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Il futuro di Amsa inizia con quattro e-bus

Taglio del nastro ufficiale per i primi mezzi completamente elettrici introdotti dall’Autolinea mendrisiense. Entro il 2033 ne arriveranno altri 26

di Prisca Colombini

È la prima tappa di un percorso iniziato ormai da qualche anno e che si concluderà entro il 2033, quando anche gli altri 26 autobus diesel ancora presenti nella flotta dell’Autolinea Mendrisiense (Amsa) saranno progressivamente sostituiti con mezzi completamente elettrici. Già operativi da qualche settimana tra Chiasso, Mendrisio e Morbio Inferiore – ovvero lungo le linee 2, 3 e 4 – l’entrata in servizio dei primi quattro autobus è stata celebrata ufficialmente sabato 10 ottobre. E assieme ai discorsi e al taglio del nastro, non è mancato nemmeno un giro di prova.

Ritorno alle origini, con sguardo al futuro

Quello celebrato è per Amsa «un passo concreto verso il futuro che dà inizio a una nuova fase della propria lunga storia – sono state le parole di Claudio Bordogna, presidente del Consiglio d’Amministrazione –. Una storia che affonda le proprie radici nel trasporto elettrico e che oggi, dopo oltre un secolo, in qualche modo ritorna alle origini, ma con tecnologie completamente nuove e con uno sguardo rivolto alle esigenze della mobilità di domani». Per Amsa «parlare di mobilità elettrica significa anche ritrovare una parte della propria storia. Un tempo erano infatti i nostri tram a collegare le località del Mendrisiotto: un servizio che ha accompagnato la vita quotidiana e lo sviluppo del nostro territorio». Dal tram – «il dolceverde» – sono poi arrivati gli autobus che domani saranno tutti completamente elettrici. «Un ritorno che guarda avanti: cambiano i mezzi e le tecnologie ma resta la nostra missione di collegare le persone e i comuni del Mendrisiotto, offrendo un trasporto pubblico affidabile e vicino alla popolazione». Un obiettivo che si ritrova nei numeri: oggi Amsa può contare su 62 collaboratrici e collaboratori, una flotta complessiva di 32 veicoli, percorre ogni anno oltre un milione di chilometri e nel 2025 ha trasportato più di 1,8 milioni di passeggeri.

‘Particolarmente significativi’

I primi risultati rilevati direttamente durante il servizio sono stati definiti «particolarmente significativi». Il sistema di monitoraggio indica attualmente un consumo medio compreso tra 0.93 e 0.96 kWh/km, un valore riferito alle reali condizioni operative e quindi influenzato da percorso, pendenze, traffico, carico passeggeri, temperatura e utilizzo della climatizzazione. Anche la gestione energetica è stata progettata in funzione delle esigenze concrete del servizio. Durante il primo mese d’esercizio si è potuto appurare che gli autobus rientrano normalmente in rimessa con circa il 45-50% di energia residua e vengono successivamente ricaricati attraverso sistemi plug-in, prevalentemente nelle ore serali e notturne. Il tempo di ricarica operativo indicativo è di circa 160-180 minuti, in funzione dello stato di carica al rientro e delle necessità del servizio successivo.

La prova del 2018

Il direttore di Amsa, Ivano Realini, ha ricordato che il percorso verso l’elettrificazione è iniziato nel 2018. «È stato provato un primo veicolo che ci ha permesso di capire limiti e caratteristiche di un veicolo elettrico di tali dimensioni: malgrado fosse un veicolo a tre porte di 12 metri, potevamo percorrere al massimo 120 chilometri e accogliere 59 viaggiatori». Nel 2022 il Dipartimento del territorio (Dt) ha incaricato le quattro imprese di trasporto urbane ticinesi di iniziare la valutazione per introdurre i bus elettrici. Ne sono seguiti, in estrema sintesi, uno studio di fattibilità portato avanti da Amsa e Fart con la Supsi e l’inoltro all’Ufficio federale dei trasporti e al Dt delle domande preliminari e definitive per l’accettazione del progetto e dei conseguenti investimenti. Ricevute le autorizzazioni formali, «siamo partiti con i vari progetti di potenziamento reti elettriche presso la sede e presso l’officina per poter poi posare le attrezzature di ricarica» e di due impianti fotovoltaici, in collaborazione con Age, per la produzione annua di circa 173’000 Kwh di elettricità da immettere in rete. Attualmente i punti di ricarica sono sette (4 presso la sede e 3 in officina). Ogni punto dispone di 50 kW per una potenza installata di 350 kW complessivi. Per i primi 4 veicoli sono stati definiti dei pacchi di 5 batterie per 515 kWh di potenza. Realini ha spiegato che «uno degli aspetti più interessanti di questa nuova tecnologia è proprio l’efficienza: per percorrere 100 chilometri, i nostri 4 e-bus utilizzano indicativamente circa 98 chilowattora di energia elettrica. Per percorrere 250 km, ciascun mezzo ne utilizza dunque 245.

Calcolando che dispone di batterie con 515 chilowattora possiamo dunque affermare che la sua autonomia è molto ampia». Ogni veicolo può trasportare fino a 80 viaggiatori (49 in piedi e 31 seduti). «Se confrontiamo questi dati con quelli del 2018 – ha concluso il direttore – possiamo affermare che in sei anni i veicoli elettrici per il trasporto pubblico hanno fatto passi da gigante».

‘Coerente con le politiche cantonali’

Gli e-bus dell’Amsa sono stati accolti anche dal neodirettore del Dt Piero Marchesi, alla sua prima uscita pubblica ufficiale. «Questa è la prima tappa di un percorso graduale, certamente impegnativo, ma necessario e coerente con le politiche energetiche e ambientali del Cantone – ha detto il Consigliere di Stato –. L’ente pubblico è impegnato da circa quindici anni su questo fronte, sostenendo la transizione energetica, la riduzione dei consumi e l’efficientamento dei processi. L’elettrificazione del trasporto pubblico rappresenta dunque un ulteriore tassello di una politica più ampia, che mira a rendere il nostro Cantone sempre più sostenibile, senza naturalmente perdere di vista l’efficienza e la qualità del servizio offerto alla popolazione».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-10-12T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281711211608757

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