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Un fronte unito per la nuova sede

In attesa della richiesta di licenza edilizia, la regione fa squadra attorno al progetto. Il sindaco Pini: ‘La Città intende contribuire con 5 milioni di franchi’

Di Serse Forni

La proposta di una nuova sede del Museo cantonale di storia naturale a Locarno, nel comparto di Santa Caterina, fa passi avanti. Da una parte c’è il progetto, scelto a inizio 2023 dopo un concorso a due fasi: nell’ultimo biennio è stato affinato e, stando a quanto riferito dal Municipio cittadino a una recente seduta di Consiglio comunale, l’allestimento dell’incarto è a buon punto. La domanda di costruzione, infatti, è attesa nei prossimi mesi. Dall’altra c’è il sostegno politico e la ricerca di supporto, anche finanziario, nella regione. La Città si è proiettata in avanti, assicurando appoggio. Per quale cifra? «Premetto che il comparto e la futura struttura sono di proprietà del Cantone, che sarà dunque il finanziatore dell’opera. Ciò non toglie che da parte nostra c’è pieno sostegno al progetto viste le sue ricadute per la Città e la regione – risponde il sindaco Nicola Pini –. Dopo aver creato le basi pianificatorie per accogliere il nuovo museo, ci siamo detti disposti anche a partecipare finanziariamente. Abbiamo consultato la Commissione della gestione del Consiglio comunale e confermato al Cantone la nostra disponibilità a contribuire con un importo di 5 milioni di franchi, riservata naturalmente l’approvazione del legislativo. Inoltre, siamo pronti a collaborare con il Cantone

e con gli enti regionali nella raccolta di altri eventuali sostegni finanziari, pubblici e privati. Ovviamente per facilitare la ricerca occorre disporre della progettazione definitiva e della licenza di costruzione, sui quali il Cantone sta lavorando».

Come creare il necessario consenso corale sulle rive del Lago Maggiore? «Va detto che l’operazione si presenta come una grande opportunità di valorizzazione sia del Museo stesso, sia dell’importante comparto di Santa Caterina, a due passi da Piazza Grande. La struttura aumenterà l’attrattiva turistica, culturale, scientifica e anche paesaggistica di tutta la regione e di tutto il Cantone. Rafforzerà l’agglomerato urbano e allo stesso tempo integrerà importanti realtà e territori circostanti, come le Isole di Brissago, il Parco del Piano, le Bolle di Magadino, le aree protette, il Gambarogno e soprattutto tutte le valli del Locarnese. L’interesse regionale, oltre a quello cantonale e cittadino, è evidente. Non a caso ne abbiamo già discusso sia in seno al Convivio dei sindaci del Locarnese, sia all’Ente regionale per lo sviluppo di Locarnese e Vallemaggia (Erslvm), sia a livello di Organizzazione turistica regionale».

Il Convivio, in effetti, ha scritto al Cantone per appoggiare l’insediamento a Locarno del Museo cantonale di storia naturale, lodando la scelta dell’ubicazione, ma anche l’idea di puntare su uno spazio verde (il parco dell’ex monastero), aperto a tutti come straordinaria area di svago. «Il Cisl e i Comuni che vi sono rappresentati hanno confermato non solo il forte sostegno politico per riqualificare il comparto e realizzare il Museo, ma anche la loro apertura a valutare un contributo finanziario regionale – prosegue Pini –. Pure loro saranno della partita nella ricerca di fondi presso enti pubblici e privati». In questo senso, sia il Cisl sia l’Erslvm hanno lanciato una proposta: creare una fondazione adibita a tale scopo.

Come sono state accolte dal Cantone le proposte e le richieste del Locarnese, in vista di una partecipazione, anche finanziaria, all’edificazione della struttura espositiva? «In una lettera inviata al nostro Municipio, il Consiglio di Stato ha definito “particolarmente apprezzato” l’importante e sostanziale sforzo, politico ed economico, che la Città ha intenzione di fare – sostiene il sindaco –. L’unità d’intenti dimostrata nella nostra regione ha fornito un’ulteriore spinta al Cantone per procedere con la progettazione definitiva, fino all’ottenimento della licenza edilizia. Un passo necessario per consolidare il progetto e per valutare le opzioni al fine di garantire nuovi finanziamenti. Dal Consiglio di Stato è giunta anche l’apertura a ragionare sull’opzione della fondazione, tutta da approfondire e sviluppare».

Le tappe del progetto

Dopo che il Consiglio di Stato, alla fine del 2017, ha deciso di trasferire il Museo cantonale di storia naturale dalla sua attuale ubicazione presso il Palazzetto delle scienze di Lugano al comparto Santa Caterina a Locarno, nel 2019 era stata avviata la procedura dei mandati di studio in parallelo, per un inserimento armonioso della nuova struttura nel contesto pregiato e protetto dell’edificio conventuale. Nell’aprile 2021 il Gran consiglio ha approvato il messaggio con la richiesta di un credito di 9,5 milioni di franchi per avviare la progettazione. Un anno dopo, nel 2022, è stato indetto un concorso a due fasi, per gruppi mandatari interdisciplinari, perché venisse disegnata la nuova sede del Museo; un concorso organizzato e diretto dalla Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe). Nel settembre del 2022, sulla base di un messaggio del Municipio dello stesso anno, il Consiglio comunale di Locarno ha adottato la variante pianificatoria volta ad accogliere il prospettato Museo cantonale nel comparto di Santa Caterina. La variante è stata approvata dal Consiglio di Stato nel settembre 2023.

Nel 2023 la giuria ha decretato il progetto vincitore: “Il canto delle pietre”, presentato dal gruppo interdisciplinare guidato dalla comunità di lavoro dello studio di architettura Buzzi di Locarno e “:mlzd Architekten” di Bienne. La prossima (attesa) tappa: la richiesta di licenza edilizia.

LOCARNO E VALLI

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2026-09-25T07:00:00.0000000Z

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