Un centro della nascita alla Masseria di Vigino
Pronta la domanda di costruzione che porterà una prima svizzera all’interno dello storico edificio. Determinante l’incontro con la Fondazione Carozza
Di Prisca Colombini
È nascita il concetto che ruota attorno al futuro della Masseria di Vigino di Castel San Pietro. Una nascita da intendere come la nuova vita dell’edificio storico – la domanda di costruzione relativa alla sua ristrutturazione e valorizzazione è attesa in questi giorni –, ma anche per i contenuti di interesse pubblico che troveranno posto negli spazi restaurati. L’antica Masseria diventerà infatti un centro della nascita, della crescita e della riproduzione a tutto tondo, per gli esseri umani, gli animali, le piante e il vino. Il tutto grazie a un investimento a oggi stimato di 10-12 milioni di franchi della Fondazione Carozza, proprietaria del sedime dal 2024. Sarà la prima struttura dedicata al post parto attiva in Ticino e in Svizzera. Nel presentare il progetto, il sindaco Alessia Ponti non ha nascosto «felicità ed emozione: la Masseria di Vigino ha fatto discutere molto ed è un peccato vederla deperire giorno dopo giorno». A segnare il punto decisivo è stato l’incontro «casuale» con Luisella Cassani Carozza. «Spesso le cose belle avvengono per caso – ha aggiunto il sindaco –. Ci aspettiamo un futuro radioso e prospero non solo per il nostro Comune, perché quello che nascerà sarà un luogo di accoglienza». La domanda di costruzione arriva «dopo due anni di analisi con i principali attori della regione». Il Municipio aveva creato una commissione di supporto. «Eravamo in un momento di stallo. Abbiamo tenuto conto di alcuni input, ma l’incontro con la Fondazione Carozza ha portato a una direzione diversa». Il centro della nascita potrebbe essere operativo nel 2028.
‘Era preoccupata per il degrado’
Alla base del progetto ci sono la volontà e la generosità di Luisella Cassani Carozza che, spinta da una forte sensibilità per i meno fortunati e con una forte attenzione per il territorio, ha promosso con determinazione recupero, rinascita e messa a disposizione della popolazione della Masseria di Vigino, bene tutelato a livello cantonale dal 2007. «La sua preoccupazione passando su quella strada tutti i giorni era vedere il degrado della struttura – ha ricordato l’avvocato Fabio Gaggini, presidente della Fondazione –. Diceva che non è possibile che in Ticino si rimanga per anni senza una soluzione. Quando è mancata il sedime era stato acquistato e le convenzioni sottoscritte. Il progetto era quindi partito e verrà portato avanti così come è stato voluto». Il dottor Brenno Balestra, membro della Fondazione, ha conosciuto la signora Carozza in qualità di medico curante. «Ho potuto toccare con mano la sua sensibilità per il sociale, soprattutto quando c’era qualche problema legato a donne e bambini». Durante una visita all’Istituto Loverciano «dall’alto guardavamo questo degrado e si parlava del bisogno di spazi per progetti sociosanitari nel Distretto e nel Cantone». Un discorso poi continuato «con Luisella che, incuriosita, si è fatta accompagnare dal marito a vedere il posto. Si trovava a due passi da casa loro ma non lo conosceva. Ne rimase innamorata: Vigino era la medicina che le ridava il sorriso». La Fondazione si occuperà dei costi di ristrutturazione. «Il bene resterà di nostra proprietà ma sarà gestito dall’ente pubblico in modo autonomo – ha precisato Gaggini –. Come Fondazione rimarremo dietro le quinte ma ci saremo sempre in caso di necessità».
Un luogo di incontro
Quello che verrà creato sarà un luogo di incontro, riflessione e approfondimento per scoprire, seguire, accompagnare e accogliere le nascite e la vita, in armonia con il territorio e la sua storia. Ma anche un posto dove imparare e riflettere sulla nascita, sul corpo umano e le nostre scelte, ma anche su come nascono le api, il vino o il formaggio, come vive un bosco o crescono gli ortaggi. Una struttura in cui partecipare a conferenze e proiezioni, per conoscere come siamo fatti, il mondo in cui viviamo ed essere agenti attivi della vita. Un luogo in cui passare del tempo in modo costruttivo con la famiglia, gli amici, le scuole, in cui organizzare gite ed eventi, ma anche affrontare il tema della nascita e della crescita. Nel concreto, la Masseria del futuro intende offrire spazi per esposizioni, riunioni, corsi e conferenze, ma anche un punto libri e giochi legati al tema della nascita e della crescita. Accoglierà inoltre un preasilo e dei servizi professionali legati al mondo della nascita e della genitorialità – levatrici, yoga pre e post natale, osteopata, terapista cranio sacrale, fisioterapista, agopunturista – che potranno accompagnare le famiglie dalla gravidanza ai primi anni di vita del bambino e offrire un aiuto concreto nella gestione tra lavoro e cura. All’esterno potranno trovarsi sia punti ludici che meditativi, come anche una fontana dedicata a chi ha vissuto o vive un lutto perinatale. In maniera integrata e complementare, il progetto intende valorizzare la vocazione agricola e vitivinicola del luogo, elemento centrale dell’identità della Masseria, prevedendo spazi per i professionisti della viticoltura e della vinificazione ticinese, così come contenuti didattici.
‘Vicina al punto di non ritorno’
La Masseria di Vigino porta in dote secoli di storia. «Una struttura importante e tipica del Mendrisiotto – ha commentato il capo dell’Ufficio dei beni culturali Endrio Ruggiero –. Il Cantone è spesso stato bollato di inattivismo, ma l’Ufficio ha sempre avuto intenzione e volontà di portare avanti il progetto di recupero». La tutela del 2007 ha permesso di realizzare, tre anni più tardi, una serie di interventi di messa in sicurezza che ne hanno quanto meno preservato lo stato di conservazione». In collaborazione con l’Ente regionale per lo sviluppo era stato promosso un concorso di architettura, vinto dallo studio Baserga Mozzetti. «Non essendo riusciti a terminare questo progetto, dal 2013 è iniziata la fase di degrado». La struttura «è arrivata vicino al punto di non ritorno: ci sono anche parti che sono parzialmente crollate e per questo bisognerà fare un intervento molto delicato di restauro».
La corte resterà il cuore vitale
Il progetto architettonico, sviluppato dallo studio Baserga Mozzetti architetti Sa di Muralto, punta a un restauro rispettoso del bene culturale e funzionale: sono previsti il consolidamento delle murature esistenti, la ricostruzione delle parti lignee danneggiate e accurati interventi sugli elementi di valore. «Sarà un intervento conservativo», ha spiegato l’architetto Nicola Baserga. I nuovi impianti e i servizi verranno inseriti in modo discreto e gli spazi esterni resteranno semplici e coerenti con la tradizione agricola. «In questo complesso edile per cinque-sei secoli si sono succedute famiglie e diversi fenomeni legati al territorio che l’hanno plasmato e reso quello che è oggi: un sistema complesso e stratificato di vari momenti edili e usi». Stratificazioni che, nonostante «un degrado repentino negli ultimi decenni per il mancato uso dell’edificio», sono «ancora in gran parte riconoscibili e permettono di leggere i racconti della gente che l’ha vissuto». Così come in passato «la corte rimarrà il cuore vitale della struttura». Al pian terreno troveranno spazio attività espositive, eventi e funzioni legati al vino e alla ristorazione. Al primo piano ci sarà un centro dedicato al post-parto e alle famiglie; al secondo piano gli spazi terapeutici e camere a disposizione delle ospiti o destinate a offerta turistica.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-05-22T07:00:00.0000000Z
2026-05-22T07:00:00.0000000Z
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