Fattoria Gerbione, chiaroscuri di un trasloco
Trasferimento da Tenero del centro socioeducativo per ragazzi dai 12 ai 18 anni: intensa serata pubblica fra timori dei residenti e rassicurazioni istituzionali
di Davide Martinoni
«Questi ragazzi hanno bisogno di protezione; non siamo certo noi che dobbiamo essere protetti da loro». Quello illustrato dal capo dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani del Dss, Marco Galli, è probabilmente il manifesto più chiaro uscito martedì sera a Minusio durante la serata pubblica informativa indetta dal Municipio per fare un po’ di chiarezza sul progetto di insediamento dell’Associazione Fattoria Gerbione (oggi a Tenero) a Villa Usignolo, in via Remorino, a due passi dall’omonimo grande parco giochi e dal bosco Fontile.
La prospettiva, come anticipato il 3 agosto da “laRegione”, è chiara: il Comune (previa autorizzazione del Consiglio comunale) investirà quasi 3 milioni di franchi per ristrutturare la villetta di sua proprietà, che poi, indicativamente dal 2028, diventerà la nuova sede dell’Associazione Fattoria Gerbione, centro socioeducativo per giovani dai 12 ai 18 anni che per vari motivi non possono vivere in famiglia e devono essere seguiti e accompagnati nei loro percorsi di vita, sempre orientati all’integrazione nella società e, se possibile, al rientro in famiglia. Entrando a Villa Usignolo, Gerbione verserà un affitto (la locazione è materia di un secondo messaggio municipale) che ripagherà il Comune della spesa assunta.
‘Ma cosa ci arriva addosso?’
Benché forse non rappresentativi di tutti i residenti in zona – in particolare nel Parco Tre Torri di recente costruzione, che sorge immediatamente a nord della villa –, alcuni di essi hanno testimoniato il timore per le possibili conseguenze dell’arrivo del foyer: giovani allo sbando, consumo di alcolici e stupefacenti, profili con tendenze autolesionistiche e finanche violazioni di domicilio penetrando nei sedimi delle vicine residenze popolate da famiglie con figli anche piccoli. Da quelle stesse famiglie è stata lanciata una petizione (che a ieri aveva raccolto 42 firme) per contestare la richiesta di credito e invitare Municipio e Consiglio comunale a riflettere sulla compatibilità del futuro insediamento con il comparto.
È vero che alla base delle paure c’è una mossa quantomeno poco accorta della stessa Associazione Fattoria Gerbione; mossa prontamente citata nel testo che accompagna la raccolta di firme: modificare, nel sito dell’associazione, le caratteristiche dei giovani che solitamente vengono ospitati nella struttura di accoglienza, rendendole meno “minacciose” rispetto alla versione precedente. Secondo i responsabili del centro si è trattato di un necessario adeguamento dei caratteri alla realtà delle cose; secondo i residenti, di un “make up” realizzato ad hoc per non fomentare le preoccupazioni nel quartiere. Galli ha difeso l’operato dell’associazione rilevando che «in effetti quanto c’era scritto prima non era più corrispondente e andava pertanto modificato. Posso garantire che i ragazzi più trasgressivi o con approcci delinquenziali non vanno alla Fattoria Gerbione, ma altrove. Il centro socioeducativo di Tenero ospita invece giovani più introversi e fragili».
Chi sono e perché arrivano lo hanno spiegato i responsabili dell’associazione. Il direttore Simon Maurer ha parlato del Gerbione come di «un luogo di crescita e accompagnamento, ancorato al mondo esterno poiché in costante contatto con scuole, formazione, lavoro e associazioni sportive: tutti ambiti frequentati giornalmente dai ragazzi (in tutti i casi meno di una decina, ndr) che sono in internato. Sono stabiliti accordi e orari, compiti, mansioni e regole ben precise e 24 ore su 24 sono presenti operatori che, con i ragazzi, perseguono obiettivi individuali».
E individuali sono anche le valutazioni effettuate prima delle ammissioni, ha aggiunto la direttrice pedagogica Birgit Mooslechner
Maurer. I giovani, segnalati nell’ambito di un lavoro di rete orchestrato su scala cantonale, «vengono accettati solo se c’è corrispondenza fra i loro bisogni e l’offerta che siamo in grado di dare». Intendendo con questo, appunto, scuola, formazione e lavoro “in esterna”, oppure programmi personalizzati interni, più tutte le attività che fanno parte del quotidiano. Mooslehner Maurer ha poi voluto leggere alcune definizioni
‘Luogo di crescita e accompagnamento’
della Fattoria Gerbione date dai giovani ospiti: “Un posto con del cibo e dove sono tutti gentili; una casa che dà speranza, dove ci si sente protetti e tranquilli”.
Galli, di rimando, ha definito la Fattoria Gerbione «un bel progetto, costruito assieme, su misura per i ragazzi, ai quali viene data l’opportunità di crescere in un contesto familiare, ma anche estremamente professionale». E, ancora, «una risorsa per il Cantone, che deve prendersi cura di giovani provenienti da famiglie maltrattanti o vulnerabili, per condurli da situazioni di disagio su un percorso verso l’autonomia».
Il vicecomandante: ‘Mai avuto nessunissimo problema’
Significativa è anche stata la testimonianza di
Marco Radaelli, attuale vicecomandante e prossimo comandante (da inizio ’27) della Polizia intercomunale del Piano, già sindaco di Tenero-Contra nonché già residente vicino alla Fattoria Gerbione: «In tutta onestà devo dire che come polizia non abbiamo mai dovuto intervenire per questioni di ordine pubblico o per altre problematiche. Anzi, la Fattoria Gerbione, con le sue regole, è un esempio di affidabilità e buon vicinato. Lo posso dire tranquillamente avendo abitato lì a fianco per 20 anni». Radaelli ha voluto aggiungere che «ci sono famiglie ben più problematiche, che richiedono, quelle sì, interventi di polizia quotidiani…». La versione del poliziotto è stata ribadita da una donna che da 28 anni abita vicino al Gerbione e che ha potuto sottolineare «la totale assenza di qualsiasi problema di vicinato».
Contestata l’ubicazione
A far discutere nel quartiere è anche la particolare ubicazione della villa in questione, situata appunto a due passi dal parco giochi frequentatissimo da bambini piccoli, nonché dal sottostante bosco Fontile: una zona che un residente ha definito «nevralgica» anche per la vicinanza con la nuova stazione Tilo di Minusio. Gli ha risposto un altro abitante, sulla trentina, secondo il quale «affinché nel bosco succedano cose “da adolescenti”, come ad esempio andare a fumarsi le canne, bastiamo già noi minusiesi; non serve che arrivino i ragazzi del foyer». Il “benvenuti” all’associazione è stato infine dato da una residente visibilmente infastidita dai proclami dei vicini più agguerriti; vicini che un’altra donna ha esortato ad «abituarsi alla vita e convivere anche con le incertezze. Aprire le braccia è l’unica soluzione possibile».
LOCARNO E VALLI
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2026-09-24T07:00:00.0000000Z
2026-09-24T07:00:00.0000000Z
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