PostCom dà ragione al Gigante giallo
L’ufficio postale chiude. Le ragioni del Municipio non hanno trovato udienza presso la Commissione federale: ‘Rispettate procedure e norme legali’
di Daniela Carugati
Non c’è spazio per le obiezioni, non più. La Posta ha deciso di chiudere l’ufficio di Novazzano perché lo poteva fare. Le condizioni quadro giuridiche sono dalla sua. La PostCom, la Commissione federale delle poste, poi, non ha dubbi: il Gigante giallo continuerà a “garantire nel comune un adeguato servizio postale universale”. Il caso, insomma, è chiuso: il servizio non sarà più tale e dal 12 ottobre prossimo sarà convertito in una filiale in partenariato, tra le mura di una stazione di servizio a Casate, il negozio della Zanini Novazzano Sa. Anzi, saranno anche eliminate le caselle postali, di cui, peraltro, si serve pure l’Amministrazione comunale. Poco importa, quindi, che il Municipio locale contesti la strategia dell’azienda (inclusa la scelta logistica proposta) o che la popolazione sottoscriva delle petizioni. Nel Mendrisiotto, come altrove in Ticino, si sta puntando dritti all’obiettivo finale: riorganizzare la rete e il servizio. Così dopo il Quartiere di Arzo (a Mendrisio), dopo Castel San Pietro, è il turno di Novazzano. Ormai di uffici postali ‘tradizionali’ nella regione se ne contano quanto le dita di una mano. In tutto oggi sono cinque e si trovano a Chiasso – dove ci si prepara a traslocare in uno spazio in affitto in via Bossi –, a Mendrisio, a Stabio, a Riva San Vitale e all’interno del centro commerciale Serfontana a Morbio Inferiore.
L’ultima istanza
Del resto, a suo tempo nella lista dei 12 uffici postali che in Ticino sono destinati a chiudere entro il 2028 ci era finito pure quello di Novazzano. Un annuncio che aveva fatto sobbalzare l’Esecutivo del paese, determinato a mettersi subito di traverso. A tal punto da rivolgersi, nel novembre scorso, all’autorità indipendente chiamata a vigilare sul mercato postale svizzero e sulla qualità del servizio postale universale, chiedendole di riesaminare la decisione della Posta. Di fatto, appellarsi alla PostCom per un Comune rappresenta l’ultima istanza per contestare la chiusura di un ufficio postale, non potendo più percorrere la via che, nel 2018, aveva seguito Balerna, giungendo – senza esito – sino al Tribunale amministrativo federale e rinunciando, infine, a ricorrere al Tribunale federale.
Riconosciuto l’impegno. Ma non basta
La Commissione, però, come detto, non ha dato udienza alle ragioni del Comune; o meglio, non ha potuto, si spiega nel parere recapitato a maggio, tenere conto delle argomentazioni locali. E questo pur riconoscendo il “forte impegno” di Novazzano a favore della popolazione e un’attenzione alla politica sociale. Un riconoscimento che non consola l’autorità comunale, la quale, di fronte alla conferma della trasformazione del servizio non ha mancato di manifestare “il proprio disappunto per le modalità e le tempistiche con cui la misura verrà attuata”. La percezione, si fa capire, è che battersi per il proprio sportello sia un po’ come combattere con i mulini a vento. E che le scelte vengano fatte a livello centrale, lasciando poco margine di manovra alle istituzioni locali. Anche se, come nel caso di Novazzano, nel corso dei due incontri avuti con la Posta, dal luglio del 2024 in poi, ci si è prodigati per dare voce a preoccupazioni e timori.
‘L’ufficio non è meglio di una agenzia’
In effetti, il Municipio non ha potuto trascurare, da un lato, la petizione a difesa dell’ufficio postale promossa già nel 2017 dagli abitanti e firmata da 1’316 persone (circa il 60 per cento dei residenti), e dall’altro il ruolo del servizio postale, un punto di riferimento per chi vive e lavora in un paese di confine che ospita pure numerose imprese e lavoratori frontalieri. In altre parole, serve, ha rivendicato l’Esecutivo, una presenza “efficiente, affidabile e facilmente accessibile”. D’altro canto, si sta parlando di “un’importante istituzione sociale e locale”, a cui fanno capo, si è annotato, anche clienti da fuori comune. Di conseguenza, un’agenzia postale, si è evidenziato, “non garantirebbe né lo stesso livello di servizio di una filiale tradizionale, né risponderebbe adeguatamente alle esigenze specifiche del comune”. Tutte ragioni che non hanno fatto breccia: per la PostCom la filiale in partenariato fornirà le prestazioni effettivamente indispensabili e sulla porta di casa. Non solo, porterà pure “notevoli vantaggi”, come gli orari di apertura prolungati. Morale, per la Commissione “non si può dunque affermare in termini generali che il cosiddetto ufficio postale ‘tradizionale’, sia ‘migliore’ rispetto a un’agenzia postale”.
Un distributore? ‘Incomprensibile’
L’Escutivo, infine, ha rimproverato, una volta di più, di “non essere stato adeguatamente coinvolto e informato preventivamente sulla tempistica dell’entrata in vigore della nuova organizzazione, nonostante le importanti ripercussioni che tale cambiamento avrà per il comune e per la popolazione”. E non ha risparmiato critiche neppure verso la decisione di appoggiarsi a un distributore di benzina. Commerci che nella regione, negli ultimi anni, sono stati obiettivo dei rapinatori (a Novazzano ne sanno qualcosa). Appare dunque “incomprensibile”, si rimarca, la soluzione avanzata proprio in nome della sicurezza del servizio. Davanti, però, alle rassicurazioni della Posta sul fatto che “i requisiti in materia di sicurezza risultano adeguatamente garantiti” – il titolare del negozio ha sospeso pure il servizio di cambio –, la PostCom non è entrata nel merito, rinviando, appunto, a un tema di “politica della sicurezza”. Ora come ora non rimane che auspicare, chiosa l’autorità comunale, che “le preoccupazioni espresse possano ancora essere debitamente considerate”.
Ma ormai, come dire, per Novazzano il dado è tratto.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-08-28T07:00:00.0000000Z
2026-08-28T07:00:00.0000000Z
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