‘Casa Girotondo lasci Ecam’: lanciata petizione popolare
Si rivendicano ‘maggiore trasparenza e autonomia’
Di Daniela Carugati e Prisca Colombini
Casa Girotondo va ‘restituita’ alla comunità di Novazzano. Il malumore che da un po’ serpeggia nel paese, in questi giorni ha dato voce a una precisa richiesta, destinatario il Municipio locale. Quello stesso Esecutivo che un mese fa aveva messo nero su bianco la sua insoddisfazione per i rapporti con Ecam. Ovvero l’Ente case anziani del Mendrisiotto con cui è stato sottoscritto un accordo e che sovraintende alla gestione della struttura, entrata così a far parte della sua rete. Ed è proprio a seguito delle dichiarazioni dell’autorità comunale che la protesta ha preso forza.
Sulla spinta di esponenti della Lega, da tempo critici sulla scelta di aderire a Ecam – in prima linea il consigliere comunale Fabrizio Soldini (Lega-Udc-Indipendenti) e Ivano Lurati –, in questi giorni è stata lanciata una petizione tra la popolazione. Il messaggio, che ha il sapore di una sfida? Avviare il processo per uscire, di fatto, dall’Ente, al centro peraltro (a Novazzano e a Mendrisio) di una serie di atti parlamentari, da un lato proprio per le difficoltà relazionali con Novazzano, dall’altro per problematiche di governance emerse, di recente, all’interno di un’altra struttura del comprensorio, la casa per anziani Santa Filomena a Stabio.
‘Serve una posizione chiara’
Ora come ora la comunità, come si rivendica tra le pagine del documento che accompagna la raccolta firme, domanda di avere delle garanzie. Il bisogno che si fa strada, si fa capire, è quello di poter ottenere la “massima trasparenza” sui patti che sottendono la relazione fra il Comune ed Ecam. Quei patti che per il Municipio non sono stati rispettati, di mezzo anche circa 350mila franchi da proventi versati dagli ospiti fuori comprensorio che l’Ente, lamenta il Comune, non versa dal 2023. Anche se, dal canto suo, Ecam reclama a sua volta dei sospesi. Sta di fatto che le istituzioni locali, si sollecita con “la massima urgenza e determinazione” tra le righe della petizione, sono chiamate, quindi, ad assumersi le loro “responsabilità”, restituendo a Casa Girotondo “piena autonomia, indipendenza e capacità decisionale”.
Sul futuro della struttura, insomma, è il momento, si rilancia, di prendere una “posizione chiara”. La Casa, che fa capo a una Fondazione ed è di proprietà dei Comuni di Novazzano (al 54%) e Mendrisio (al 46%), rappresenta, si motiva, “una realtà profondamente radicata nel territorio e nella storia di Novazzano” ed è dunque considerata “un patrimonio pubblico”.
‘Si organizzi una serata informativa’
Agli occhi dei promotori della petizione “la situazione venutasi a creare impone una riflessione seria e definitiva sull’attuale rapporto tra Casa Girotondo ed Ecam”. Una valutazione che fa da volano altresì alla richiesta al Municipio di organizzare al più presto una serata pubblica, dando modo a cittadine e cittadini di porre delle domande e ricevere delle risposte. Occorre, si rimarca, uscire dalle stanze istituzionali e dar seguito al dritto all’informazione della popolazione. E ancora una volta si invoca la trasparenza, così da fare chiarezza – “senza ambiguità” – sullo stato dell’arte e sulle prospettive della Fondazione, sul modello di collaborazione di Ecam, e su ragioni e conseguenze di determinate scelte oltre che sulle alternative percorribili.
‘Il modello regge ancora?’
Non vi è nessuna intenzione, si tiene a ridire, di puntare l’indice accusatore contro chicchessia – “non spetta ai firmatari stabilire responsabilità individuali” –, o di fare polemica, ma solo, si insiste, di mettere in cima alla lista delle priorità il benessere degli anziani e delle loro famiglie e l’attenzione verso il personale. I promotori della raccolta firme si interrogano, semmai, sulla strada intrapresa. “Un modello sovracomunale – si annota – può essere utile soltanto se garantisce concretamente efficienza, trasparenza, equilibrio e tutela degli interessi della Fondazione. Quando invece emergono difficoltà, interrogativi o divergenze sulla gestione, sui rapporti istituzionali, economici e decisionali, è doveroso interrogarsi se quel modello sia ancora realmente adeguato agli interessi della Casa”. Ed è qui che si fa largo l’esigenza di riprendere in mano il destino di Casa Girotondo. Giunti sin qui, si rende attenti per finire, che “noi riteniamo che la scelta più responsabile sia quella di superare l’attuale modello e accompagnare Casa Girotondo verso l’uscita da Ecam, costruendo un nuovo modello fondato sull’autonomia, sulla trasparenza e sulla responsabilità”. In altre parole, si esorta, è tempo di agire.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-09-11T07:00:00.0000000Z
2026-09-11T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281711211536255
Regiopress SA