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Violenza gratuita in città, condannato il 21enne

Inflitti tre anni e sette mesi di prigione all’imputato

Tre anni e sette mesi di reclusione da espiare per aggressione, lesioni gravi e lesioni semplici: è parsa inevitabile la condanna nei confronti del 21enne portoghese che è stata inflitta ieri dalla Corte delle Assise criminali di Lugano presieduta dal giudice Curzio Guscetti (giudici a latere Renata Loss Campana ed Emilie Mordasini). Il giovane uomo sul banco degli imputati da lunedì è stato incastrato dalle immagini della videosorveglianza, alle spalle ha precedenti penali specifici e nel giro di meno di un mese (tra marzo e aprile dello scorso anno) ha picchiato a sangue due uomini. Lunedì, la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo aveva chiesto una pena più severa: quattro anni e quattro mesi di detenzione nei confronti del 21enne.

Nella motivazione della sentenza il giudice ha sottolineato che l’imputato dovrà impegnarsi, alla luce di quanto emerso dalla perizia psichiatrica. Il giovane ha bisogno di una presa a carico più professionale rispetto a quella a cui è stato sottoposto finora. Ecco perché nei confronti del 21enne residente nel Locarnese è stato ordinato un trattamento ambulatoriale, che l’imputato sta già seguendo in carcere, dove si trova dal 24 aprile del 2025. A compromettere la sua difesa sono state le mancate spiegazioni sui motivi delle botte date a una persona che è rimasta ferita in modo grave, tanto che deve ancora sottoporsi a cure mediche. Guscetti ha evidenziato che il 21enne non ha mostrato di essersi assunto la responsabilità della violenza gratuita imposta a una persona presso una discoteca in centro città il 23 marzo del 2025. L’imputato ha riconosciuto solo il reato di aggressione commesso nell’aprile dello scorso anno, ma ha negato di aver voluto causare lesioni alla vittima, sia mediante i calci al volto, anche quando la vittima era a terra, sia usando un coltello.

Nei confronti del 21enne non è stata ordinata l’espulsione dalla Svizzera solo perché il giovane è nato e cresciuto in Ticino. Ma il giudice ha avvertito l’imputato ammonendolo due volte: se dovesse capitare ancora sul banco degli imputati non si potrà più riconoscere il caso di rigore ed evitare l’allontanamento dal Paese. «Negli ultimi anni la violenza giovanile è diventata un tema nel dibattito pubblico, suscitando preoccupazione tra istituzioni, scuole e famiglie. I dati più recenti mostrano una crescita significativa dei reati che coinvolgono minorenni». Il problema, secondo il giudice, non può essere spiegato solo dall’aumento dell’aggressività giovanile. Tra le cause di questa violenza, gli esperti individuano disagi personali, difficoltà familiari o influenze sociali digitali nefaste. All’interno di questa disanima sociologica Guscetti ha inserito l’agire dell’imputato, che è noto alla giustizia per vari precedenti penali, quando era minorenne e nei primi anni da maggiorenne.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-06T07:00:00.0000000Z

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