Per un verde urbano più ambizioso
Il gruppo Us-I Verdi chiede con un’interrogazione di avviare un progetto strategico che porti il Comune alla certificazione di ‘Cittàverde svizzera’
Di Prisca Colombini
Avviare “un progetto strategico” di politica del verde urbano coerente e certificabile. È quanto chiedono le consigliere comunali Patrizia Baumgartner e Francesca Bernasconi Bedulli (Us-I Verdi-Indipendenti) con un’interrogazione presentata al Municipio di Chiasso. Questo approccio, che potrebbe per esempio chiamarsi ‘Chiasso Cittàverde2030’, permetterebbe di “migliorare la qualità di vita dei cittadini, rafforzare l’attrattività e contribuire alla salute pubblica, riducendo nel medio-lungo termine anche i costi sanitari legati alle ondate di calore, alle malattie croniche e al disagio psicologico, ponendosi al contempo l’obiettivo realistico di ottenere la certificazione ‘Cittàverde svizzera’”. Si tratta di un riconoscimento che premia l’impegno di Città e Comuni nello sviluppo e nella cura di aree verdi urbane di qualità.
L’esempio di Sorengo
A ispirare le consigliere comunali chiassesi sono le “positive esperienze” degli altri Comuni ticinesi e in particolare Sorengo, il primo a ottenere la certificazione ufficiale il 18 giugno dell’anno scorso. Come spiegato sul sito www.sorengo.ch, il Comune si distingue per un’attività particolarmente dinamica nel campo della tutela ambientale e della promozione della biodiversità. Sorengo ha infatti “recentemente elaborato un insieme strutturato di strumenti strategici, tra cui il Piano d’azione comunale (Pac), il Piano di promozione della biodiversità, il Bilancio di sostenibilità ambientale, lo studio sulle isole di calore, il Piano del verde e il Piano comunale dei percorsi pedonali, allo scopo di valutare la situazione attuale e pianificare misure future in favore dell’ambiente”. Il riconoscimento ottenuto, si aggiunge, “rappresenta una tappa importante nel percorso di Sorengo verso un futuro sostenibile, dove lo spazio urbano è ripensato in funzione del benessere collettivo e della valorizzazione del territorio”.
Oltre i vivai diffusi
E a Chiasso? Il Comune ha introdotto da qualche anno i vivai diffusi che promuovono “un concetto di verde urbano oltre l’aspetto unicamente decorativo”. Come sottolineano Baumgartner e Bernasconi Bedulli, “un altro passo importante nell’ottica della rivoluzione verde, per rendere Chiasso più green e più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici, sarebbe la realizzazione di corridoi verdi e aiuole, aumentando lo spazio verde pubblico”. Di strada da fare, e non solo per Chiasso, “ce n’è ancora molta”. Negli ultimi 15 anni la disponibilità di spazi verdi nelle città del mondo è aumentata del 4,11%, e allo stesso tempo l’accessibilità degli spazi urbani del 7,1%. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “poche città soddisfano questo criterio”.
Oltre a essere inserito nell’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, “negli ultimi anni il tema della sostenibilità ambientale è diventato centrale anche nelle politiche comunali e cantonali, con ricadute dirette sulla salute pubblica”. Chiasso, spiegano ancora le due esponenti rossoverdi, “presenta una forte densità edilizia e una limitata disponibilità di spazi verdi pubblici fruibili, in particolare nel centro cittadino, con possibili effetti negativi sul microclima urbano e sul benessere della popolazione”. Popolazione che “necessita di maggiori aree alberate, zone d’ombra e spazi verdi attrezzati anche per bambini e anziani”. Negli ultimi dieci anni, come detto, “sono stati avviati alcuni progetti puntuali di arredo urbano e di verde temporaneo, ma manca una pianificazione più ambiziosa del verde urbano, che potrebbe migliorare l’attrattiva della città, anche in un’ottica di rilancio residenziale e commerciale”.
Domande al Municipio
Diversi gli interrogativi sottoposti. Le consigliere comunali vogliono sapere “qual è la superficie complessiva di aree verdi pubbliche attualmente presenti sul territorio comunale e qual è il rapporto metri quadrati di verde-abitante a Chiasso” e se questa dotazione “è sufficiente” con particolare riferimento al centro cittadino. Si chiede inoltre se “sono previsti, a breve o medio termine, progetti per la creazione di nuove aree permanenti o per l’ampliamento di quelle esistenti” e in quale misura il Piano d’azione comunale e gli altri strumenti pianificatori tengono conto della necessità di aumentare il verde urbano e di contrastare le isole di calore. Tornando a oggi, si vuole sapere se sia stato valutato il coinvolgimento delle commissioni di quartiere “nella progettazione e nella cura del verde urbano attraverso momenti di sensibilizzazione” e se siano previste collaborazioni con il Cantone e i Comuni vicini “per una progettualità a lungo termine”.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-02-16T08:00:00.0000000Z
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