Governance, si valuta il ritiro del messaggio
Il Municipio vuole però prima vedere i tre rapporti. Revocata la risoluzione dell’anno scorso su Filippo Lombardi in Ail Sa: resta anche dopo i 70 anni
Di Dino Stevanovic
Lugano è tutt’altro che vicina al nuovo Regolamento per la gestione delle entità partecipate della Città. La commissione ad hoc ricostituita a inizio legislatura non ha ancora proposto nulla. Anzi, le discussioni stanno portando a tre rapporti in dirittura d’arrivo. Troppi per il Municipio, che sta seriamente valutando di ritirare il messaggio. E sempre in tema governance, proprio l’Esecutivo ha recentemente revocato la risoluzione firmata nel maggio del 2025, che – a seguito di polemiche durate diverse settimane – confermava il municipale Filippo Lombardi (Centro) quale rappresentante del Comune nel Consiglio d’amministrazione (Cda) di Ail Sa, fino al compimento del 70esimo anno d’età, nel maggio di quest’anno. Il Municipio è infatti tornato sui propri passi e Lombardi resterà in carica fino alla fine della legislatura.
L’attesa dura dal 2012
I due temi sono strettamente intrecciati, gli aspetti legati all’età dei membri dei Cda sono infatti tra gli argomenti del messaggio. Le ‘cadreghe’ tornano quindi a far discutere, rimarcando per l’ennesima volta la necessità di un regolamento. La trasparenza, la chiarezza dei ruoli e la responsabilità dei rappresentanti comunali nelle società partecipate sono infatti i cardini del messaggio licenziato nel febbraio del 2023. Un messaggio che i Municipi che si sono succeduti hanno impiegato diversi anni a preparare. Il Partito liberale radicale (Plr), ricordiamo, aveva presentato una mozione sul tema nel lontano 2012. Tra i firmatari l’attuale vicesindaco Roberto Badaracco, quello precedente Michele Bertini e la già presidente sezionale Giovanna Viscardi. Il Consiglio comunale (Cc) l’ha approvata sei anni dopo e altri cinque dopo ancora è arrivato il messaggio.
Oggi un incontro. Tre regolamenti e...
Le discussioni non sono mancate neanche nella legislatura scorsa ma, vista l’impellenza del tema che si trascina da anni, un mese prima delle elezioni comunali del 2024 la commissione ha presentato un rapporto condiviso da tutti i membri, seppur con diverse riserve (di Lega, Centro e Udc in particolare), elaborato da Fulvio Pelli (Plr). Con il rinnovo dei poteri, il nuovo Cc ha ritirato il rapporto e la commissione è stata ricostituita sotto la presidenza di Natalia Ferrara (Plr). Da allora sono passati due anni e, sebbene lo scorso anno la capogruppo liberale radicale avesse detto che entro la fine del 2025 sarebbe finalmente arrivato un nuovo rapporto, ancora non ci siamo e anzi la situazione si è fatta ancor più ingarbugliata. Il Plr è rimasto da solo o quasi, a sostenere il rapporto Ferrara dovrebbe esserci forse Dario Petrini (Avanti). Difende la linea del Municipio sull’incompatibilità delle cariche di consigliere comunale e membro di Cda, per esempio.
... nessuna maggioranza
Punto, quest’ultimo, sul quale la Lega non è assolutamente d’accordo e non a caso il movimento sta preparando un proprio rapporto. Il terzo, che di fatto è quello di maggioranza relativa, è a firma Raide Bassi (Udc) ed Edoardo Cappelletti (Sinistra): riprende il rapporto Pelli ed è sostenuto anche dal Centro. Oltre alla compatibilità delle cariche, dividono diversi temi, tra i quali l’età massima degli eletti. Il grosso problema di questi tre rapporti è che c’è un forte rischio di impasse istituzionale: per andare in Cc, almeno uno dei tre dovrebbe essere di maggioranza, quindi firmato da almeno 7 commissari (o 5 se ci fossero delle assenze). Maggioranza che non c’è. Questa sera è previsto un incontro e se i rumor dovessero trovare conferma, il rapporto Ferrara avrebbe quattro firme, solo tre quello leghista e sei, ma comunque insufficienti, quello Bassi-Cappelletti. I regolamenti di questi ultimi due sono stati visionati dalla Sezione enti locali del Cantone, mentre non abbiamo informazioni su quello del Plr.
‘Ripresentarlo uguale non avrebbe senso’
A fronte di questa situazione, il Municipio sta perdendo la pazienza. «Sì, è vero, stiamo valutando di ritirare il messaggio – ci conferma il sindaco Michele Foletti –, ma prima di prendere qualsiasi decisione vorremmo vedere i tre rapporti della commissione». Perché si pensa al ritiro? «Se escono posizioni estremamente frammentate, non ha senso che si vada a votare in Cc. Se manca il consenso, invece che risolvere il problema lo accentuiamo. Dovrebbe esserci una visione condivisa da parte del Legislativo». E non tre testi che sembrano riflettere unicamente le visioni, e gli interessi, dei singoli partiti. Tuttavia, se il messaggio dovesse venir ritirato – a parte perdere ulteriore tempo – non si rischierebbe di ripresentarne uno identico? «Proprio per questo vogliamo vederli. Che vengano firmati, anche se non si arriva a una maggioranza, così diventano pubblici e anche noi possiamo fare le nostre valutazioni. Ritirarlo per ripresentare esattamente lo stesso messaggio non avrebbe senso. Invece vedere quali sono le riflessioni dei gruppi, potrebbe darci un’idea su come eventualmente ricalibrarlo».
Nel 2025 lo scontro Chiesa-Lombardi
E se il messaggio sulla governance rischia il ritiro, a essere già stata revocata è la risoluzione che l’anno scorso confermava Lombardi nel Cda della Aziende industriali di Lugano Sa. La decisione del 2025 arrivava dopo le polemiche innescate dalle ambizioni del municipale Marco Chiesa (Udc) di rappresentare il Municipio nel Cda e dalla relativa lettera dei vertici di Ail che chiedeva all’Esecutivo di privilegiare la continuità, ovvero Lombardi. Durante la polemica – terminata con l’elezione di entrambi, Lombardi per il Municipio e Chiesa in quota Udc –, i democentristi hanno poi rimarcato la questione età. Ed effettivamente, l’articolo 19 dello statuto di Ail a tal proposito dice: “I consiglieri restano in carica quattro anni e sono sempre rieleggibili, per un massimo di tre mandati, fino al compimento del settantesimo anno di età”. Una linea confermata dal Municipio nella risoluzione del 2025.
Foletti: ‘Statuto interpretabile’
«Lo statuto però è interpretabile – osserva Foletti –: si riferisce al momento dell’elezione o della carica effettiva? E anche in passato abbiamo avuto dei membri di Cda rimasti anche dopo il compimento del 70esimo anno. L’anno scorso effettivamente si era detto che Lombardi quest’anno avrebbe dovuto dare le dimissioni. Questo perché speravamo che sarebbe arrivata nel frattempo la decisione del Cc sulla governance. Questo però non è successo e quindi abbiamo deciso di revocare la risoluzione e di non fare cambiamenti a metà legislatura. C’è poi una questione molto pragmatica». Ovvero? «Essere rappresentati dal capodicastero Sviluppo territoriale, con la Divisione pianificazione, ambiente ed energia, mobilità, ci ha permesso di allineare la strategia della Città con quella di Ail. Un aspetto al quale teniamo particolarmente e riteniamo corretto che anche in futuro il capo di quel dicastero continui a rappresentare il Municipio in Ail, proprio perché è funzionale. Lombardi ha anche le competenze tecniche che gli derivano dalle conoscenze acquisite nel dicastero per effettuare le discussioni nel Cda. Per una questione di ‘cadreghe’ dovremmo buttare all’aria tutto? Abbiamo preferito la continuità».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-06-22T07:00:00.0000000Z
2026-06-22T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281702621425658
Regiopress SA