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Si parla tanto di degrado, meno delle fragilità

Di Francesco Albi, capogruppo Sinistra Unita

Da qualche giorno c’è chi parla di “decoro” e “attrattiva turistica” a proposito di Piazza Castello e dintorni. Dopo un’interrogazione di marzo, è arrivato un comunicato che chiede al Municipio di rivedere le misure di sicurezza nei “comparti sensibili” del centro, (...) (...) in nome dell’immagine offerta a residenti e turisti. Sullo stesso tema era intervenuta anche l’associazione delle guide turistiche, con un registro però più attento alla fragilità sociale. Sia chiaro: l’illegalità va combattuta senza ambiguità. Nessuno mette in discussione la necessità di intervenire quando vi sono situazioni problematiche. Il problema è un altro: ridurre tutto a una questione di decoro, ordine e immagine della città. Il vocabolario utilizzato da alcune forze politiche è rivelatore. Si parla di degrado, attrattiva turistica e percezione della città. Molto meno delle persone coinvolte. Chi sono? Quali fragilità vivono? Di cosa avrebbero bisogno? L’impressione è che l’obiettivo sia soprattutto quello di allontanare il problema dallo sguardo di residenti e visitatori, più che comprenderne le cause.

Dietro queste situazioni ci sono spesso persone confrontate con profonde fragilità psichiche, relazionali ed esistenziali. Le cause sono molteplici, ma sarebbe difficile ignorare il contesto sociale in cui tutto questo avviene. A Locarno un appartamento costa oltre 8’000 franchi al metro quadro, secondo valore più alto del Ticino, con affitti medi attorno ai 1’900 franchi mensili. A Casa Martini i posti letto sono quasi sempre occupati; il Tavolino Magico ha dovuto aprire un terzo centro nel Locarnese. La spesa per l’assistenza sociale è salita a 1,77 milioni di franchi nel 2026, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Sono segnali di una precarietà crescente che raramente suscita la stessa urgenza mostrata quando il disagio diventa visibile nello spazio pubblico.

Da tempo richiamiamo l’attenzione sulla necessità di aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e di contenere gli effetti della turistificazione sul costo della vita. Temi che ricevono spesso meno attenzione di quella riservata al “degrado”, pur incidendo molto di più sulla vita quotidiana di molte persone.

Se ci si limita a misure di polizia, il problema potrà forse essere spostato altrove, ma difficilmente risolto. Sicurezza e prevenzione non sono alternative: vanno affrontate insieme. Il decoro, alla fine, per chi lo vogliamo? Per la cartolina? Una città decorosa non è una città in cui il disagio non si vede. È una città che prova a non produrlo.

LOCARNO E VALLI

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2026-06-19T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281706916387453

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