laRegione

Resta impervia la via verso la cultura indipendente

Nessun risultato dopo tre anni e gli incontri con la Città

Di Alfonso Reggiani

A tre anni dal successo della “Straordinaria Tour Vagabonde” sul sedime della Gerra, la scena culturale indipendente di Lugano torna a far sentire la propria voce. Nonostante quell’esperienza avesse dimostrato il grande potenziale artistico e sociale delle produzioni autonome, culminando nella redazione della Carta della Gerra sottoscritta da oltre settecento realtà, l’Associazione Idra e il relativo Gruppo di lavoro denunciano una preoccupante assenza di risultati concreti.

La presa di posizione giunge in un momento di stallo politico. Sebbene il Municipio di Lugano abbia manifestato l’intenzione di discutere con il Cantone la riconversione dell’edificio della Sams di Viganello in un luogo da mettere a disposizione per la cultura indipendente (cfr laRegione di venerdì 6 marzo), il settore esprime scetticismo. Dopo anni di tavoli tecnici, studi e analisi, l’ipotesi Sams appare vaga e tardiva. Inoltre, viene sottolineato il forte contrasto con la velocità d’esecuzione mostrata dalla Città in altri ambiti: viene citato, quale esempio, il Plan B, per il quale è stato rinnovato l’accordo con Tether, evidenziando disparità di trattamento e di visione politica.

Tra criticità e autonomia progettuale

Idra e il Gruppo di lavoro allargato Carta della Gerra richiamano la candidatura di Lugano, insieme a Locarno e Mendrisio, a Capitale Culturale Svizzera 2030. Per sostenere questo progetto, il Consiglio comunale dovrà approvare un credito di 1,5 milioni di franchi per il periodo 2027-2031. Il bando di concorso federale pone tra i criteri decisivi l’innovazione, la sperimentazione e il coinvolgimento attivo degli operatori locali. Tuttavia, la presa di posizione rileva che la scena indipendente è stata finora coinvolta solo marginalmente. La richiesta è chiara: l’adesione al progetto non deve essere un’operazione di facciata, ma deve essere vincolata a impegni misurabili per il rafforzamento professionale del settore. Le indagini condotte dal 2022 hanno fatto emergere una realtà di precarietà sistemica: retribuzioni insufficienti, tutele sociali fragili e una distribuzione iniqua dei finanziamenti tra istituzioni ufficiali e realtà indipendenti. Per Idra e il gruppo di lavoro, la cultura indipendente non va confusa con quella “giovanile” o “alternativa”, perché è definita dalla sua autonomia progettuale ed è un comparto di professionisti che genera ricadute economiche e innovazione, pur operando in condizioni di carenza infrastrutturale cronica.

Le tre domande alla politica

In vista del voto del Legislativo, vengono posti tre quesiti: “Quali investimenti finanziari certi saranno destinati alla cultura indipendente? Quali spazi saranno realmente messi a disposizione e a quali condizioni d’uso? Come s’intende coinvolgere operativamente i professionisti nello sviluppo della candidatura?” Secondo l’associazione e il gruppo di lavoro, “solo affrontando queste questioni la candidatura di Lugano, assieme a Mendrisio e Locarno, a Capitale Culturale Svizzera 2030 potrà trasformarsi da slogan a reale occasione di sviluppo culturale per la città”.

Idra e il gruppo di lavoro rinfrescano la definizione di cultura indipendente: “Si tratta di attività artistiche e culturali ideate e prodotte da professioniste e professionisti o strutture autonome, non integrate nel sistema istituzionale. Possono ricevere sostegni pubblici o privati, ma non dipendono strutturalmente da una o più istituzioni. Non coincide necessariamente con cultura alternativa, giovanile o autogestita: si caratterizza soprattutto per l’autonomia progettuale e organizzativa dei suoi operatori”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-03-07T08:00:00.0000000Z

2026-03-07T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281711211144865

Regiopress SA