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Amico Fido, l’app per tutelare il tuo amico a quattro zampe

Unisce oltre 50mila utenti per mappare i pericoli locali

Di Emma Delucchi

Nel maggio dello scorso anno, Pietro Petrocchi, sviluppatore di Morbio Inferiore, legge sui giornali locali diversi articoli riguardanti casi di avvelenamento proprio nelle zone in cui era solito passeggiare con il suo cane. Spinto dal desiderio di fare qualcosa per la sicurezza degli animali domestici, decide di metter le sue competenze al servizio della comunità. Da questa urgenza nasce Amico Fido. Si tratta di un’applicazione totalmente gratuita e senza scopo di lucro, che si basa su trasparenza, responsabilità e protezione degli animali. L’obiettivo è semplice ma potente: creare una rete unita e consapevole che, attraverso la responsabilità individuale, operi per il bene comune. «Chi trova un pericolo lo segnala in pochi secondi con una foto e la posizione GPS», ci spiega Petrocchi. Il risultato è istantaneo: l’intera community riceve una notifica che la allerta del rischio.

Le insidie durante le passeggiate sono molteplici – dai vetri rotti ai parassiti, fino alle esche tossiche – e l’app le mappa in tempo reale. Ogni avviso è geolocalizzato sulla ‘Mappa Pericoli’, dove gli utenti possono confermare o smentire una segnalazione. Nella sezione correlata sono inoltre presenti guide pratiche e approfondimenti dedicati a minacce stagionali come la processionaria, le zecche e i colpi di calore – una minaccia quest’ultima fortemente sottovalutata nei mesi più caldi –, fondamentali per fare prevenzione quotidiana.

Ma Amico Fido va oltre la semplice mappatura. Tra le funzioni più innovative spicca il ‘Controllo Tossicità’ che si serve dell’intelligenza artificiale ‘Bia’ (battezzata così in onore della cagnolina dello sviluppatore). Tramite una semplice foto, l’app analizza in tempo reale diverse categorie di potenziali veleni: dalle piante da appartamento ai bouquet di fiori, fino a frutti, bacche, dolci, snack e persino farmaci o sostanze chimiche lasciate incustodite. L’IA fornisce un’analisi immediata del livello di tossicità, i sintomi da osservare e i consigli pratici su come comportarsi prima di correre dal veterinario. A completare questo ecosistema digitale ci sono un tasto SOS per localizzare la clinica d’urgenza più vicina, un libretto sanitario digitale, un sistema d’allerta smarrimento nel raggio di 2 chilometri e persino percorsi di addestramento interattivi (‘Academy’ e‘Simulatore di situazioni’). Non manca un lato più emotivo, come il ‘Diario dei ricordi’, una timeline multimediale per custodire i momenti speciali vissuti con il proprio amico a quattro zampe.

Un successo solidale che guarda al futuro

Disponibile in cinque lingue (italiano, francese, tedesco, spagnolo e inglese), il progetto ha riscosso un successo immediato, superando già le 50mila adesioni tra Svizzera, Italia e altri Paesi. Il passaparola e il supporto spontaneo di emittenti radiofoniche e televisive hanno accelerato la crescita di questa rete solidale, trasformando un’idea nata a Morbio Inferiore in un fenomeno virale che sta conquistando migliaia di proprietari ben oltre i confini cantonali.

Per mantenere l’applicazione gratuita per i privati, Petrocchi ha scelto di assorbire personalmente i costi di gestione, prevedendo in parallelo abbonamenti commerciali per dare visibilità alle attività professionali del settore (veterinari, dog sitter, toelettatori) che desiderano sostenere la piattaforma.

Più che una semplice applicazione, Amico Fido è diventata una vera e propria catena di solidarietà digitale, dimostrando come la tecnologia possa accorciare le distanze quando si tratta di proteggere il proprio cucciolo. Il sogno di Pietro Petrocchi, ora, guarda lontano: estendere questa protezione a livello globale. «Più persone siamo, maggiori saranno le segnalazioni: l’aiuto di un singolo diventa la sicurezza di tutti», afferma. Una scommessa sul futuro nata dall’amore per la propria cagnolina e che oggi punta a trasformarsi in una realtà aziendale a tempo pieno. Perché la sicurezza dei nostri amici fidi, in fondo, è una responsabilità di tutti.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-02T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281719801316173

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