laRegione

Gerbione solo a metà: slitta il credito d’opera

Centro socio-educativo contestato in via Remorino: passa la locazione degli spazi, ma non (causa ritardo commissionale) i 2,9 milioni per ristrutturarli

Di Sascha Cellina e Davide Martinoni

Sì a metà del Consiglio comunale di Minusio al progetto di insediamento di un centro socio-educativo per ragazzi dai 12 ai 18 anni in Villa Parco d’Usignoli. La struttura, ubicata in via Remorino, sarà gestita dall’Associazione Fattoria Gerbione che ha attualmente sede a Tenero, ma dovrà traslocare. Da lì le trattative, andate a buon fine, con il Municipio di Minusio.

Ieri il Legislativo ha approvato unicamente il messaggio riguardante la locazione della proprietà comunale all’associazione, mentre la richiesta di credito per la ristrutturazione dello stabile – quasi 3 milioni di franchi – è stata congelata a causa della presentazione tardiva (9 ottobre, per un messaggio licenziato a luglio) del rapporto – comunque favorevole, come lo erano stati quello unico della Gestione e il rapporto di maggioranza delle Petizioni – della Commissione edilizia. Attorno al tema in Comune si è come noto scatenato un dibattito, lanciato, con una petizione, da alcuni residenti costituitisi in Comitato Remorino e contrari, a loro dire, non tanto al progetto, quanto alla sua ubicazione in una zona considerata sensibile vista la presenza, fra l’altro, di un parco giochi. A poco sono valse nelle scorse settimane le rassicurazioni di associazione, Comune e Cantone riguardo alla tipologia di ospiti del centro socio-educativo: non certo delinquenti, ma giovani fragili e bisognosi di accompagnamento temporaneo.

In aula, ieri, dei distinguo sono stati proposti da Uniti x Minusio, secondo cui, stando al portavoce Giovanni Guscetti, «non è in discussione il carattere sociale dell’iniziativa né l’attività della Fattoria Gerbione, ma il progetto concreto in sé e l’utilizzo del comparto. Non si perde forse un’occasione più ampia? Meglio sarebbe ragionare su un vero polo inclusivo e aperto alla popolazione». Comunque, Uniti x Minusio ha deciso per la libertà di voto dei suoi consiglieri. Fra essi, un invito alla pazienza e a una maggiore riflessività è stato lanciato da Ignazio Maria Clemente (relatore del rapporto di minoranza delle Petizioni). Senza se e senza ma la posizione del Plr, espressa da Alessandro Speziali: «Il progetto risponde a un bisogno concreto, valorizza una proprietà comunale inutilizzata e prevede un’entrata locativa capace di coprire i costi annui. Il piano è reinserire giovani minorenni che attraversano situazioni familiari e personali difficili. In Ticino e in Svizzera non si fa altro che parlare di disagio giovanile. Quando si presenta un progetto concreto, però, occorre essere conseguenti».

Pro centro socio-educativo, con interventi puntuali, si sono schierati anche Paolo Kähr per i Verdi liberali e indipendenti e Niccolò Mazzi-Damotti per l’Unione socialisti e indipendenti (e come relatore del rapporto Gestionale), i cui voti di gruppo, unitamente ai favorevoli di Uniti x Minusio, hanno contribuito a promuovere, a larghissima maggioranza (31 favorevoli, 1 astenuto e 5 contrari) il messaggio.

Per il Municipio ha parlato il sindaco Renato Mondada, ricordando il ruolo sociale dell’edificio da 30 anni a questa parte e sottolineando che i contrari nelle commissioni non si sono informati a sufficienza. Quando, su queste basi, parlano di un possibile ricorso o di una raccolta firme, ha concluso, lo fanno «in modo pretestuoso».

La lettera del Municipio

I dubbi e le paure di alcuni residenti si erano tramutati dapprima nella raccolta firme e in seguito in una lettera indirizzata al Municipio in cui venivano esposti interrogativi sulla procedura seguita e chiesti chiarimenti. Spiegazioni prontamente fornite dall’Esecutivo in una lettera che “laRegione” ha potuto visionare. Sull’assenza di un concorso pubblico il Comune ha sottolineato di non aver “inteso procedere autonomamente all’assegnazione dell’immobile, bensì sottoporre al Consiglio comunale una proposta complessiva”, affinché quest’ultimo potesse “esprimersi sia sul finanziamento dell’intervento di ristrutturazione sia sull’autorizzazione alla conclusione del contratto di locazione”. Proposta elaborata “tenendo conto delle esigenze dell’Associazione Fattoria Gerbione”, ritenuto che “il progetto da essa proposto risponda a un concreto interesse pubblico e sociale”. Rientrando così nelle eccezioni (alla necessità di bando pubblico) previste dalla Loc.

Su natura e solidità finanziaria dell’associazione, l’Esecutivo ha evidenziato come “l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFaG) ci ha confermato che essa costituisce un partner affidabile, sia sotto il profilo socio-pedagogico, sia sotto quello gestionale. La struttura è stata autorizzata per la prima volta ai sensi della Legge per le famiglie nell’ottobre 2010. L’autorizzazione, rinnovata con cadenza quadriennale, è stata da ultimo rilasciata il 21 settembre 2023” e alla scadenza del 31 dicembre 2027 “verrà ulteriormente rinnovata”. Il finanziamento avviene non tramite mandato di prestazione ma con contributi “puntuali per singolo collocamento”. A tal proposito, “considerata la tendenza consolidata negli anni e il fabbisogno di posti previsto per i prossimi anni, l’UFaG ha confermato che gli otto posti disponibili saranno costantemente occupati. Ciò consente di garantire la sostenibilità finanziaria della struttura”, che come ha ribadito lo stesso organo cantonale, non è un centro socio-sanitario, per urgenze o chiuso, bensì “un centro educativo con una presa in carico residenziale durante l’intera giornata e sull’arco dell’anno”.

Per quanto concerne la destinazione futura dell’immobile, “il progetto prevede che lo stesso venga utilizzato per una struttura con finalità socioeducative coerenti con quelle proprie dell’Associazione Fattoria Gerbione”, i cui adolescenti accolti (in un contesto familiare e con la presenza di atelier socio-pedagogici) “provengono da famiglie vulnerabili e necessitano di un’accoglienza duratura, finalizzata a consentire loro di crescere in un contesto educativo adeguato e di riprendere un percorso formativo od occupazionale”. Il Municipio sottolinea inoltre che l’iniziativa risponde “a un concreto e crescente bisogno sociale di sostegno ai giovani e alle famiglie” e, considerato come “nella regione si riscontra una carenza di strutture di questo tipo”, “consente di offrire una risposta qualificata a un bisogno riconosciuto a livello regionale”. Questo dando oltretutto continuità a una destinazione che caratterizza da decenni l’immobile, destinato dal Piano regolatore a centro sociale e che ha infatti ospitato per trent’anni l’attività del Centro San Gottardo e successivamente, fino al 2022, un foyer della Fondazione Sirio. “Il fatto che, nel frattempo, siano stati edificati tre nuovi stabili residenziali nelle immediate vicinanze non costituisce, di per sé, una modifica del piano regolatore né determina automaticamente l’incompatibilità della destinazione prevista per il mappale”. In conclusione, il Municipio “ritiene che il progetto sottoposto al Consiglio comunale sia coerente sia con l’interesse pubblico perseguito dal Comune sia con la destinazione pianificatoria e la vocazione storica dell’immobile”.

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-10-13T07:00:00.0000000Z

2026-10-13T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281702621676153

Regiopress SA