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Sentieri a lago, riaperture (con lode)

Da Ascona a Tenero tornano pubblici i percorsi che in estate sono riservati a lido e campeggi. Daniele Polli della Rpsi elogia l’impegno e i risultati

Di Serse Forni

Si avvicina la stagione della riapertura di alcuni percorsi a lago, chiusi al pubblico durante l’estate. Primo fra tutti il sentiero delle rive, da Minusio a Tenero, che viene promosso dal settore del turismo come uno dei “Momenti di dolce vita in una stagione che sorprende per luce e quiete”. Immerso nella natura, adatto anche alle famiglie, il tracciato si snoda a lato del Lago Maggiore e del fiume Verzasca, “permettendo di fare movimento e al tempo stesso di godere di un panorama mozzafiato – si legge sui siti turistici –. È raggiungibile sia in automobile che con i mezzi pubblici”. È lungo circa 4,5 chilometri e quest’anno sarà agibile dal prossimo 25 ottobre (fino al 27 marzo del 2027).

Una data d’apertura che tuttavia, stando all’articolo 2 dell’accordo che ne regola l’utilizzo, dovrebbe coincidere di principio con il lunedì della seconda settimana di ottobre (e fino al lunedì che precede la Pasqua). Probabilmente a causa di un autunno dal clima dolce, si è optato per lo slittamento di una decina di giorni. Una mossa che però non è passata inosservata.

Una novità introdotta lo scorso inverno è il percorso a lago che attraversa il Lido di Ascona: dopo un primo anno di test, che ha dato riscontri positivi, tornerà agibile prossimamente: «Nel 2025 avevamo aperto i cancelli in dicembre, ma quest’anno anticiperemo di un paio di settimane e il sentiero sarà percorribile già dalla metà del mese prossimo», conferma Rachele Allidi, presidente del locale Patriziato, ente proprietario del sedime.

Sul progetto asconese abbiamo chiesto un parere al coordinatore dell’associazione Rive pubbliche della Svizzera italiana (Rpsi) Daniele Polli: «Il Patriziato ha pubblicato anche una proposta per alcuni “ripristini naturalistici al Lido”. Ripristini che dovrebbero portare, oltre a un miglioramento di natura botanica con la piantumazione di nuovi pioppi e salici e il potenziamento dei canneti con l’introduzione di canna palustre, anche a interventi edili con la rimozione di delimitazioni e di manufatti di cemento sulla riva. Opere, queste ultime, che dovranno permettere alla popolazione una migliore fruibilità della riva, per apprezzare al meglio la natura e il paesaggio lacuale di un territorio estremamente importante, non solo per la popolazione locale, ma anche per il turismo. Per la nostra associazione questo è un motivo di lode al Patriziato, al Comune e al Demanio cantonale, anche in vista della riapertura invernale della passeggiata a lago, inaugurata con grande successo di frequentazione l’anno scorso. Ricordiamo che la passeggiata iniziava dal bagno pubblico, proseguendo lungo la riva del lido per poi ricongiungersi con il giro del golf».

Variante pianificatoria in corso d’opera a Locarno

Polli attraversa quindi la Maggia «per esprimere un ulteriore elogio al proprietario del camping Delta e al Municipio di Locarno, che in un recente servizio di Falò, trasmesso sulla Rsi, si sono detti interessati e disponibili a trovare una soluzione per rendere fruibile a tutti e permanentemente la zona del delta». Da segnalare che a Locarno è attualmente in Commissione piano regolatore la variante che permetterà di rendere fruibile tutto l’anno l’argine e la riva del lago.

‘Verboten... Privat...’, ribellione datata 9 maggio 1959

La questione legata alla privatizzazione delle rive ticinesi è annosa. Il 9 maggio del 1959 l’artista e docente gambarognese Edgardo Ratti (1925-2018) scriveva su Cooperazione un articolo intitolato “Verboten… Privat…”. Righe “buttate giù sulla carta in un momento di intima ribellione” per denunciare il numero crescente di casette di vacanza costruite a ridosso del Verbano, “che pur di essere vicine alle acque, le vorrebbero, i signori proprietari, costruite addirittura sul lago, a mo’ di palafitte”. Il testo completo era apparso qualche tempo fa sul sito “Gambarogno News” e da lì lo riprendiamo. Ratti puntava il dito contro chi allora commetteva abusi, “appropriandosi non solo della riva, una volta a tutti accessibile dai quattro punti cardinali, ma pure e nientedimeno che dell’acqua, inoltrandosi per parecchi metri con muri e cinte di rete metallica, impedendo al pacifico pescatore di viaggiare lungo la riva senza trovarsi di tanto in tanto un ostacolo non sempre facilmente superabile, con le conseguenze che è facile immaginare”. Più avanti chiedeva: “Fino a quando continuerà questo sopruso?”. E ancora: “È mai possibile che le nostre autorità comunali e cantonali, nonché la commissione per la protezione delle bellezze naturali lascino pur sempre fare, senza intervenire? O che le loro forze non siano tali da impedire o almeno limitare l’appropriarsi della riva e del lago da parte dei privati?”. In seguito, dando senso al suo sfogo: “Se queste righe non serviranno ad arrestare l’indebita appropriazione delle rive, serviranno se non altro ad aprire maggiormente gli occhi a coloro i quali non vedono, o fanno finta di non vedere, come la nostra terra sia seriamente minacciata”.

La conclusione: “Siamo del parere che è necessario porre un freno: non è mai troppo tardi, se vogliamo che domani chiunque si trovi sul lago possa tranquillamente avvicinarsi alla riva, quella poca che ancora ci resta, senza essere fermato da cinte e cartelli recanti la scritta ‘Verboten’ o ‘Privat’, oppure dall’abbaiare di cani ammaestrati. Sarebbe veramente peccato e motivo di rimprovero verso noi stessi”.

LOCARNO E VALLI

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2026-10-20T07:00:00.0000000Z

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