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La scelta energetica di Lugano

Nel Piano adottato dal Municipio c’è anche lo sfruttamento dell’acqua del lago

di Prisca Colombini

Quartiere test: Lambertenghi

Obiettivi: rendere il comprensorio ‘Carbon Free’ entro il 2050 sviluppo di 60 km di reti termiche con cui distribuire il 30% del fabbisogno totale di calore degli edifici dismissione di 50 km di rete di distribuzione del gas naturale possibilità di fornire freddo agli edifici con l’infrastruttura sviluppata

C‘è voluto, per dirla con le parole del capodicastero Sviluppo territoriale Filippo Lombardi, «un po’ di tempo», ma il Municipio di Lugano ha adottato il Piano energetico comunale (PECo), il documento strategico che definisce gli indirizzi della politica energetica della Città, in linea con gli obiettivi federali e cantonali. Insieme alla Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, attualmente in elaborazione e che verrà presentata entro la fine dell’anno, il PECo costituirà uno dei pilastri della politica climatica della Città. Una prima versione del documento era pronta un anno e mezzo fa, «ma abbiamo voluto approfondire quello che è davvero possibile e che possiamo fare come Città». Lugano, ha aggiunto Lombardi, è in chiaro su quello che «non deve fare». Ovvero «fissare altri obiettivi altisonanti. Ne prendiamo atto, ma non è necessario aggiungerne altri». Grazie al PECo – che può essere consultato sul sito www.lugano.ch – la Città si è quindi dotata di un quadro organico di misure volte a sostenere la transizione energetica, ridurre il consumo di risorse naturali e mitigare i cambiamenti climatici in atto.

Lavoro coordinato con Ail Sa

Le informazioni e i dati contenuti nel PECo, così come le previsioni proposte, derivano da un mandato di studio conferito allo studio d’ingegneria CSD per il tramite di un concorso pubblico nel 2018 e dalle Ail Sa che, oltre a fornire i dati inerenti all’energia distribuita nel comprensorio comunale, hanno elaborato negli ultimi anni approfondite analisi per definire nuovi principi della pianificazione energetica dell’intero comprensorio del loro servizio. «Avere nel Consiglio di amministrazione di Ail Sa Filippo Lombardi ha permesso un lavoro di coordinamento e allineamento – sono state le parole del sindaco di Lugano Michele Foletti –. Non si tratta solo di auspici nell’ambito di elettricità, calore e mobilità, ma di strumenti concreti su cui lavorare». Il percorso prevede il graduale abbandono dei carburanti e dei combustibili fossili, a favore dell’elettrificazione della mobilità e, per il riscaldamento degli edifici, di un maggiore ricorso alle energie rinnovabili e a tecnologie ad alta efficienza, come le pompe di calore. Per l’elaborazione dei dati sono stati utilizzati dati risalenti al 2018. «Lo studio ingegneristico è del 2022 – hanno spiegato Andrea Felicioni, direttore della Divisione Pianificazione, ambiente ed energia, mobilità e il caposezione Ambiente ed Energia Jody Trinkler –. Avremmo potuto aggiornare il bilancio, ma stiamo aspettando il censimento degli impianti del Cantone». I dati sono attesi entro fine anno e, hanno aggiunto i responsabili, «c’è curiosità perché le misure cantonali hanno già portato delle riduzioni».

‘Il potenziale c’è’

Il dato «importante», ha evidenziato Foletti, «è che il potenziale per il trasferimento energetico in Città c’è». Pensando alla produzione di calore, il consumo di combustibili per riscaldamento a Lugano nel 2018 è stato di 923’923 MWh. L’analisi del potenziale delle fonti energetiche rinnovabili sul territorio ha evidenziato che ci sono 1’620’667 MWh, derivati da recupero termico da calore ambientale (aria, lago, acque sotterranee), infrastrutture e sfruttamento della biomassa. Per quanto riguarda la produzione di elettricità, nel 2018 il consumo è stato di 457’823 MWh; da recuperare, principalmente da fotovoltaico, ci sono 231mila MWh.

La pianificazione energetica territoriale

Un ruolo centrale nella strategia energetica della Città è assunto dalla Pianificazione energetica territoriale (Pet), elaborata da Ail Sa e sostenuta dal Municipio quale strumento di riferimento per accompagnare Lugano nella transizione energetica. La Pet prevede lo sviluppo di infrastrutture per la distribuzione del calore e dell’energia e la progressiva dismissione di parte della rete del gas naturale. Per il comprensorio della Città è prevista la realizzazione di circa 60 km di reti termiche, in grado di coprire fino al 30% del fabbisogno di calore, e la dismissione di circa 50 km della rete di distribuzione del gas naturale. Una prima importante implementazione della Pet riguarderà il comparto Lambertenghi, dove è prevista la realizzazione di una rete di teleriscaldamento che in futuro permetterà anche la distribuzione del freddo. Per l’alimentazione della centrale termica, prevista nei pressi delle scuole elementari, si farà capo all’energia contenuta nell’acqua del lago tramite lo sviluppo di una dorsale anergetica, che si estenderà dal Liceo fino a Casa Serena.

Un investimento di 250 milioni

L’investimento totale sarà di 250 milioni di franchi. «Lambertenghi sarà il quartiere test – ha spiegato ancora Filippo Lombardi –. Gli approfondimenti tecnici hanno confermato la fattibilità dell’intervento, che potrà essere realizzato sull’arco di dieci anni, con un impatto minimo per la Città sotto il profilo finanziario e infrastrutturale, nonché sulla viabilità pubblica e privata». Ancora nel corso di quest’anno il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la concessione ad Ail Sa di una privativa esclusiva per l’uso del suolo pubblico di queste reti e i lavori dovrebbero partire l’anno prossimo. Per quanto riguarda la somma necessaria, «il ruolo di Ail Sa sarà fondamentale perché potrà prefinanziare e recuperare l’investimento negli anni successivi con la vendita di energia termica». Da regolare, ha aggiunto Lombardi, «resta solo un problemino col Cantone per l’attraversamento del Parco Ciani». Il Municipio «non vuole vendere illusioni – ha concluso –. Quello del 2050 è un bell’obiettivo... Non avremo realizzato tutto, ma saremo a buon punto». La dorsale anergetica sarà già dimensionata per una capacità pari a circa cinque volte il fabbisogno del solo comparto Lambertenghi, ponendo così le basi per un futuro ampliamento della rete ad altre zone della città. L’infrastruttura consentirà di recuperare l’energia termica dell’acqua del lago e di valorizzarla mediante pompe di calore nelle centrali di quartiere, così da poterla distribuire in seguito tramite condotte interrate per il riscaldamento degli edifici pubblici e privati. Il sistema favorirà la progressiva riduzione del ricorso al gas naturale e al gasolio da riscaldamento, offrendo una soluzione particolarmente interessante anche per gli edifici più datati, storici o situati nei nuclei, dove l’installazione di pompe di calore individuali può risultare difficoltosa.

Anche la Città al lavoro

Le altre misure inserite nel PECo riguardano edifici, illuminazione, mobilità e fotovoltaico. Sebbene l’Amministrazione comunale incida solo in misura limitata sui consumi energetici – circa il 2% dell’elettricità e il 3% del gas naturale – la Città può contribuire al raggiungimento degli obiettivi del PECo. Dal 2014, l’intero fabbisogno elettrico comunale è coperto da energia certificata al 100% da fonti rinnovabili. A questo si aggiungono le direttive interne introdotte nel 2022 per promuovere un uso più parsimonioso dell’energia, che hanno permesso di ridurre del 15% i consumi di gas naturale tra il 2022 e il 2023. La Città prosegue il risanamento energetico degli edifici comunali, l’elettrificazione della propria flotta e lo sviluppo del fotovoltaico.

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2026-07-31T07:00:00.0000000Z

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