laRegione

‘Manca la fiducia, il Cda va adeguato’

Caso fatturazioni, il Municipio conferma la decisione di escludere i due membri. Panizzolo: ‘Esterrefatto. Mi dimetto io prima che decida l’assemblea’

di Davide Martinoni

“Non sussistono più le condizioni di fiducia necessarie per la prosecuzione del mandato di alcuni membri del Consiglio di amministrazione”. È la motivazione con cui il Municipio di Locarno ha deciso di avviare la procedura che porterà alla sostituzione di Bruno Bäriswyl e Luca Panizzolo nel Cda della Porto regionale Sa di Locarno. Comunicandolo ufficialmente ieri pomeriggio agli organi di informazione, la Città ha quindi confermato le anticipazioni apparse già ieri in mattinata su “laRegione”. La novità, comunicata da Panizzolo al nostro giornale, è la sua decisione di dimettersi prima del voto assembleare. Gli ultimi accadimenti risalgono a martedì, quando al termine della sua seduta settimanale il Municipio ha incontrato il Consiglio di amministrazione della Porto regionale chiedendogli di “avviare la procedura per l’adeguamento della composizione del Cda stesso, società a maggioranza pubblica”. Adeguamento che riguarda non soltanto la sostituzione di Bäriswyl (fra i delegati della Città) e Panizzolo (che rappresenta i privati), ma anche il ruolo di presidente, che nelle visioni del Municipio dovrà d’ora in poi essere assunto da un delegato del Comune come azionista di maggioranza. Non potrà quindi più essere

Roberto Benaglia (rappresenta i privati), il quale rimarrà in Cda come membro. Questo avvicendamento è stato deciso per “adeguarsi alle prassi adottate per le società partecipate a maggioranza comunale”, come chiarisce Palazzo Marcacci in una nota.

Tutta questa situazione nasce dal caso delle fatturazioni emesse da Bäriswyl e Panizzolo a titolo privato/imprenditoriale nell’ambito della ristrutturazione del Porto regionale. Nulla di penalmente rilevante, ma operativamente significativo. Per quanto se n’era saputo, Bäriswyl aveva sostanzialmente preso in mano il cantiere (funzione che come imprenditore ha sempre fatto nella sua vita professionale) con l’intento di far risparmiare la società. Più o meno secondo le stesse modalità di “indipendenza” aveva agito Panizzolo, che aveva invece incaricato la sua ditta di eseguire due colonnine dell’acqua prototipo, per alta e bassa pressione, visto che nessuna impresa esterna lo poteva fare in tempi brevi.

‘Volevamo raddrizzare prezzi e onorari’

Stando a quanto dichiarato a suo tempo da Panizzolo, lui e Bäriswyl, “in quanto entrambi attivi nell’edilizia”, al loro arrivo nel Cda avevano ravvisato una situazione critica sul cantiere dell’ampliamento e si erano messi all’opera “per raddrizzare onorari e prezzi applicati nei capitolati, che secondo noi non erano sostenibili, né giustificabili”. Il tutto, agendo “in totale buona fede e nell’interesse dell’ente».

Ma così facendo i due erano comunque giunti a fatturare oltre i limiti consentiti dal Regolamento interno. Regolamento che per i rappresentanti della Città (quindi, nella fattispecie, il solo Bäriswyl), prevede un’indennità di base che viene però interamente riversata al Comune, il quale ristorna poi ai suoi delegati un gettone di presenza di 260 franchi per ognuna delle 10 sedute annuali previste. In più, ma questo è generalizzato, a chi presta ore e competenze alla causa della Sa viene riconosciuta un’indennità di 100 franchi all’ora.

Rapporti interni compromessi

Visti il genere e l’entità dei conteggi presentati, in un primo momento il Cda aveva modificato l’indennità di 100 franchi da oraria a per seduta, poi imposto un tetto di 3’000 franchi annui alle fatturazioni straordinarie (misura che si voleva applicare retroattivamente, salvo constatare che ciò non era formalmente possibile). Tuttavia, anche dopo questi interventi le fatturazioni avevano continuato ad arrivare, causando un progressivo inasprimento dei rapporti all’interno del gremio. L’apice era stato raggiunto sotto Natale del 2025, quando i toni si erano ulteriormente alzati e con l’avallo del Cda il vicesindaco aveva portato il dossier in Municipio per una verifica interna.

Martedì sera, di fronte al Cda della Porto regionale, il Municipio ha dovuto sottolineare che nel corso dei controlli “sono emerse criticità nel funzionamento dell’organo di governo, nonché situazioni e comportamenti non conformi ai principi etici e ai doveri di correttezza richiesti ai membri di un Consiglio di amministrazione”. Da lì la richiesta allo stesso Cda di richiedere la convocazione di un’assemblea generale degli azionisti “al fine di procedere alla sostituzione di due membri del Cda”, adeguandone la composizione. Fuori dunque i due membri finiti in disgrazia e dentro due sostituti che dovranno essere eletti dall’assemblea; con l’aggiunta, come accennato, di un cambio di presidenza necessario appunto per conformare la Porto regionale alle altre partecipate. “L’obiettivo – conclude Palazzo Marcacci – è garantire un funzionamento efficace, trasparente e orientato all’interesse pubblico della società”.

‘Il Municipio non ha voluto ascoltarci’

Raggiunto da “laRegione” per un commento, Luca Panizzolo ha dunque anticipato l’intenzione di dimettersi prima che si esprima l’assemblea degli azionisti e si è detto «esterrefatto per il provvedimento e anche per il trattamento subito, visto che il Municipio non ha mai voluto ascoltarci». Più netto ancora un suo commento apparso su Facebook: “Le istituzioni deboli non verificano e abbandonano proprio chi lavora e si assume responsabilità. Oggi le decisioni paiono dettate dai rapporti di forza e non dal coraggio istituzionale di difendere chi non ha santi in paradiso”. Bäriswyl ha invece preferito non parlare.

LOCARNO E VALLI

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2026-03-26T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281706916215583

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