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Via Industria, riuscita l’iniziativa popolare

Consegnate 530 firme, certificate 458, l’iniziativa chiede di non allargare la strada, dove era attiva la ditta di scarpe, e rinunciare agli espropri e al limite di 50 km/h

di Alfonso Reggiani

Si vuole sistemare via Industria a Caslano? Va bene. Però, senza la seconda fase. In altre parole, si rinunci all’allargamento della strada, agli espropri e al limite di velocità di 50 km/h, come è stato approvato all’unanimità nella seduta dell’8 aprile 2021 dal Consiglio comunale su proposta del Municipio. Sostengono questa soluzione i firmatari dell’iniziativa popolare comunale lanciata lo scorso mese di maggio. Un’iniziativa che è dunque riuscita. Bastavano 395 firme, ne sono state consegnate 530, mentre la Cancelleria comunale ne ha ritenute valide 458. Un assist a questa opzione e al risparmio di 2,5 milioni di franchi potrebbe giungere dal progressivo smantellamento in atto ormai da oltre un anno, della Bally, situata in via Industria.

Le dimensioni attuali bastano

Andiamo con ordine. Interpellato da ‘laRegione’, il promotore Robert Di Grazia chiarisce che l’iniziativa propone di sistemare la strada, le cui dimensioni attuali sono sufficienti. Basterebbe adeguare la via al contesto residenziale e scolastico, migliorando la sicurezza per tutti gli utenti. Questo consentirebbe di desistere dalla spesa del credito di 2,5 milioni di franchi, ottenendo quindi un bel risparmio. Bisognerebbe valutare soluzioni tecniche alternative a quelle ratificate da esecutivo e legislativo che non impongano l’ampliamento del campo stradale. D’altro canto, però, la decisione adottata dalle autorità politiche locali concretizza la pianificazione risalente al 2009, che è stata confermata dalle sentenze del Tribunale cantonale amministrativo (Tram) e del Tribunale federale (Tf). Entrambe definiscono via Industria quale strada di raccolta.

La palla torna al legislativo

Nel frattempo, ribatte il promotore dell’iniziativa, è sorta (nel 2018, ndr) una scuola non prevista a Piano regolatore (Pr) e di fabbriche non ce n’è (quasi) più, a parte la Bally, se mai riaprirà. Peraltro, la risoluzione votata dal Consiglio comunale è in linea con le sentenze del Tram e del Tf e con i dettami della pianificazione, che è diventata vincolante. Senza una modifica pianificatoria finirebbe sotto scacco il principio della certezza del diritto. Ma quali erano gli argomenti a favore del progetto? Questioni non secondarie, come la conformità con il Pr e con l’adeguamento della strada agli standard di sicurezza riconosciuti (la realizzazione di marciapiedi continui su entrambi i lati e la chiara separazione tra traffico veicolare e pedonale), la funzionalità e l’interesse pubblico per integrare il trasporto pubblico, con fermate del bus. La questione tornerà in Consiglio comunale al quale verrà sottoposto il messaggio del Municipio con le sue posizioni. Il legislativo potrà sposare il testo dell’iniziativa e la popolazione non dovrebbe votare. Se l’iniziativa venisse respinta, come probabile nel caso concreto, il testo dell’iniziativa dovrà essere sottoposto al popolo. La terza possibilità prevede che il legislativo elabori e adotti un controprogetto, che sarebbe messo ai voti in alternativa all’iniziativa.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-05T07:00:00.0000000Z

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