laRegione

È festa per celebrare la scelta che ha reso più bello il paese

All’inaugurazione di opere che migliorano e abbelliscono il paese, il sindaco Delmenico ha ricordato la scelta di cinque anni fa, che fece la differenza

Di Alfonso Reggiani

Ricordato il referendum di cinque anni fa e celebrata la fine dei lavori per i rinnovi di piazza e nucleo e, sotto la pavimentazione, la creazione della rete di teleriscaldamento. «Oggi celebriamo una piazza rinnovata, una rete energetica nuova, un monumento che torna al centro della nostra comunità. Ma soprattutto celebriamo una scelta: quella di credere in Melide, nella sua storia e nel suo futuro». È con queste parole che il sindaco di Melide Emiliano Delmenico ha concluso il suo discorso, ieri sera, in occasione dell’inaugurazione di piazza Domenico Fontana e del nucleo centrale. Un discorso che il sindaco ha cominciato parlando del verbo scegliere, «il verbo più potente che l’essere umano possieda. Non esiste giorno della nostra vita che non sia attraversato da una scelta. Possiamo scegliere di costruire, oppure di lasciare che le cose si consumino da sole. Possiamo scegliere di tacere, o di dire ciò che pensiamo anche quando è scomodo. Ogni scelta, piccola o grande, disegna chi siamo e chi diventeremo».

Sotto, la rete di teleriscaldamento

Quel verbo non è stato usato a caso da Delmenico, proprio perché la celebrazione è il risultato di un lungo percorso e di una scelta: «Non una scelta calata dall’alto, ma una scelta fatta insieme, da noi, cittadine e cittadini di Melide. Il 31 gennaio del 2021 i melidesi sono stati chiamati alle urne per pronunciarsi su un credito di 6,9 milioni di franchi destinato alla riqualifica del nostro nucleo storico. Non era una scelta scontata: significava accettare anni di cantieri, di disagi, di strade chiuse e di pazienza. Eppure la popolazione ha scelto di guardare oltre il disagio del presente, per investire nel futuro del proprio paese. Ha scelto Melide». E gli aventi diritto hanno votato a favore del progetto che ha comportato grossi lavori, come sottolineato dal sindaco: «Sotto le pietre che oggi calpestiamo è stata realizzata un’opera che i nostri occhi non vedono, ma che le prossime generazioni di melidesi sentiranno ogni giorno: una rete di teleriscaldamento che permetterà di abbandonare progressivamente un combustibile fossile a favore di un vettore energetico virtuoso, alimentato da una centrale termica approvvigionata da acqua di falda. È una scelta di responsabilità, verso l’ambiente e verso chi verrà dopo di noi. Sopra quelle sottostrutture abbiamo rifatto la pavimentazione del nostro nucleo, in pietra naturale, granito e porfido, restituendo dignità e bellezza ai vicoli e alla piazza dove generazioni di melidesi si sono incontrate, hanno lavorato, hanno festeggiato».

Il monumento tornato al suo posto

C’è un altro aspetto dell’opera che più di ogni altro sta a cuore a Delmenico: «Il monumento dedicato al nostro illustre concittadino Domenico Fontana. Con questi lavori, l’obelisco a lui dedicato è tornato a occupare il posto che merita, nella piazza che porta il suo nome, e non più ai margini come negli ultimi decenni. Permettetemi qui una nota di colore, una coincidenza che ho scoperto preparando questo discorso e che mi ha commosso. È stata l’illustre concittadina Alice Moretti – cittadina onoraria di Melide – a raccontarci questa storia sul sito domenicofontana.ch: quel monumento fu inaugurato il 6 settembre 1908, e per Melide, con le sue parole, fu “una giornata davvero memorabile”. Sono passati 118 anni esatti. Oggi, 6 settembre, ci troviamo esattamente nello stesso giorno, a rendere nuovamente omaggio a Domenico Fontana. Come se questa piazza avesse scelto, essa stessa, di ricordarcelo».

‘Non è stato un percorso scontato’

Il sindaco ha concluso il suo intervento ringraziando le imprese, i progettisti e tutte le maestranze, ma anche i residenti del nucleo, gli esercenti, e chi ha dovuto adattare le proprie abitudini quotidiane per i lavori. Dal canto suo, anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, come il sindaco, ha rimarcato che, «dopo tre anni di lavori, oggi Melide raccoglie il risultato di una scelta importante. La riqualifica del nucleo restituisce alla popolazione un centro più vivibile e attrattivo. Da qui parte un messaggio che vale per tutto il Ticino: investire nei nostri paesi significa investire nel futuro del Cantone. I Comuni sono i primi custodi del territorio: conoscono la sua popolazione e le sue esigenze. Prendersi cura dei nostri nuclei e degli spazi pubblici significa preservarne l’identità e creare luoghi nei quali le comunità possano continuare a riconoscersi». Eppure, ha detto il direttore incaricato della Divisione delle costruzioni, «non è stato un percorso scontato. Il progetto ha fatto discutere, si è arrivati a un referendum e alla fine sono stati i cittadini a decidere, con una partecipazione particolarmente alta. La maggioranza ha scelto di andare avanti e oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un ringraziamento particolare va alla cittadinanza per la pazienza dimostrata in questi tre anni. I cantieri non piacciono a nessuno, ma sono necessari per costruire i paesi e le città di domani». Infine, Gobbi ha voluto parlare anche del comparto di Besso, «dove i lavori comporteranno inevitabilmente dei disagi, ma permetteranno di trasformare profondamente la mobilità di Lugano. Oggi quella pazienza viene ripagata. Melide può contare su un nucleo riqualificato e su spazi pensati per essere vissuti dalla popolazione negli anni a venire. Il ringraziamento va al Comune di Melide e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo risultato. È da interventi come questo che passa la cura del nostro territorio: investire nei nostri paesi significa mantenerli vivi, rafforzarne l’identità e costruire oggi il Ticino che vogliamo lasciare alle prossime generazioni».

PRIMA PAGINA

it-ch

2026-09-07T07:00:00.0000000Z

2026-09-07T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281719801461718

Regiopress SA