Disordini in pensilina: ‘Non militarizziamo’
La municipale Karin Valenzano Rossi sui disordini in pensilina della sera del 1° maggio, che hanno portato al ferimento leggero di due persone
Di Prisca Colombini
Venerdì gli scontri tra esponenti di fazioni ideologiche opposte hanno portato al ferimento di due persone. Karin Valenzano Rossi: ‘Violenza gratuita difficile da comprendere’.
Non è stato il ‘classico’ episodio di disagio giovanile o di movida degenerata. Gli scontri che, nella serata di venerdì, hanno portato al ferimento leggero di due persone nell’area della Pensilina di Lugano non vanno comunque sottovalutati. «Tutti gli episodi di violenza devono essere condannati senza se e senza ma – premette la municipale Karin Valenzano Rossi, responsabile del dicastero Sicurezza di Lugano –. Più che come politica, mi preoccupa come cittadina vedere che ogni motivo è buono per esprimersi con violenza o per far sì che uno scontro degeneri». Una situazione che non riguarda comunque solo Lugano. «Siamo una realtà urbana e, come tale, stiamo assistendo alle prime avvisaglie di un’accresciuta rabbia che sfocia in violenza».
Scontri tra fazioni di ideologia opposta
Ricapitoliamo i fatti: i disordini nella zona della pensilina sono stati segnalati intorno alle 22.30. Stando alle prime informazioni raccolte tra i testimoni e tramite vari canali social, i due gruppi arrivati allo scontro sarebbero legati alle tifoserie di squadre ticinesi con ideologie politiche in contrasto tra loro. Un primo contatto sarebbe avvenuto nel pomeriggio in zona via Maggio a Cassarate; successivamente, i due gruppi si sarebbero incontrati nuovamente in serata, a margine della manifestazione del Primo maggio, dove il secondo episodio di violenza sarebbe scoppiato inizialmente in un bar nella zona del lungolago. «Stando alle prime informazioni – commenta ancora Valenzano Rossi – la dinamica sembra proprio essere riconducibile a uno scontro tra fazioni di ideologia opposta. Le risposte in merito a dinamica dei fatti, autori e responsabilità arriveranno dalle indagini avviate dalla Polizia cantonale». Nella giornata di sabato la polizia ha fatto sapere che durante l’intervento alcuni presenti hanno ostacolato l’operato degli agenti, rendendo necessario anche l’utilizzo dello spray urticante. «Personalmente posso solo dispiacermi che ci sia sempre questa escalation di violenza – annota ancora la municipale –. Nel caso di venerdì scorso è arrivata in modo assolutamente non giustificato a margine di una manifestazione legittima che si è svolta in modo appropriato, corretto, tranquillo e pacifico».
L’appello: ‘Si abbassino i toni’
A tre giorni dai fatti, Karin Valenzano Rossi ha una certezza. «Tutti, a partire da chi ha un’esposizione pubblica e politica, devono abbassare i toni. L’impressione è che tutti alzino i toni, che arrivano alla violenza verbale e anche a un contraddittorio sempre più violento che poi vediamo sfociare anche in vie di fatto o in risse per strada». Oltre che a Lugano, esempi di quanto appena descritto non ne sono mancati negli ultimi giorni. «Lo si è visto in Italia in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, ma anche a Zurigo per il Primo maggio. Questa violenza gratuita è davvero difficilmente comprensibile».
‘Più sensibilizzazione ed educazione’
Il Municipio di Lugano cosa potrebbe fare per evitare situazioni come quelle di venerdì scorso? «Come detto, possiamo senz’altro invitare tutti ad abbassare i toni perché non possiamo militarizzare la Città, non servirebbe e non sarebbe adeguato – risponde ancora Karin Valenzano Rossi –. Si deve però intervenire con una maggiore sensibilizzazione e un’educazione generale, perché no, magari anche dando l’esempio come istituzioni ed esponenti politici che devono veramente riuscire a promuovere una certa moderazione, invece dell’esacerbazione dei toni».
Una delle principali critiche rivolte all’Esecutivo è il mancato intervento in occasione di manifestazioni non autorizzate. «Come istituzione dobbiamo trovare un giusto equilibrio. Supportare e difendere il diritto democratico e costituzionale di manifestare – precisa Valenzano Rossi – e garantire sicurezza e i diritti di chi non manifesta. Quanto accaduto conferma il perché, nei mesi scorsi, il Municipio abbia deciso di non autorizzare una manifestazione per il rischio di scontri, e di anticipatamente dichiarare non autorizzata la contromanifestazione per il medesimo rischio». A essere centrale è «il continuo utilizzo della piazza». Lo stesso, precisa la municipale, «è di principio legittimo ma il continuo abuso per qualsiasi pretesto porta a un altro tipo di esasperazione che accresce l’intolleranza, accende i toni e facilita gli scontri perché ci sono sempre coloro che vogliono vietare».
‘Intervento immediato’
Da qualche tempo il Municipio di Lugano ha potenziato il dispositivo di sicurezza nell’area della pensilina. «Venerdì sera l’intervento è stato immediato – conclude Karin Valenzano Rossi –. Il presidio è stato aumentato soprattutto per le serate calde e di movida». Il pronto intervento ha permesso di contenere la situazione, tornata alla normalità mezz’ora più tardi. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia della Città di Lugano, successivamente affiancati dalla Polizia cantonale e dalla Polizia Ceresio Nord, e i soccorritori della Croce Verde di Lugano.
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