestione si spinge poi a chiedere al Municipio di inviare il rapporto commissionale “a tutte le partecipate e agli enti autonomi”, e “richiama i rispettivi organi – in particolare i rappresentanti designati dalla Città – ai doveri connessi alla loro funzione: il loro operato deve essere improntato a indipendenza di giudizio, imparzialità e trasparenza, con particolare attenzione ai conflitti d’interesse, anche soltanto apparenti”.
Delegati specchiati
In quest’ottica, conclude, è auspicabile che “tra le entità partecipate e i membri dei rispettivi organi non debbano instaurarsi rapporti ulteriori rispetto a quello inerente alla carica ricoperta, in particolare mandati, incarichi professionali o di consulenza, forniture e altre prestazioni retribuite, siano essi conferiti direttamente o a persone e società a questi riconducibili. Anche laddove formalmente corretti, simili rapporti possono compromettere la fiducia nell’indipendenza degli organi ed esporre l’entità e la Città a rischi reputazionali”. Il richiamo è evidentemente a quanto accaduto nella Porto regionale Sa.
LOCARNO E VALLI
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2026-09-02T07:00:00.0000000Z
2026-09-02T07:00:00.0000000Z
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