‘Le posizioni di Quadri sono in contrasto con il suo ruolo’
Lettera aperta con un centinaio di firme inviata al Municipio
Lettera aperta, firmata da un centinaio di persone fra docenti e non solo, al Municipio cittadino, per criticare le dichiarazioni sulla remigrazione del capodicastero Formazione.
Dichiarazioni che rischiano di “delegittimare i principi della Scuola, veicolando un messaggio di esclusione che entra in aperta contraddizione con il mandato delle nostre istituzioni”. Questa la preoccupazione di un centinaio di cittadini, docenti e non solo, che hanno inviato una lettera aperta al Municipio di Lugano. La critica è rivolta in particolare contro il capodicastero Formazione, sostegno e socialità Lorenzo Quadri, per aver – secondo loro – espresso il proprio sostegno verso il controverso concetto della remigrazione, che dei gruppi di estrema destra avrebbero voluto promuovere attraverso una marcia per le strade di Lugano.
‘Dovere etico e istituzionale di farsi garante di rispetto e convivenza’
Le dichiarazioni in questione sono state scritte da Quadri sul ‘Mattino della Domenica’, periodico che dirige, circa un mese fa e si inseriscono nelle polemiche relative al diritto di manifestare. Si tratta di: “Ci mancherebbe che non fosse lecito dire pubblicamente che è ora di rimandare a casa loro un po’ di stranieri non integrati”. Secondo i firmatari, “chi ricopre ruoli di responsabilità nel sistema educativo ha il dovere etico e istituzionale di farsi garante dei valori di rispetto e convivenza. Operando in contesti scolastici caratterizzati da una preziosa pluralità culturale e sociale, la nostra azione quotidiana mira a trasformare l’inclusione e la partecipazione in pilastri concreti della convivenza democratica”.
‘Questa narrazione impatta sulla serenità dell’ambiente scolastico’
Si citano poi la Legge sulla scuola e il Piano degli studi, “che identificano la scuola come luogo privilegiato in cui imparare a vivere la diversità come ricchezza: esso si fonda inoltre sui principi di uguaglianza, non discriminazione e rispetto della dignità umana sanciti dalla Costituzione, valori che la scuola è chiamata quotidianamente a promuovere e tutelare”. Le dichiarazioni del municipale andrebbero invece in un altro senso. “Questa narrazione – si aggiunge infatti – impatta inevitabilmente sulla serenità dell’ambiente scolastico: la scuola deve restare uno spazio protetto, capace di garantire accoglienza e pari opportunità a ogni allievo. Evocare logiche di allontanamento forzato non offre soluzioni alla complessità dell’integrazione, ma rischia di generare tensioni che contrastano con il lavoro di mediazione e coesione svolto con impegno costante nelle classi”.
Posizioni ‘in contrasto con il ruolo’
Le posizioni di Quadri sono poi ritenute “in contrasto con le finalità del proprio ruolo” e questo significherebbe “indebolire l’impegno di docenti, educatori e studenti che lavorano per costruire una società aperta e solidale. Da chi guida il Dicastero formazione, sostegno e socialità è lecito attendersi una voce capace di unire, garantendo piena coerenza tra i valori promossi dai programmi scolastici e le posizioni pubbliche espresse”. In conclusione, un appello. I firmatari chiedono “che le istituzioni riaffermino con fermezza il proprio impegno a favore di una scuola inclusiva e che il dibattito pubblico sia condotto con la responsabilità che il ruolo impone, privilegiando politiche capaci di rafforzare il dialogo e il sostegno reciproco”.
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