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Il moltiplicatore 2026 rompe gli equilibri del Comune

La proposta bis del Municipio non sana le divisioni

Di Daniela Carugati

Il Municipio di Riva San Vitale ha rivisto le sue previsioni finanziarie per il futuro prossimo. E sin qui tutto bene. Digerito un Preventivo 2026 nelle cifre rosse – di circa 460mila franchi –, la Commissione della gestione è pronta a sostenere la linea municipale. Come dire, buona la seconda dopo la bocciatura, di fatto, del 15 dicembre scorso, calata dalla maggioranza del Consiglio comunale, quando l’intero dossier è stato rimandato al mittente, congelando in buona sostanza l’attività comunale. Sul piano delle cifre e della progettualità – chiarita e spiegata a fronte di investimenti stimati in 4 milioni e 530mila franchi lordi –, la nuova versione della Finanziaria ha convinto, insomma, i rappresentanti delle forze politiche che siedono al tavolo della Gestione. I numeri che stanno dividendo, dentro e fuori l’Esecutivo, sono semmai altri, ovvero quelli che misurano la pressione fiscale. La proposta dell’autorità comunale di mantenere fermo sull’80 per cento tanto il moltiplicatore delle persone fisiche che quello applicato alle giuridiche continua a far dibattere i commissari, e non solo. Ecco che la prova del nove la si avrà il 5 marzo prossimo, nell’aula del Legislativo.

La cordata pro aumento

La cordata composta da Lega-Udc-Ind., Unità di Sinistra Socialisti e Verdi e Per Riva (Liberali Democratici Indipendenti) si aspettava ben altro. Soddisfatti per la scelta del Municipio di duplicare i documenti – uno per il Preventivo, l’altro per il moltiplicatore –, i tre gruppi firmatari del Rapporto di maggioranza della Gestione restano poco persuasi dalla scelta di non rivedere e differenziare l’aliquota fiscale. Se da un lato appare, infatti, incoraggiante per l’avvenire del Borgo sul Ceresio l’impegno dichiarato dell’autorità locale – al fine di “dare una visione più dettagliata degli investimenti previsti” –, dall’altro a deludere è stata la decisione di riproporre moltiplicatori invariati. E ciò, si osserva, “nonostante il rapporto di maggioranza avesse proposto un aumento di 3 punti percentuali per entrambi” i contribuenti (ovvero economie domestiche e aziende). Il ritocco verso l’alto, si ricorda, era stato chiesto “per garantire la continuità dei servizi comunali e rafforzare la capacità di investimento del Comune, pur mantenendo una pressione fiscale contenuta e sostenibile”.

‘La spaccatura è profonda’

Sul punto, il dicembre scorso, la spaccatura si è però rivelata “profonda”, fanno notare i firmatari del Rapporto di maggioranza, di cui si farà portavoce Lara Bergliaffa. Chi sostiene la tesi a favore dei moltiplicatori all’insù – all’83 per cento per le persone fisiche e all’85 per cento per le giuridiche –, rivendica la solidità delle proprie ragioni, a fronte di un rialzo giudicato “moderato”. Si è certi, si ribadisce, “che lo sforzo richiesto ai contribuenti sarebbe stato minimo e ampiamente giustificato dai benefici per la comunità. L’imposta comunale, infatti, va intesa come un investimento dei cittadini nei servizi loro dedicati, e non come un tributo fine a sé stesso. Ripresentando il moltiplicatore invariato, il Municipio dimostra di ignorare le istanze della maggioranza delle forze politiche”. Come dire che l’Esecutivo deve “rivedere la sua posizione”.

Una via potrebbe essere, si suggerisce, quella di imboccare, appunto, la strada della differenziazione della pressione fiscale, che “potrebbe segnalare la volontà del Municipio di accogliere tali richieste, mostrando sensibilità verso le difficoltà economiche che colpiscono le famiglie”.

Il Centro appoggia l’Esecutivo

Granitico, per contro, nella sua difesa della posizione dell’Esecutivo è il Centro, che in questo caso in Gestione rappresenta quindi la minoranza. Per i commissari del gruppo appare prioritario evitare un aggravio sui cittadini. Anche perché i servizi restano garantiti e il Preventivo, si annota, “assicura il mantenimento di un volume d’investimento adeguato”. Non solo, si prevede altresì una crescita del gettito fiscale a cui si aggiunge, si sottolinea, il trend demografico positivo registrato negli ultimi due anni, con la crescita della popolazione grazie a 80 abitanti in più.

Non di meno, nel Rapporto di minoranza che accompagna il messaggio sul moltiplicatore – di cui sarà relatore Daniele Pozzi – ci si dice “preoccupati dalla crisi che sta colpendo il ceto medio, che soffre del cosiddetto ‘impoverimento silenzioso’, messo sotto pressione da una staticità salariare a fronte di rincari nei costi fissi (locazioni, premi di cassa malati ed energia)”. Inoltre, “le aziende del nostro territorio vengono penalizzate dalla forza del franco svizzero e da dinamiche protezionistiche internazionali”. Morale: pur consapevoli che un giorno si dovrà rivedere la pressione fiscale, al momento sembra “imprescindibile dare un segnale di vicinanza e sostegno alla cittadinanza, mantenendo tutto invariato per l’anno 2026”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-28T08:00:00.0000000Z

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