Uno ‘scudo’ contro il fuoco per le faggete Unesco
Testato un piano operativo d’azione in caso d’incendio
Di David Leoni
Le faggete di Lodano, Busai e Soladino, inserite nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, sono finite al centro di uno specifico protocollo di lotta agli incendi boschivi elaborato dai forestali del Cantone, dal Gruppo strategico faggete in stretta collaborazione con i Pompieri di Maggia (sezione di montagna) e con il Comando di Locarno. Pensato per scongiurare danni ingenti in caso di incendio, il piano operativo si è tradotto proprio sabato scorso in un’esercitazione in zona Castèll, che ha visto impegnati una quindicina di militi valmaggesi e un elicottero. Un test fondamentale per organizzare e coordinare in modo efficace tutte le attività legate all’antincendio boschivo e scongiurare che ettari di bosco, soprattutto in periodi di forte siccità come quelli che stiamo attraversando da mesi, finiscano in cenere con inevitabili effetti dannosi anche a livello di dissesto del suolo. Le conseguenze degli incendi, si sa, possono essere particolarmente gravi e i tempi di riassetto dell’ecosistema, laddove possibile, estremamente lunghi. Nel caso delle faggete di Lodano, inserite in un’area protetta di particolare valore naturalistico, è quindi fondamentale intervenire tempestivamente per contenere la propagazione delle fiamme. Il rischio incendi boschivi – ne abbiamo avuto una prova la scorsa estate – è profondamente cambiato e non può più essere affrontato secondo schemi tradizionali.
«La Valle di Lodano – ci conferma Michael Garbani Nerini, forestale presso l’Ufficio forestale del VII circondario – non dispone di pozze di pescaggio permanenti per elicotteri. La più vicina si trova sul fondovalle, tra Maggia e Lodano, e la sua distanza rende tutt’altro che ottimale il rifornimento d’acqua nel caso di un incendio boschivo nella parte alta della valle. Nelle Valli Busai e Soladino la situazione è invece meno critica grazie alla presenza del Lago d’Alzasca, che offre una fonte d’acqua direttamente all’interno del territorio».
Velocità e praticità del rifornimento, la chiave del successo
Il Gruppo strategico incaricato della gestione del sito ha quindi affidato all’Ufficio forestale, sotto la supervisione del capo ufficio Thomas Schiesser e con la collaborazione del responsabile del sito Christian Ferrari, l’elaborazione di un protocollo operativo per la Valle di Lodano, basato sulla conoscenza dettagliata del territorio. «L’analisi – prosegue il nostro interlocutore – ha preso in considerazione diversi elementi determinanti per la gestione di un eventuale incendio: le caratteristiche morfologiche e forestali del territorio, la sua accessibilità e la rete di collegamenti, la possibile propagazione del fuoco e le aree maggiormente critiche, la suddivisione del territorio in settori operativi, la disponibilità di risorse idriche e le infrastrutture necessarie alle operazioni di intervento, come i punti di atterraggio per gli elicotteri. A una prima fase di analisi teorica è seguito un sopralluogo sul terreno. L’analisi cartografica è stata così confrontata con le caratteristiche concrete della valle, portando a confermare Castèll come possibile punto strategico centrale. Qui, la presenza del riale principale della valle permette infatti di considerare due possibili punti di pescaggio mobili, potenzialmente utili per il rifornimento degli elicotteri impegnati nelle operazioni antincendio».
Coprire i diversi settori della valle
L’obiettivo prioritario dell’esercitazione era dunque verificare la reale possibilità di effettuare il pescaggio nelle due posizioni individuate durante l’analisi preliminare. Il risultato è stato incoraggiante, soprattutto considerando che l’esercitazione si è svolta al termine di un periodo prolungato di siccità. «La prova non si è però limitata alla verifica dei punti di pescaggio mobili. È stato infatti simulato anche lo sgancio dell’acqua in sette posizioni distribuite lungo il perimetro della Valle di Lodano, con l’obiettivo di raccogliere informazioni concrete sui tempi di volo e sulle possibilità operative di intervento nei diversi settori della valle. In particolare, è stato confrontato il tempo di volo supplementare necessario per raggiungere Castèll dalla pozza antincendio situata sul fondovalle. Per la Valle di Lodano si tratta quindi di un passo importante, che permetterà di formalizzare il protocollo operativo. La stessa metodologia sarà successivamente applicata alle Valli Busai e Soladino, completando il lavoro previsto dal piano di gestione 2025-2032».
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-09-23T07:00:00.0000000Z
2026-09-23T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281706916595569
Regiopress SA