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‘È un treno che passa una volta sola’

Massimo Boni, direttore dell’ente turistico, commenta i dati sui pernottamenti degli ultimi anni e si prepara a cogliere ‘l’occasione unica’ verso il Brasile

Di Alfonso Reggiani

«È un treno che passa una volta sola, ho 49 anni, un’età che mi consente di fare una cosa del genere»: parole di Massimo Boni, direttore di Lugano Region, che dopo oltre quattro anni dal 1° gennaio dell’anno prossimo lascerà l’ente turistico per assumere la direzione del mercato Brasiliano per Svizzera Turismo a San Paolo, tramite un contratto siglato con il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). «Si tratta di un’occasione unica che si è presentata alla chiusura di un ciclo – ci confida – dopo quasi quattro anni e mezzo di conduzione e dopo che avremo depositato al Cantone il nuovo piano strategico 20272030». Dal canto suo il sindaco di Lugano Michele Foletti, cifre alla mano, ritiene che Boni abbia fatto «un buon lavoro rilanciando il turismo dopo il Covid, che ha fatto riscoprire la città agli svizzero-tedeschi».

Siamo curiosi: come mai proprio il Brasile e quanto durerà il mandato?

Il contratto è di quattro anni, più un quinto per l’eventuale rinnovo. Dopodiché dovrò ricandidarmi per un’altra posizione in Svizzera Turismo, perché il contratto è con il Dfae ed equivale a un passaporto consolare che dopo alcuni anni viene ritirato – risponde Boni –. Ho già avuto esperienze positive con il mercato brasiliano, l’ho portato in Engadina e proprio oggi ho ricevuto tante telefonate di congratulazioni dai direttori di hotel di Saint Moritz. Il mercato, che è cresciuto anche grazie al passaparola, risponde bene al concetto di Travel Better promosso da Svizzera Turismo.

Cosa si intende per Travel Better?

Significa turismo di qualità, destagionalizzato, distribuito capillarmente anche fuori dai centri più affollati e integrato con la mobilità sostenibile. I brasiliani che viaggiano in Europa sono della fascia sociale medio alta. È una clientela che, piuttosto dei tour europei, preferisce fermarsi in un luogo con una media di pernottamento più alta. Quindi è un mercato interessante perché la tendenza è quella di promuovere la sostenibilità dei viaggi e la fidelizzazione del turista. Il mercato brasiliano sta andando bene in Svizzera.

Lei è stato nominato alla testa dell’ente dopo il Covid. Il Luganese ha superato la soglia di oltre un milione di pernottamenti? Cosa c’è dietro questi buoni risultati?

I buoni risultati sono stati ottenuti anche grazie al miglioramento del lavoro sulla comunicazione e con l’ottima collaborazione con la Città di Lugano, in particolare con il Dicastero che organizza gli eventi al Palazzo dei Congressi. C’è maggiore attenzione da parte del Cda di Lugano Region nel concedere contributi per sponsorizzare la città come destinazione. Una sponsorizzazione da parte degli enti che spesso e volentieri convince le organizzazioni internazionali a scegliere Lugano. In questi ultimi anni abbiamo lavorato tanto anche nel budget dedicato agli eventi per attirare convegni internazionali in città.

Quanto manca un nuovo centro congressuale alla Città (per quello previsto al Campo Marzio l’orizzonte temporale è il 2038)?

L’auspicio è che arrivi una struttura più moderna e più capiente. Per ora, ci avvaliamo del Palazzo dei Congressi e dell’Asilo Ciani nel comparto centro città. Per convegni diurni abbiamo a disposizione anche il Lac quando non è occupato dal teatro e dalla musica. Ci sono diversi meeting al mattino e durante il giorno, per i quali gli spazi del Polo culturale sono idonei perché di solito questo genere di incontro finisce verso le 5 del pomeriggio e dopo si possono ripristinare gli spazi per gli spettacoli e la musica. Comunque a Lugano siamo quelli messi meglio in Ticino.

Quali sono i settori privilegiati dai congressi?

Una buona parte riguarda la sanità ma ce ne sono tanti con diverse sfaccettature anche in altri campi, come la difesa dei diritti umani, la promozione dell’arte e della cultura. Sicuramente il campo medico, a livello di convegni, incide tanto, perché vengono presentati gli esiti delle ricerche e le scoperte più recenti. È il settore per il quale la presenza fisica non è stata sostituita dallo smart working o dall’intelligenza artificiale.

Lugano Region sostiene con la comunicazione l’idea della Città di Lugano di creare l’Ambassador Program, una rete che oggi riunisce oltre 100 personalità di spicco del territorio, voluta per creare un ponte tra il territorio e il mondo congressuale internazionale. Un esempio? Il professore e chirurgo Ivan Tami è Ambassador di Lugano, ha portato un congresso di Chirurgia della Mano a Lugano e partecipa a convegni in tutto il mondo.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-06-26T07:00:00.0000000Z

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