‘Un’occasione persa, delusione condivisa’
Le riflessioni amare del sindaco di Locarno Nicola Pini dopo il naufragio dello scenario urbano da Losone a Tenero-Contra: ‘Eravamo pronti e determinati’
Di Davide Martinoni
Delusione per un’occasione persa, con «il rinvio per un altro decennio di un processo che paradossalmente è generalmente ritenuto inevitabile e che avrebbe meritato almeno una votazione popolare». È la posizione di Locarno, «condivisa con i rappresentanti di Losone e Orselina», riguardo agli sviluppi sullo scacchiere aggregativo locarnese dopo l’ultimo incontro fra i Comuni e la Sezione degli enti locali: ovverosia Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia verso un’istanza di aggregazione, e gli altri sostanzialmente fermi al palo.
Lo ha riferito il sindaco Nicola Pini rispondendo, lunedì sera in Consiglio comunale, a un’interpellanza di Mauro Belgeri e cofirmatari (tutti del Centro) riguardante la “doccia gelata sul ‘pensare in grande’ sulle aggregazioni del Locarnese”.
‘L’opportunità di un ragionamento comune’
Ha ricordato Pini che Locarno era «pronto e determinato» a procedere con lo scenario urbano da Losone a Tenero-Contra. Le aspirazioni cittadine erano legate al fatto che «dal percorso intrapreso con l’analisi quantitativa degli Enti locali e con il laboratorio partecipato era emersa con forza l’opportunità di un ragionamento comune non solo per offrire più servizi e più qualità ai cittadini, o per acquisire maggiore rilevanza e peso a livello cantonale e nazionale, ma anche per meglio affrontare temi centrali come le politiche dell’alloggio, la creazione di posti di lavoro, l’attrattiva residenziale, culturale e socio-economica della regione».
Per le scelte operate da Minusio e Tenero-Contra v’è dunque delusione, ha sottolineato Pini; tuttavia, «il Municipio non può esimersi dal rispettare la loro decisione e augurare il meglio a istituzioni e popolazione interessata, cercando di scorgere in questa evoluzione una comunque positiva razionalizzazione nel Locarnese, ancorché non risolutiva rispetto alle sfide che la regione tutta dovrà affrontare».
‘Sfide che oltrepassano i singoli confini’
A questo proposito il sindaco ha allargato lo sguardo alle dinamiche dell’intera regione, parlando di «sfide che non si fermano ai confini comunali: abitare, lavorare, frequentare le scuole, spostarsi e accedere ai servizi sono esperienze che già oggi appartengono a un territorio condiviso. La frammentazione delle decisioni rischia quindi di indebolire la capacità di dare risposte coerenti, di stabilire priorità comuni e di distribuire equamente responsabilità e oneri». Quanto a Locarno, «il progetto aggregativo esprime una responsabilità verso l’intera regione e verso le nuove generazioni. Il suo valore si misura nella possibilità di offrire servizi migliori, istituzioni solide e opportunità concrete, preservando le identità locali e la vicinanza ai cittadini». Questo per chiarire che «il rispetto delle scelte degli altri non esaurisce il compito di Locarno. La Città intende mantenere aperto il dialogo e contribuire a costruire una proposta credibile, sulla quale la popolazione possa pronunciarsi con piena conoscenza dei benefici, dei costi e delle alternative». Per ora, con Losone, si continua «un discorso che avevamo attivato bilateralmente e poi sospeso visto l’avvio di una riflessione più ampia, mentre con la collina proseguiremo a ragionare sulla base delle buone esperienze che stiamo facendo con la scuola e con i modelli di governance territoriale diffusa in città». L’auspicio del Municipio è che «si possa provare a elaborare in concreto ciò che potrebbe essere questa nuova realtà territoriale, con l’obiettivo di portare i cittadini al voto».
Nido, ‘ecco cosa stiamo facendo’
Il consolidamento della transizione della Direzione; la migrazione dei pasti a Casa San Carlo; un monitoraggio finanziario; nonché un nuovo progetto pedagogico accompagnato da una Carta dei servizi, per «rendere l’offerta del Nido maggiormente rispondente alle esigenze delle famiglie e favorire l’inserimento e la permanenza dei bambini anche nei mesi successivi all’apertura dell’anno educativo», con l’obiettivo di «garantire una più costante e completa occupazione dei posti disponibili durante l’intero anno, con conseguente incremento delle entrate e una migliore copertura dei costi del personale». Sono le misure “pro Nido dell’infanzia” elencate dal capodicastero Finanze Mauro Silacci lunedì, durante l’intervento precedente il voto favorevole sui consuntivi 2025. Oltre a quanto appena descritto, Silacci ha annunciato un adeguamento delle rette a partire dall’agosto del ’27: una misura «finalizzata al miglioramento della sostenibilità finanziaria della struttura». Dal profilo finanziario, ha proseguito, «è in fase di elaborazione un nuovo piano del personale, volto a verificare e adeguare la distribuzione delle ore di lavoro alle effettive esigenze organizzative e pedagogiche del Nido. L’obiettivo è ottimizzare l’impiego delle risorse e contenere il ricorso al personale straordinario, attraverso una migliore pianificazione delle ore e degli effettivi fabbisogni dei diversi gruppi. Tale revisione sarà effettuata prestando particolare attenzione a evitare un’eccessiva pressione sul personale e garantendo nel contempo il mantenimento della qualità del lavoro educativo e del servizio offerto ai bambini e alle famiglie».
Silacci ha concluso affermando che tutte queste misure «saranno accompagnate da un monitoraggio costante degli aspetti finanziari, organizzativi e pedagogici, così da verificarne l’effettiva efficacia e, se necessario, apportare i correttivi opportuni». L’obiettivo complessivo è «consolidare un modello gestionale sostenibile nel medio-lungo periodo, capace di garantire un equilibrio tra sostenibilità economica, adeguato impiego delle risorse e mantenimento della qualità educativa del Nido».
LOCARNO E VALLI
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2026-09-16T07:00:00.0000000Z
2026-09-16T07:00:00.0000000Z
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