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La mobilità va condivisa per battere il traffico

Al via il progetto pilota MomòRide, una prima cantonale. Balerna, Chiasso e Novazzano contano sulla collaborazione di aziende e lavoratori del territorio

di Daniela Carugati

Nel Mendrisiotto è da anni un chiodo fisso: ridurre il viavai di auto sulle strade (e quindi anche i posteggi). Meno traffico, del resto, equivale a più qualità di vita. L’equazione non fa una piega, ma metterla in pratica è tutt’altra cosa. Per centrare l’obiettivo nel tempo, in particolare dal 2016, si sono messi in campo misure, iniziative e incentivi, ma i risultati non sono sempre stati incoraggianti. Il potenziale inespresso, infatti, è ancora importante. Nel Basso Mendrisiotto, Balerna, Chiasso e Novazzano nel 2020 hanno quindi deciso di unire le forze per riuscire a essere più incisivi, attuando un Piano intercomunale di mobilità aziendale che sin qui ha saputo fare breccia soprattutto sul fronte della mobilità lenta.

Ora però si è trovato un progetto da condividere che potrebbe dare modo di compiere un reale passo in avanti; e per di più si tratta di una prima a livello cantonale che potrebbe fare scuola. Tra le sue particolarità vi è un altro aspetto non trascurabile: una dichiarata alleanza tra pubblico e privato. La proposta, che avrà carattere pilota sull’arco di un biennio e sarà varata in veste ufficiale il 21 gennaio prossimo, è stata ribattezzata MomòRide, fa leva sul car pooling – la condivisione del veicolo – e si rivolge ad aziende e pendolari (locali e frontalieri) del territorio. Al fianco dei tre Comuni a scommetterci sono pure l’Ente regionale per lo sviluppo (Ers) del Mendrisiotto e Basso Ceresio e il Polo di sviluppo economico del Pian Faloppia, supportati in modo tangibile da lastminute foundation e Mobitrends.

Fuori comprensorio vi è già interesse

L’operazione non è ancora partita, ma al di fuori del comprensorio si è già manifestato dell’interesse, propellente irrinunciabile per poter estendere la rete così come auspicano da subito i promotori. Per il momento il ‘capitale iniziale’ è rappresentato da una decina di aziende della regione che già fa capo all’app Mobalt, pensata per incoraggiare la mobilità alternativa. Ovvero la stessa app che verrà declinata a favore del nuovo progetto grazie a un approccio personalizzato e una chat interna. Ecco che l’evento di lancio del progetto, mercoledì 21 gennaio – dalle 17 alla sala polivalente di via Comacini a Chiasso – sarà tra i passaggi essenziali per... fare proseliti. In prima fila, accanto ai partner, ci saranno infatti i rappresentanti dei tre Municipi, il vicesindaco di Chiasso Davide Lurati, il vicesindaco di Balerna Diego Vassena e il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi. L’incontro – al quale occorre iscriversi, chiamando lo 091 220 28 71 o scrivendo a info@momoride.ch – darà modo non solo di illustrare nei dettagli l’iniziativa, che nella prima fase gode del supporto di BancaStato, ma altresì di fare il punto sulla strategia intercomunale.

C’è ancora del potenziale

Certo è che sarà importante aumentare la massa critica dei potenziali utenti, soprattutto a fronte del margine di manovra ancora esistente. Come ha fatto presente la stessa caposezione Pianificazione e trasporti pubblici del Comune di Chiasso, coordinatrice anche dei progetti di mobilità della Commissione regionale dei trasporti, architetto Silvia Passiglia ,i numeri lo segnalano in modo chiaro. Lo ha rilevato a inizio dicembre in occasione di un incontro cantonale che le ha permesso di fare il punto sugli sforzi profusi nel Basso Mendrisiotto in questo ultimi anni, di fatto sull’arco di un decennio. Tra il 2020 e il 2022, poi, si sono sondate le abitudini dei lavoratori delle aziende presenti nel comprensorio, mettendo a confronto abitudini reali e potenziali consuetudini legate a una mobilità alternativa. E lo spazio di miglioramento è ampio in tutti gli ambiti, dalla mobilità condivisa alla mobilità lenta, passando per il trasporto pubblico. Secondo i dati raccolti ed evidenziati dall’architetto Passiglia la progressione tra i possibili utenti è significativa, soprattutto sul piano della mobilità condivisa: stando al sondaggio questo costume nella regione è quasi inesistente e potrebbe trovare terreno fertile in tutti e tre i comuni, raggiungendo globalmente un 21 per cento e oltre. Margine di avanzamento pure sul versante del trasporto pubblico e della mobilità lenta: il primo potrebbe portare le abitudini a superare il 40 per cento, il secondo a sfiorare il 54 per cento. Come si è toccato con mano, ottenere dei riscontri, però, non è semplice. Ci sono voluti, infatti, alcuni anni per affinare la strategia concretizzata in questa ultima campagna. Allo stesso modo i tentativi nel 2023 di attivare due navette transfrontaliere – con una linea da Malnate, in provincia di Varese, e una da Grandate, in provincia di Como – non sono andati in porto, proprio per mancanza di adesioni da parte delle aziende.

Pronti a fare un salto di qualità

Focalizzandosi sullo ‘strumento’ del car pooling, si confida che il nuovo progetto permetta di compiere un vero salto di qualità. «A livello comunale nel Basso Mendrisiotto ci si è già confrontati in passato con l’implementazione di una mobilità alternativa – annota Silvia Passiglia –: prima con i singoli Piani comprensoriali, poi unendo le forze nel 2020. Oggi speriamo di poter raggiungere più utenti possibile grazie a una esperienza, quella di MomòRide, che rappresenta peraltro una prima e che si prefigge di mettere in rete le imprese. E se si pensa che sul solo territorio di Chiasso si contano circa 3mila persone giuridiche, tramite questa modalità è possibile contattare anche le piccole realtà economiche – al di sotto dei 20 dipendenti, ndr –, dove il datore di lavoro non ha la forza, anche finanziaria, di organizzare un servizio di car pooling. Riuscire a metterle in rete significa intercettare pure questi lavoratori». A quel punto si può immaginare di innescare un circolo virtuoso, condividendo i tragitti quotidiani casa-lavoro – di cui sarà possibile al contempo tracciare una mappa aggiornata –, quindi aumentando gli equipaggi e riducendo, di conseguenza, le auto sulle strade. Non a caso la missione dichiarata è “incidere positivamente sull’intera regione, contribuendo alla diminuzione del traffico”, dunque pure delle emissioni di anidride carbonica; con un impatto positivo altresì sulla domanda di posteggi. Aree di parcheggio su cui potrebbe giungere una nuova stretta in futuro.

Contributi e premi ai virtuosi

Del resto, non mancheranno gli incentivi e gli incoraggiamenti concreti. Prendere parte alla sperimentazione sarà gratuito per le aziende con meno di 20 collaboratori, mentre le altre imprese potranno beneficiare di uno sconto fino al 40 per cento sul costo dell’abbonamento a Mobalt. Chi poi aderirà entro il 31 marzo si vedrà abbuonare il primo anno e inizierà a versare la quota nel 2027. Senza trascurare il sostegno già ora concesso a chi si vota alla mobilità sostenibile. A ciò si aggiungono poi i premi che i tre Comuni elargiranno pure agli equipaggi – pure interaziendali – dei veicoli condivisi in base ai punti (quindi ai viaggi e ai chilometri) cumulati. «Abbiamo deciso anche di aprire a dipendenti di imprese di comuni al di fuori del comprensorio proprio per ampliare l’area di interesse geografico. Modalità – ci spiega ancora Passiglia – che può essere d’aiuto trovandoci confrontati con un territorio frastagliato». I Comuni locali non intendono arrendersi. Il (nuovo) guanto di sfida, insomma, è lanciato.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-01-15T08:00:00.0000000Z

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