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Palma di Fortune, la fine dell’idillio

Lettere ai cittadini, ordinanze, multe e motoseghe per contrastare la neofita invasiva: ecco le strategie adottate da alcuni Comuni della regione

Di Serse Forni

Il destino della Palma di Fortune (Trachycarpus fortunei), chiamata impropriamente “palma ticinese”, è segnato. L’immancabile elemento delle cartoline locarnesi è entrato a far parte dei nemici della biodiversità. E per contrastarla, recentemente diversi Comuni della regione attorno al Lago Maggiore (Locarno e Minusio, per citarne due) si sono dotati di ordinanze specifiche, tanto severe quanto restrittive: prevedono pure multe salate ai contravventori. Altri (ad esempio Losone) hanno distribuito volantini informativi, esortando i cittadini ad agire per evitarne la diffusione. Gli obiettivi e le modalità per scongiurare la proliferazione dell’iconica pianta sono per tutti le stesse: tagliare al piede la neofita (fuggita dai giardini negli scorsi decenni per invadere i boschi) o almeno recidere senza indugio le infiorescenze. Un’operazione, quest’ultima, che va fatta proprio durante il mese di maggio, prima che si formino i grappoli di semi. Semi resistenti che gli uccelli mangiano, per poi trasportarli e rilasciarli in natura. L’ornamentale simbolo turistico, che gli ospiti d’oltralpe apprezzavano, sta cadendo a colpi di motoseghe e basta una passeggiata nelle diverse località della regione per accorgersi del cambiamento. Qual è la situazione sul territorio di Locarno? «A seguito dell’introduzione, lo scorso autunno, della nuova ordinanza sulle palme, la Città ha eseguito una bonifica importante nella zona Bastoria a Solduno, coinvolgendo anche parecchi privati del quartiere, su un’area complessiva di 25mila metri quadrati – afferma Marco Pellegrini, municipale e capo del Dicastero del territorio e del verde pubblico –. Per quanto riguarda questa specie, si tratta della bonifica in assoluto più importante in Ticino». L’impressione è che le ordinanze e i consigli siano seguiti con diligenza dai privati. «In generale i cittadini stanno rispondendo in modo positivo. I nostri Servizi del territorio monitorano la situazione e stanno sensibilizzando sulla corretta modalità di gestione della Palma di Fortune. Sappiamo ormai che questa neofita, considerata invasiva dal 2014, è una specie caratterizzata da una forte capacità di diffusione, con un elevato potenziale impatto sugli ambienti naturali in quanto forma popolamenti mono-specifici molto densi, in concorrenza con la vegetazione indigena dei nostri boschi. Come indicato dall’Ordinanza municipale in vigore, ogni anno in primavera, prima della fruttificazione, occorre tagliare le infiorescenze; una misura semplice, ma molto efficace per limitare la propagazione spontanea della specie. Chi si trovasse nell’impossibilità tecnica di eseguire questa operazione è tenuto ad abbattere la palma». L’intervistato lancia un appello: «Segnalo che la rimozione delle infiorescenze gialle va effettuata durante il mese di maggio, periodo ideale per prevenire la formazione dei frutti. Chi finora non l’ha fatto, è ancora in tempo, ma deve muoversi in questi giorni. I fiori possono essere smaltiti nel compostaggio, mentre i vecchi corpi fruttiferi formati da migliaia di piccole bacche devono essere gettati con i rifiuti solidi urbani, nei sacchi a pagamento della Città di Locarno». In conclusione: «L’ordinanza è recente e dobbiamo ancora insistere con la sensibilizzazione. Il trend è comunque positivo. Il Municipio confida nella sensibilità e nella collaborazione della cittadinanza, consapevole che il contributo dei privati rappresenta un elemento fondamentale per la tutela del paesaggio e degli ecosistemi locali. Il nostro “Servizio verde pubblico” è a disposizione per suggerimenti in caso di domande o dubbi (email: verde.pubblico@locarno.ch)».

Per Ascona resta una pianta iconica

Ad Ascona, il Municipio sta riflettendo sul tema dell’introduzione di un’ordinanza specifica: «Per quanto riguarda i giardini e i parchi comunali, così come per le zone forestali e le aree patriziali, ci stiamo già muovendo – afferma il sindaco Giorgio Gilardi –. Se queste piante si trovano in uno spazio naturale in linea di massima vengono tagliate al piede. Se invece sono nei giardini e nelle aiuole del Borgo vengono trattate, togliendo i fiori ed evitando quindi la formazione di grappoli di semi. Per Ascona la palma è un simbolo associato all’idea di vacanza. I turisti la cercano e l’apprezzano perché è segno tangibile di un clima mediterraneo. Riteniamo perciò che, se curate a dovere, hanno la loro ragione di essere. Tuttavia siamo pienamente coscienti del fatto che non possiamo lasciarla proliferare per non mettere a repentaglio la biodiversità. E quindi ci adopereremo sempre più per introdurre regole precise da applicare anche nei giardini privati, così come avviene per gli spazi verdi pubblici». Nel frattempo sui tavoli del Municipio del Borgo è arrivata un’interpellanza, firmata da Ramon Nessi (Gruppo Rosso Verde) che, in sintesi, chiede all’Esecutivo di valutare la possibilità di emanare delle direttive e delle comunicazioni specifiche sulla palma per applicare le leggi in materia e limitarne la diffusione. Ma anche sulla necessità di “emanare un’ordinanza specifica, come fatto in altri Comuni”.

Pure Losone si è attivato: «Un paio di settimane fa abbiamo trasmesso al legislativo una proposta di modifica del Regolamento organico comunale, che comprende pure l’introduzione di un articolo relativo alla lotta contro le neofite invasive – spiega la municipale Nathalie Ghiggi Imperatori, capa del Dicastero ambiente –. Un passo necessario in vista di un’ordinanza specifica». Nel frattempo i boscaioli sono entrati in azione: «Lo scorso anno, in collaborazione con il Patriziato, abbiamo fatto tagliare al piede le palme ad alto fusto nella zona attorno alla ciclopista, da via Papogna a via Pezza Venerdì. Sono rimasti gli esemplari più piccoli, che verranno sradicati a mano. In generale, nelle aree verdi di proprietà del Comune le stiamo progressivamente togliendo. Per quanto riguarda i giardini dei cittadini privati, stiamo portando avanti da un paio di anni una campagna di sensibilizzazione, attraverso diversi canali, dal sito comunale ai volantini informativi, passando per la nostra rivista “Losoneè” e Whatsapp. Potremo intervenire in modo più efficace al momento in cui entrerà in vigore l’ordinanza”.

LOCARNO E VALLI

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2026-06-02T07:00:00.0000000Z

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