Il padel si affaccia anche ai Saleggi
Un progetto (ora) del Patriziato, nato non senza qualche polemica, prevede quattro campi gestiti assieme dai vicini Tennis Club e Albergo Losone
Di Sascha Cellina
Quattro nuovi campi da padel coperti (quindi utilizzabili durante tutto l’anno, con il bello e il cattivo tempo) potrebbero presto sorgere a Losone nel comparto Saleggi, che oltre alle scuole ospita già diverse infrastrutture sportive, in particolare due campi da calcio e tre da tennis, senza dimenticare il rinomato Albergo Losone. E sarebbe proprio su un terreno di circa 2mila metri quadrati al momento utilizzato dalla struttura ricettiva (ospita in particolare una “pista” di go-kart a pedali e del verde) che dovrebbe svilupparsi la nuova offerta, la quale andrebbe a colmare un vuoto che dall’autunno alla primavera vede gli appassionati del Locarnese di questo sport poter contare solo sui campi presenti a Contone (un altro dovrebbe arrivare prossimamente a Tenero), salvo “sconfinare” ad esempio a Giubiasco o a Sementina.
L’idea dalla Siberia
Durante la bella stagione invece si può giocare, dallo scorso anno, anche sotto le volte della Siberia di Ascona, ed è proprio dai due promotori di tale iniziativa, Francesco Bizzozero e Paul Montagna, che è partita l’idea dei quattro campi in quel di Losone. Una proposta sottoposta negli scorsi mesi al proprietario del terreno, il Patriziato di Losone, e alla famiglia Glaus, titolare del noto family hotel a cui l’ente locale affitta il fondo in questione, che si trova in una cosiddetta zona di interesse pubblico e quindi riservata a servizi e infrastrutture destinate alla collettività, come ad esempio proprio un impianto sportivo (il terreno su cui sorge il complesso principale dell’albergo è invece concesso dall’ente locale a lungo termine tramite un diritto di superficie, tra l’altro appena rinnovato fino al 2102).
«Il Patriziato e il signor Glaus hanno accolto con molto entusiasmo la nostra idea, tanto che siamo andati avanti facendo preparare, affidandoci a un avvocato, una bozza del contratto», ci racconta Bizzozero di Siberia Padel, pronto assieme al suo socio a investire circa un milione di franchi in un progetto per il quale cercavano da tempo uno spazio adatto. La convinzione di averlo infine trovato si è però infranta sul più bello… «Eravamo tutti d’accordo, ma poi, di punto in bianco, il Patriziato ci ha comunicato che sarebbe andato avanti da solo con il progetto. Ci siamo davvero rimasti male, non tanto per il fatto di rimanere esclusi, ma per il modo di procedere. Se si fosse trattato di un’iniziativa privata, l’avremmo considerata una normale dinamica imprenditoriale, ma da un ente pubblico che amministra beni e dovrebbe fare l’interesse della collettività con trasparenza, ci aspettavamo un approccio diverso, maggiormente orientato al dialogo e alla valorizzazione dell’impegno e delle idee dei cittadini che investono sul territorio. Abbiamo messo tempo, energie e denaro per arrivare a questo punto, con l’obiettivo di creare un centro stabile e duraturo per il padel nel Locarnese che vada oltre al puro aspetto sportivo, ad esempio coinvolgendo – come già fatto ad Ascona – le scuole e persone diversamente abili. Per questi motivi siamo rimasti molto delusi dal modo in cui si è evoluta la situazione».
Dalla concorrenza alla sinergia con un ‘dietrofront’
«A dire il vero, non avevamo ancora deciso niente e tutte le possibilità rimanevano aperte», spiega un sorpreso e per certi versi amareggiato Carlo Ambrosini, presidente dell’ente losonese. «Eravamo tutti d’accordo sull’idea di massima, è vero, ma da lì a concretizzare il tutto, ne passa. Anche perché con l’albergo e soprattutto le scuole Medie progettate dal noto architetto Livio Vacchini lì a due passi, le cose vanno fatte bene, anche a livello architettonico. E con un milione, considerando che circa 400mila franchi dovrebbero servire solo per i campi, non si va lontano. Con i colleghi dell’ufficio patriziale abbiamo quindi approfondito la questione, in particolare chiedendoci se non fosse il caso di prendere in mano (anche a livello di investimento) noi stessi il progetto». Questo considerando anche l’immediata vicinanza con il Tennis Club, struttura appena rinnovata (in particolare ristorante e spogliatoi) che sorge su un terreno sempre del Patriziato concesso in diritto di superficie (ancora per almeno 45 anni) al Comune… «Ci siamo resi conto che si sarebbe potuta creare una sorta di concorrenza e per evitarlo, anzi per magari creare la giusta sinergia, abbiamo pensato di coinvolgere chi gestisce il tennis nel progetto del padel. A questo punto l’idea, ancora da affinare, è di dare in mano al Tennis Club la parte organizzativa e di gestione dei campi, mentre della manutenzione di questi ultimi così come degli spogliatoi, dovrebbe occuparsene il personale dell’Albergo Losone».
Una sorta di dietrofront rispetto alla strada intrapresa inizialmente assieme ai promotori di Siberia Padel c’è quindi stato… «Sì, una piccola marcia indietro ma comunque in una situazione in cui di definitivo come detto non c’era ancora niente. Basti pensare che io, presidente, non ho mai incontrato in prima persona Bizzozero. E tengo a sottolineare che tale decisione è stata presa per il bene di un progetto che riteniamo molto interessante ma da sviluppare nel migliore dei modi. In questo senso, abbiamo dato mandato di approfondirne la fattibilità, comprese le varie opzioni di gestione. A quel punto, decideremo in che direzione andare, fermo restando che oltre al via libera dell’assemblea patriziale, serviranno anche quelli degli enti locali e del Comune».
Dal canto suo Diego Glaus, proprietario e direttore dell’Albergo Losone, conferma come, a prescindere da chi lo porti avanti in prima linea, «il progetto è decisamente interessante e lo sosteniamo, ha un bel potenziale, chiaramente anche legato all’offerta per i nostri clienti. Con il Patriziato di Losone abbiamo un rapporto eccellente, il nostro albergo è quello che è anche grazie a loro ed è bello e stimolante consolidare questo legame attraverso progetti del genere». Oltre a mettere a disposizione il terreno (che lo ricordiamo riceve in affitto, con contratto a medio termine, proprio dall’ente locale losonese), Glaus per il momento non prevede di investire direttamente nell’iniziativa, ma «molto probabilmente ci occuperemo di alcuni servizi ancora da definire». Per quel che riguarda la struttura invece, «ciò a cui tengo è che abbia una certa valenza architettonica e con facciate verdi, visto che si inserisce comunque in un’area ancora piuttosto verde».
LOCARNO E VALLI
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2026-07-29T07:00:00.0000000Z
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