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Dolci sopravvenienze sull’amaro dei conti

L’avallo del legislativo al consuntivo ’25, ma dai gruppi non mancano le considerazioni critiche sullo stato delle finanze, strutturalmente in perdita

Di Davide Martinoni

Passano a Locarno i conti baciati da importanti sopravvenienze: 3,2 milioni di franchi, che hanno determinato un avanzo d’esercizio di 785mila franchi.

Nel suo rapporto (relatore Stefano Lappe, Plr, che in aula ha parlato anche a nome del gruppo), la Gestione aveva proprio individuato nelle importanti sopravvenienze il vero motivo delle cifre in nero; in realtà Locarno ha un disavanzo strutturale di 2,3 milioni di franchi, che continua a peggiorare, rendendo “prioritario il rafforzamento duraturo del gettito fiscale, accompagnato da obiettivi concreti e misurabili”. Ciò nell’attesa che “il prossimo Piano finanziario non si limiti a proiettare l’evoluzione delle finanze comunali, ma definisca una vera strategia di riequilibrio, con misure, tempi e indicatori verificabili”.

La commissione aveva inoltre denunciato il basso tasso di realizzazione degli investimenti: il 45% di quanto previsto, il che “non costituisce un risparmio, bensì un rinvio di oneri sugli esercizi futuri e migliora artificialmente gli indicatori finanziari, a fronte di un debito pro capite ancora elevato e delle importanti opere che attendono la Città”. Quanto alla fiscalità, il gettito è inferiore al previsto, soprattutto per le aziende. Fare troppo affidamento su poche di esse, è stato fatto notare, rende vulnerabili le finanze comunali. È pur vero che l’introduzione dei moltiplicatori differenziati (il 90% per le persone fisiche, il 97% per quelle giuridiche) avrebbe parzialmente compensato le riduzioni cantonali. Un altro punto caldo riguardava le partecipate: la commissione plaudeva al messaggio municipale per una normativa dedicata, ma “non è stato dato seguito a quanto richiesto con il rapporto sui conti consuntivi 2024, ossia fornire per ciascuna partecipata, oltre alla documentazione societaria, un’analisi della strategia e degli obiettivi perseguiti dalla Città quale azionista o ente partecipante”. Nel suo intervento in sala, portando l’adesione del gruppo Plr, Lappe ha notato che «è la quinta volta che il Legislativo approva conti tenuti in equilibrio da fattori congiunturali» e ricordato che «a novembre la Sezione enti locali aveva chiesto ai Comuni di contabilizzare le imposte con maggiore rigore, senza più dilazionare nel tempo sopravvenienze ormai certe». Detto altrimenti, «la riserva che ha tenuto in pari i nostri conti ha adesso una data di scadenza. Quando quel margine si esaurirà, il disavanzo strutturale comparirà direttamente nella riga finale del conto economico, e non più soltanto come stima nel rapporto commissionale».

Gli stessi aspetti sono stati sottolineati, per la Sinistra Unita, da Francesco Albi, che ha avvertito che la soluzione ai conti traballanti non si trova certo nei tagli lineari ai servizi. Quanto alla necessità di rafforzare il gettito fiscale, esso «non può passare solo dalla ricerca di nuovi contribuenti facoltosi, ma bisogna invece valutare strumenti di tassazione più progressiva».

A nome del Centro, Barbara Angelini Piva ha voluto toccare due tematiche considerate particolarmente rilevanti: il nido d’infanzia e la Palacinema Sa. A proposito del primo ha rilevato «criticità persistenti e strutturali» e auspicato «un intervento nel medio e breve termine. Il disavanzo è diminuito, ma non grazie a una diminuzione dei costi, quanto per i maggiori contributi. Non basta gestire l’emergenza, occorre una strategia con obiettivi chiari». Il Centro bene accoglie le misure avviate, fra cui la cucina centralizzata, «ma è necessaria una visione futura del servizio per ottenere un equilibrio duraturo». Sulla Palacinema, Angelini Piva ha sottolineato il ritardo nella presentazione del rapporto di gestione 2025 e considerato che «la società non ha una strategia consolidata che garantisca stabilità finanziaria. Il nuovo modello di internalizzazione di sale cinema e gastro richiede un periodo di assestamento: noi comunque attendiamo aggiornamenti continui. In ogni caso la sostenibilità non può essere affidata a dinamiche contingenti».

Infine Bruno Bäriswyl (Lega-Udc-Indipendenti) si è limitato a chiedere «un aggiornamento del Piano finanziario entro i prossimi 3-4 mesi», mentre

Maria Chiara Cotti, per i Verdi, ha detto che «una buona gestione delle finanze e la sostenibilità ambientale non sono obiettivi in contraddizione fra loro. L’insegnamento che possiamo trarre dai conti è che abbiamo ancora un problema strutturale, che va affrontato con una strategia strutturale. I tagli non possono essere l’unica risposta. È giusto eliminare gli sprechi e migliorare l’efficienza, ma anche chiederci quali spese di oggi possono farci risparmiare domani».

‘Cambio di passo e scelte importanti’

Nel suo intervento che ha preceduto il voto, il capodicastero Finanze Mauro Silacci (Plr) ha notato che «Il 2025 è continuato sul percorso già tracciato negli scorsi anni, contrassegnato da un’attenta e oculata gestione delle finanze pubbliche e nel solco di una certa continuità; ma con l’imminente aggiornamento del Piano finanziario, i prossimi anni dovranno essere contraddistinti da un deciso cambio di passo e da scelte importanti e anche coraggiose. Passatemi l’espressione: sono finiti i tempi del cosiddetto “finché la barca va lasciala andare...”». Silacci è poi andato nelle cifre, notando che l’avanzo, oltre che alle super-sopravvenienze, è dovuto anche ad altri fattori esogeni e in gran parte temporanei «e va quindi letto con prudenza, vista la sua natura “non strutturale”, che impone pertanto un mantenimento di uno sguardo rivolto verso gli obiettivi di medio-lungo termine». Riguardo poi al tema degli investimenti realizzati rispetto a quelli annunciati, la distanza è «sostanziale», ha ammesso Silacci: «Nonostante il preventivo degli investimenti abbia uno scopo indicativo – ha rilevato – si accoglie la richiesta della commissione di cercare di migliorarne l’attendibilità».

Partecipate, Regolamento in arrivo

Infine, l’annosa questione della governance delle partecipate. Il Municipio è sulla stessa linea della Gestione, ha detto il municipale, in particolare laddove si parla di indipendenza dei membri, trasparenza, gestione dei conflitti d’interesse (ricordiamo tutti il “caso” della Porto regionale Sa) e corretta verbalizzazione delle decisioni. Comunque, «il messaggio sul Regolamento, appena licenziato, unitamente agli spunti già emersi in occasione degli incontri con le Commissioni, permetterà di rafforzare la base giuridica e gestionale delle partecipate al fine di garantirne il necessario standard istituzionale, definire per ciascuna partecipata un’analisi della strategia e degli obiettivi perseguiti dalla città, come pure proseguire e migliorare il flusso informativo con i nostri rappresentanti». Tornando alle finanze comunali, Silacci ha parlato della necessità di «una gestione coraggiosa e lungimirante, dove ogni scelta strategica deve sapersi tradurre in atti concreti per il futuro di Locarno, ma al contempo deve essere prudente, capace di focalizzare le risorse in progetti che possano generare benefici concreti nel medio e lungo termine e coerente con gli obiettivi del Piano finanziario».

LOCARNO E VALLI

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2026-09-15T07:00:00.0000000Z

2026-09-15T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281719801478665

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