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Condanna sospesa come ultima chance a un 31enne

«Sono consapevole dei precedenti penali, ma ora ho un figlio, mi sento più responsabile e voglio cambiare»: queste sono le ultime parole pronunciate dal 31enne residente nel Luganese che è stato condannato ieri a 20 mesi di detenzione, sospesi con la condizionale per quattro anni, per i reati di rapina, coazione, furto, danneggiamento e ripetuta infrazione alla legge federale sugli stupefacenti. Nei suoi confronti Curzio Guscetti, il presidente della Corte delle Assise correzionali di Lugano, inoltre, ha ordinato delle norme di condotta che dovranno essere rispettate, altrimenti il giudice dei provvedimenti coercitivi potrebbe decidere di rimandarlo in prigione.

Nel passato dell’uomo ci sono precedenti penali specifici. Guscetti ha ricordato le ultime tre condanne a pene da espiare subite dal 31enne, nel 2018, nel 2020 e 2022, per i medesimi reati legati alla droga, ai furti e in generale alla violenza. Per questa ragione, il giudice ha sottolineato che, di norma, l’imputato avrebbe dovuto essere condannato a una pena da espiare. Malgrado una prognosi negativa sull’imputato, Guscetti ha voluto far prevalere la funzione rieducativa della sentenza e i suoi legami familiari, sociali e professionali da consolidare, riconoscendo i progressi compiuti dal 31enne, che ha ammesso i fatti e le qualifiche giuridiche contenuti nell’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Chiara Buzzi. Tra questi spicca il furto commesso nell’estate di due anni fa, in correità con un parente (già condannato), contro una persona che è pure stata minacciata. All’inizio del processo la procuratrice ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la difesa, sostenuta dall’avvocata Giorgia Maffei, sulla commisurazione della pena.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-14T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281715506373652

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