La rotta verso Fart passa da Berna
Snl, sindacati e marinai da Marchesi. In attesa della nuova concessione
Di Davide Martinoni
Anche con Piero Marchesi alla direzione del Dipartimento del territorio il Consiglio di Stato intende continuare ad approfondire il progetto di navigazione con le Fart sul bacino svizzero del Lago Maggiore. Ma parallelamente valuterà anche la controproposta di Snl di costituire una holding (a nome Snl) sotto cui operino due società distinte – una per il Ceresio, l’altra per il Lago Maggiore – aperte a Comuni, altri enti territoriali e investitori privati. Nella Sa verbanese potrebbero così venire integrate le Fart, notoriamente il “jolly” che il Cantone ha deciso di giocarsi per rilanciare il servizio di navigazione, pubblico e turistico, sul Lago Maggiore. Nelle sue riflessioni il governo coinvolgerà naturalmente anche le Fart.
Inoltre, appare decisivo l’operato dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft) al momento del rinnovo della concessione per la navigazione sui due laghi, che dovrà essere negoziato entro fine 2026 (indicativamente per un nuovo periodo di una dozzina d’anni) con il Ministero dei Trasporti italiano. L’obiettivo cantonale è fare in modo che la concessione per il Verbano, rilasciata all’italiana Gestione governativa navigazione laghi (che a sua volta incarica Snl per il bacino svizzero) preveda una clausola che consenta anche l’entrata delle Fart. È sostanzialmente quanto emerso dall’incontro avvenuto ieri pomeriggio a Bellinzona fra sindacati Sev, Unia e Ocst, una delegazione dei “marinai” della Società di navigazione del Lago di Lugano, lo stesso neoministro Udc e il delegato alle relazioni esterne del governo, Francesco Quattrini.
Martedì il tema in Gran Consiglio
Marchesi, raggiunto da “laRegione”, ha preferito non esprimersi visto che martedì prossimo in Gran Consiglio il “tema navigazione” verrà nuovamente affrontato con la risposta a un’interpellanza pendente. Angelo Stroppini, sindacalista Sev, si è invece detto «soddisfatto dalla conferma governativa di voler continuare ad approfondire la variante tanto attesa dai “marinai”, e cioè quella riguardante l’entrata in scena delle Fart. Questo è sicuramente il punto più importante, considerato quanto espresso dall’assemblea del personale a fine settembre. È chiaro che prima bisognerà affrontare e risolvere diverse questioni legali, ma la chiave di volta rimane il rinnovo della concessione a scadenza il 31 dicembre da parte dell’Uft».
‘Ecco come lavora Snl’
Stroppini aggiunge che «da parte nostra all’attenzione del governo abbiamo portato esempi concreti che dimostrano come lavora Snl. Parlo della decisione dell’Uft sui tempi di lavoro (ricordo che sulla questione avevamo sporto denuncia nel ’22), della sentenza dell’autorità di vigilanza sulla Cassa pensione, nonché, notizia di oggi, del reintegro di una dipendente Snl licenziata dopo aver segnalato presunte molestie sessuali, ordinato dal pretore». Infine, «un’ulteriore indicazione importante fornita a Marchesi è quella secondo cui noi tre sindacati abbiamo contratti collettivi di lavoro in tutto il settore del trasporto pubblico e l’unica azienda con cui abbiamo avuto problemi è Snl». In merito alla dipendente da reintegrare, in serata Snl ha diramato una nota in cui ricorda che “la decisione è provvisoria e resta valida fino alla conclusione della procedura di merito. Il licenziamento della collaboratrice è avvenuto con procedura ordinaria e non ha alcun legame con la vicenda attualmente all’esame della Pretura. Fin dalle prime segnalazioni di presunte molestie, Snl ha adottato misure concrete a tutela della collaboratrice e ha svolto i necessari accertamenti. Snl si è conformata immediatamente alla decisione del pretore, contro la quale ha presentato appello”.
La ‘sindrome di Calimero’
Nei giorni scorsi il fronte sindacale aveva distribuito dei volantini in cui Snl assumeva le sembianze di Calimero (il pulcino nero della nostra infanzia, convinto che tutti ce l’avessero con lui). Sarebbe infatti una sorta di “sindrome di Calimero” quella che, per Sev, Unia e Ocst sembra aver colpito Snl quando “si presenta come vittima di un presunto complotto ordito da istituzioni, sindacati e maestranze”. In realtà “nessun regista si muove nell’ombra – si poteva leggere sul flyer –. Ma solo fatti alla luce del sole, che raccontano una realtà ben diversa: al centro della vicenda vi sono le responsabilità della stessa azienda e le conseguenze delle sue decisioni sul personale. Quando le istituzioni, le organizzazioni sindacali e le maestranze sollevano questioni gravi e chiedono che siano chiarite, non siamo di fronte a un accerchiamento, bensì alla richiesta di assunzione di precise responsabilità nei confronti del servizio pubblico e delle persone che lo garantiscono ogni giorno”. Quanto alle contestazioni che le vengono mosse, “non sono campate per aria. Si inseriscono nel quadro delle condizioni di lavoro. Riguardano questioni concrete e di estrema gravità: il mancato rispetto delle disposizioni legali sulla Legge sulla durata del lavoro, licenziamenti ritorsivi e gravi irregolarità nella gestione del patrimonio previdenziale dei dipendenti, sulle quali sono intervenute le autorità di vigilanza con precise misure”.
‘Piuttosto, ascolti le rivendicazioni’
Insomma, Snl “farebbe meglio a smettere i panni di Calimero e ascoltare le rivendicazioni del proprio personale attivo sul Lago Maggiore: ritirare i 5 licenziamenti, ritirarsi dal Lago Maggiore e lasciare che il personale passi alle Fart”. Inoltre, “dovrebbe chiarire le proprie responsabilità, rispondere alle contestazioni e dimostrare, con fatti concreti, di voler ristabilire un rapporto di fiducia con il personale e con le istituzioni, favorendo ciò che ormai anche i loro stessi dipendenti chiedono: il passaggio della navigazione sul Lago Verbano alle Fart, azienda che ha dimostrato di rispettare le regole”.
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