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Lo stop al battello Lo-Ma peserà sul Gambarogno

Di Maurizio Sargenti, Magadino

La prevista soppressione del collegamento di trasporto pubblico via lago tra Magadino, Tenero e Locarno solleva una questione che va ben oltre la scelta del mezzo di trasporto: quale importanza attribuiamo davvero alla mobilità del Gambarogno (…) (…) e alle esigenze quotidiane dei suoi abitanti? I dati sono eloquenti. Il collegamento diretto via lago permette di raggiungere Locarno in circa 22 minuti, mentre la soluzione alternativa, con autobus e treno, ne richiede almeno 37. Oltre 15 minuti in più per tratta, senza considerare i cambi di mezzo e le coincidenze. Un disagio tutt’altro che trascurabile per studenti e pendolari che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico. La sostituzione viene presentata come una soluzione per garantire gli spostamenti casascuola-lavoro. Ma garantire un collegamento non significa necessariamente garantire un servizio equivalente. Se aumentano i tempi di percorrenza e diminuisce la comodità degli spostamenti, è difficile parlare di un miglioramento. A rendere la situazione ancora più preoccupante sono le difficoltà tra il Cantone e la Società di navigazione del Lago di Lugano (Snl), sfociate in un’azione legale. Il Consiglio di Stato intende sviluppare un nuovo modello di collaborazione, coinvolgendo le Fart, ma la strada da percorrere rimane complessa. È legittimo interrogarsi sull’efficacia dell’attuale gestione. Anzi, è doveroso farlo se il servizio non risponde alle necessità del territorio. Se chi è incaricato di garantire la navigazione pubblica locale non assicura prestazioni adeguate, occorre avere il coraggio di rivedere l’incarico e, se necessario, affidarlo a un altro operatore. Naturalmente, nel rispetto delle concessioni e degli obblighi contrattuali. Ciò che non è accettabile è che le difficoltà tra enti e gestori finiscano per tradursi in un servizio peggiore per la popolazione.

Anche il progetto di un costoso polo del traffico a San Nazzaro merita un esame approfondito. Avevo già espresso le mie riserve su questa proposta e continuo a chiedermi quale sia la sua reale utilità, soprattutto se l’obiettivo fosse prevalentemente quello di sostenere il trasporto turistico durante l’estate. Prima di pensare a nuove infrastrutture, occorre chiarire quali esigenze debbano soddisfare e quali vantaggi concreti possano offrire ai residenti durante tutto l’anno. Il territorio ha bisogno di soluzioni efficaci, non di progetti la cui utilità resta da dimostrare. C’è poi una contraddizione difficile da ignorare. Proprio quest’anno abbiamo celebrato i 200 anni della navigazione sul Lago Maggiore. A Magadino si è dedicata una giornata alla storia e al futuro di questo servizio e il Comune di Gambarogno ha contribuito alla ricorrenza con una pubblicazione sul bicentenario della navigazione sul Verbano. Celebriamo dunque una tradizione che ha segnato profondamente la storia della regione, ma rischiamo contemporaneamente di ridurne il ruolo nella mobilità quotidiana. La navigazione non può essere valorizzata soltanto come attrazione turistica: è anche una risorsa per i collegamenti locali e un’alternativa concreta a una rete stradale già sottoposta a forti pressioni.

Il Gambarogno, per la sua posizione geografica e per le limitate alternative di collegamento, ha bisogno di particolare attenzione. Eliminare un collegamento diretto con Locarno significa indebolire ulteriormente la sua accessibilità, proprio mentre si dichiara di voler promuovere il trasporto pubblico. La richiesta è semplice: Cantone, Comuni e gestori devono individuare una soluzione che garantisca un servizio efficiente e realmente rispondente alle esigenze degli utenti. Se il sistema attuale presenta limiti, si intervenga. Se il modello di gestione deve cambiare, lo si faccia con determinazione. Ma non si sacrifichi il servizio prima di aver assicurato un’alternativa altrettanto valida. La qualità del trasporto pubblico non si misura dal fatto che un collegamento esiste sulla carta, ma dalla sua capacità di rispondere concretamente ai bisogni delle persone. Dopo due secoli di navigazione sul Verbano, il Gambarogno non dovrebbe ritrovarsi con meno collegamenti e più difficoltà. Dovrebbe poter contare su una politica dei trasporti capace di guardare avanti, valorizzando il lago come risorsa e mettendo finalmente gli utenti al centro delle decisioni.

LOCARNO E VALLI

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2026-10-30T07:00:00.0000000Z

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