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Dedicare un luogo di Arzo alla Memoria

Una mozione dell’AlternativA richiama la necessità di non dimenticare i fatti della Seconda guerra mondiale, fissandoli sul territorio del Quartiere

Di Daniela Carugati

Ricordare è un dovere, oggi più che mai. Ce lo ha detto, quasi a mo’ di monito, Primo Levi nel suo ‘Se questo è un uomo’. Nell’era dei social network e dell’intelligenza artificiale la Memoria (quella con la emme maiuscola) va sbiadendosi. E allora, come richiama Jacopo Scacchi dell’AlternativA di Mendrisio in una mozione appena depositata in Cancelleria, esercitarla, quella Memoria, diventa un “comandamento morale al quale nessuno di noi può sottrarsi”. Ispirato proprio dalla poesia (‘Shemà’) di Levi, che apre il libro (la cui lettura è un obbligo civico), il consigliere comunale riannoda il filo di un discorso che la Città ha già avviato alla fine del 2023. Ovvero quando è stata conferita la distinzione comunale straordinaria alla senatrice Liliana Segre, in fuga dal nazifascismo e respinta con la sua famiglia al confine di Arzo nel 1943. La consegna di quel riconoscimento è stato il primo atto – figlio sempre di una mozione, interpartitica – di un cammino verso la rimembranza. Oggi Scacchi torna a rivolgersi al Municipio locale per chiedere di creare anche “uno spazio pubblico dedicato alla Memoria”, sempre nel territorio del Quartiere di Arzo, nel solco tracciato dalla Giornata della Memoria, celebrata il 27 gennaio di ogni anno.

Prima è stata la distinzione a Liliana Segre

“Il compito della Memoria – si richiama nell’atto parlamentare – è quello di contribuire all’identità collettiva di una comunità, tramandando in maniera oggettiva i fatti avvenuti nel passato per tenerli vivi e ben presenti, generazione dopo generazione, per poi orientare le nostre scelte future”. Ad aiutare a rispolverare i ricordi, quattro anni orsono, era stato un documentario, ‘Arzo 1943’, firmato da Ruben Rossello e corroborato dalla ricerca storica di Adriano Bazzoco. Sullo sfondo i fatti che hanno attraversato il Mendrisiotto e la sua frontiera durante la Seconda guerra mondiale. E una storia fra le storie è proprio quella della senatrice Segre e degli abitanti di Arzo che, come richiama Scacchi, si sono adoperati “per fornire soccorso e aiuto ai rifugiati, soprattutto di origine ebraica, che scappavano in terra elvetica”. Questa testimonianza filmata ha restituito, annota il consigliere comunale, “un nuovo tassello alla Memoria collettiva del Mendrisiotto e contribuisce tuttora a mantenerla viva”. Coltivare la ricordanza, certo, può costare fatica. Prima di giungere alla distinzione comunale, la prima richiesta tradotta in mozione, il 27 gennaio del 2022, è stata la consegna a Liliana Segre della cittadinanza onoraria di Mendrisio. Una intenzione sulla quale, rammenta Scacchi, era calato il preavviso negativo del Consiglio di Stato: la senatrice non è cittadina svizzera e la proposta non era ricevibile. Dal dibattito, però, sono scaturiti comunque un nuovo Regolamento comunale per il conferimento delle benemerenze e una significativa visibilità mediatica per Mendrisio. Ora è giunto il momento, rilancia l’esponente dell’AlternativA, di dare un ulteriore “messaggio autentico e responsabile”.

Serve un gesto simbolico

E allora serve ricordare il bello e il brutto. “Al fine di preservare nella nostra Memoria collettiva tanto gli episodi di respingimento che condannarono alla barbarie nazifascista donne, uomini e bambini colpevoli unicamente di essere nati, quanto i gesti di umanità e solidarietà che permisero all’86 per cento dei rifugiati presentatisi alle nostre frontiere di trovare la salvezza – chiarisce Scacchi –, ritengo doveroso intitolare uno spazio pubblico nel quartiere di Arzo alla Memoria di questi eventi”. Ma dove? Il consigliere comunale suggerisce, nell’ambito del lavoro della Commissione toponomastica, quattro possibili luoghi sul territorio del Quartiere, tutti significativi seppur in modo diverso e senza vincoli, segno distintivo una targa commemorativa che ancori alle parole oltre che al ricordo i fatti storici di Arzo. Così da realizzare “un gesto simbolico ma duraturo, capace di onorare la Memoria e invitare alla riflessione”.

Uno spazio, quattro proposte

La prima proposta si focalizza sulla via Confine, la strada che collega in modo simbolico, si fa notare nella mozione, la dogana al centro del paese e che al momento non è dedicata a nessuna figura in particolare. Potrebbe quindi essere ribattezzata ‘via della Memoria’. Una seconda possibilità è quella di trasformare lo spiazzo antistante la dogana in ‘piazzale della Memoria’: anche qui visto la “forte valenza simbolica”. Vi è poi una terza strada possibile, la più auspicabile per il mozionante: unire via Confine e via Onorio Longhi e trasformarle in ‘via della Memoria’ in nome della “consapevolezza e della responsabilità storica”. In effetti, motiva Scacchi, “si tratterebbe del tratto che collega simbolicamente la dogana al palazzo scolastico, edificio che, come ricostruito anche nel documentario ‘Arzo 1943’, fu il luogo in cui gli ufficiali dell’esercito decidevano il destino di coloro che si presentavano alle nostre frontiere, tra questi anche la famiglia Segre”. Di conseguenza, la nuova denominazione “rappresenterebbe non solo un atto di Memoria, ma anche un messaggio forte e duraturo: lungo quella via si compirono, nel silenzio del quotidiano, scelte che cambiarono per sempre la vita di esseri umani innocenti. Lungo quella stessa via passarono persone che, a seguito della decisione di respingimento, furono destinate ai campi di sterminio”. Infine, vi è la scelta considerata la “più conservativa e meno visibile” ma al contempo evocativa: ancorare la Memoria a un luogo ai margini dei boschi della regione. Gli stessi, si richiama, che durante la guerra sono stati attraversati dai profughi, migliaia, in fuga verso la Svizzera. “Questi sentieri silenziosi furono testimoni di speranza, paura e disperazione. Dedicare loro uno spazio della Memoria significherebbe onorare anche quei passaggi meno visibili della storia, fatti di passi nella notte, di confini superati nella paura e di vite sospese”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-03-13T07:00:00.0000000Z

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