‘Ragazzi in difficoltà, importante esserci’
Edo Carrasco, direttore generale della Fondazione Il Gabbiano, qual è il suo bilancio attuale della Prossimità nel Locarnese?
Dal nostro punto di vista si tratta di un progetto molto ben riuscito e questo, credo, è anche dovuto al fatto che abbiamo cercato di coinvolgere tutti i Comuni – dai quali, lo sottolineo, stiamo ricevendo un’ottima collaborazione – lavorando in sinergia con tutti gli attori in gioco: dai servizi comunali alla polizia, fino agli enti sociali presenti sul territorio. Questo ci ha permesso di essere il più vicino possibile ai giovani. Per loro, quello che stiamo vivendo è un periodo molto delicato e poter mettere in campo figure come gli operatori di prossimità – indipendentemente dal fatto che sia la Fondazione Il Gabbiano a farlo – è una necessità direi primaria. Infatti è proprio la prossimità realizzata per strada, o durante gli eventi che organizziamo, che ci permette di individuare particolari situazioni che devono essere affrontate e gestite immediatamente, o in ottica preventiva, prima che diventino veramente critiche.
Dal vostro osservatorio la situazione in ambito giovanile nel Locarnese come si presenta?
La premessa generale che bisogna sempre fare è che la gioventù rappresenta la parte migliore della nostra società. Detto questo, anche grazie ad altri progetti condotti ad esempio con allievi delle scuole medie, constatiamo che nella fascia d’età che parte già dai 12-13 anni c’è in effetti parecchia sofferenza. È un dato di fatto che il disagio psichico è in crescita e questo trend si è accentuato nel post Covid, dove sono emerse criticità significative.
I dati indicano un grosso lavoro da condurre sul territorio, che non sembra però trovare riscontro nei mezzi a disposizione, a partire dagli operatori attivi. Ci sbagliamo?
Al momento possiamo contare sulla responsabile che lavora quasi al 100%, più tre operatori attivi a tempo parziale. La particolarità del loro lavoro sta nel dover essere molto presenti la sera e nei “weekend”, quindi abbondantemente fuori dagli “orari d’ufficio”. In proiezione, passando sotto il cappello della nuova Legge giovani che consentirà un sostegno maggiore da parte del Cantone, ci sarà tutto un lavoro concettuale e amministrativo da affrontare. Per fortuna come Fondazione siamo già operativi in diversi progetti e questa esperienza ci aiuterà senz’altro. Per rispondere alla domanda, dal nostro punto di vista una dotazione di personale leggermente superiore ci permetterebbe di svolgere un lavoro ancora più capillare e utile alla collettività. Se prendiamo l’esempio del Luganese, per alcune migliaia di abitanti in più gli operatori di prossimità sono quasi il doppio. Tuttavia, sappiamo bene qual è lo stato delle finanze cantonali e comunali ed è quindi doveroso continuare a essere agili e bravi come siamo, per fare il massimo con quello che abbiamo a disposizione. Vorrei anche sottolineare che sentiamo nel Locarnese una grande fiducia nel nostro operato e che in ottica preventiva è importantissimo che il progetto possa avere una continuità e uno sviluppo. Magari anche nel Gambarogno, che dopo un coinvolgimento iniziale si è tirato fuori ma di certo non è esente da necessità specifiche. In quella regione ne stiamo parlando con le autorità per trovare delle soluzioni adatte ai loro bisogni.
LOCARNO E VALLI
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2026-04-03T07:00:00.0000000Z
2026-04-03T07:00:00.0000000Z
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