Le Aim diventano un Ente autonomo
Il Consiglio comunale della Città a maggioranza ha sancito la conversione delle Aim. Un passo che in futuro potrebbe interessare anche altri servizi
Di Daniela Carugati
Per la Città di Mendrisio è la prima volta. Adesso anche il capoluogo avrà il suo Ente autonomo di diritto comunale, e in un ambito sempre più strategico, quello della gestione dei servizi di energia, acqua e gas. Le Aim, le Aziende industriali, quindi cambieranno pelle e si trasformeranno in un Ente chiamato a far fronte alle sfide del mercato energetico – sullo sfondo la liberalizzazione – e a rispondere a quella che per la politica locale è divenuta ormai una esigenza irrinunciabile. Ovvero poter contare su uno strumento più moderno e snello. E a certificare che si tratta di un passo importante quanto necessario è stato anche il voto del Consiglio comunale che, ieri sera, ha promosso la conversione delle Aziende con 45 voti favorevoli, 4 contrari (tra cui gli esponenti della Lista civica, non convinti fino in fondo come ha chiarito Tiziano Fontana) e 5 astenuti. Un atto finale di un iter avviato nel 2023 da una mozione, primo firmatario Gianluca Padlina, fatta sua dal legislativo e che ha aperto la strada. Un via libera trasversale, quindi, quello calato sul progetto (sciolte le riserve di Udc-Udf, che ha lasciato libertà di voto), dato non senza esercitare un chiaro spirito critico. Riconosciuti i vantaggi della scelta, non si sono sottaciute – già al tavolo della Commissione della gestione – le criticità. E in cima alla lista vi è la preoccupazione di evitare una eccessiva politicizzazione del Consiglio direttivo – che sarà composto da un minimo di cinque e un massimo di sette membri, tra cui un solo municipale –, a scapito della presenza di figure con spiccate competenze tecniche specifiche. Sotto i riflettori anche i dipendenti dell’Ente, da escludere da una nomina nel Consiglio direttivo. Una ricerca di equilibrio tradotto in un emendamento (all’articolo 8 dello statuto dell’Ente), sottoscritto dalla maggioranza consiliare e condiviso dal Municipio. Il messaggio politico che si è lanciato, ha richiamato Martina Arizanov, capogruppo Plr, nonché relatrice del rapporto della Gestione, è chiaro. Quanto alla riforma nella sua interezza, ha precisato, è «opportuna e necessaria» per la Città; così come il nuovo Ente è trasparente e sottoposto a controllo democratico, ma anche «capace di guidare un’azienda pubblica in un mercato competitivo». Più che convinto Padlina, tra i fautori della prima ora: «Siamo giunti al punto: l’Ente è la scelta giusta». Il tema delle nomine si è rivelato, in ogni caso, alquanto sensibile, tanto che giusto lunedì la Lega – primo firmatario Massimiliano Robbiani
– ha depositato una mozione con cui si chiede che pure “la carica di consigliere comunale sia dichiarata incompatibile con la nomina di delegato comunale negli enti di diritto pubblico e privato”.
Prima è stato il referendum
Un altro aspetto da sempre ritenuto irrinunciabile è quello del controllo pubblico. Non ci si può dimenticare, infatti, del percorso che ha condotto la Città a scegliere di votarsi a un Ente autonomo per le Aim. Le Aziende avrebbero potuto diventare una Sa, ovvero una società anonima. A sbarrare la strada a questa opzione, nel marzo del 2017, è stata la bocciatura popolare netta del progetto. La cittadinanza, chiamata a pronunciarsi sul referendum lanciato da una cordata di partiti e associazioni, all’epoca ha fatto capire in modo chiaro che occorreva trovare un’altra strada per migliorare la gestione delle Aziende. «Per noi – ha ricordato Jacopo Scacchi dell’AlternativA, tra i promotori del referendum – il nodo centrale resta il controllo popolare: le Aim sono al servizio della collettività. Con la nuova veste si coniugano efficienza e legittimazione democratica. Una modernizzazione, ma senza arretrare di un millimetro sulla vocazione pubblica». Ed Esecutivo e Consiglio comunale, ha rassicurato il sindaco Samuele Cavadini, manterranno il controllo su bilanci, investimenti, mandato prestazione e indirizzi strategici. D’altra parte, in futuro non è escluso che si potranno inserire nell’Ente autonomo pure altri servizi, come ad esempio i rifiuti, ha fatto capire ancora Cavadini. E a proposito di politica energetica, sempre ieri, il Consiglio comunale ha controfirmato (all’unanimità) pure l’assegno di 2 milioni di franchi a favore del progetto di teleriscaldamento e della partecipazione della Città alla società che ne cura l’attuazione, la Teleriscaldamento del Mendrisiotto Sa.
RISOLUZIONE ‘Libertà di fare politica’
Rivendicare, nero su bianco, la libertà di fare politica. Lo chiedono in una risoluzione Elia Agostinetti e
Monika Fischer alle loro colleghe e ai loro colleghi di Consiglio comunale a Mendrisio. Ancorare in un documento ufficiale “la libertà e il dovere dei propri membri (di legislativo, ndr) di esercitare le proprie prerogative e i propri doveri senza subire minacce, intimidazioni o pressioni” oggi appare loro come una necessità. La vicenda che, nei mesi scorsi, ha portato alla ribalta il Casinò Admiral di Mendrisio e, soprattutto, il sospetto che attorno alla casa da gioco orbitino dei prestasoldi, è entrata infatti anche a Palazzo civico ed è finita sul tavolo del Municipio della Città. Firmatari di una interrogazione che chiedeva di fare chiarezza dopo quanto rimbalzato sui media, i due consiglieri comunali promotori di questa iniziativa sono stati raggiunti da una missiva del legale del Casinò, nella quale venivano sollecitati a portare le prove di quanto affermato – fonte dichiarata il reportage televisivo di ‘Falò’ –, riservandosi altresì di valutare misure a tutela dell’immagine dell’Admiral. Altri due gran consiglieri, Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini dell’Mps, hanno visto tra le righe di questa lettera delle “indebite pressioni, volte a scoraggiare l’esercizio di legittime pratiche democratiche”, oltre a “una forma di intimidazione da parte di una società privata nei confronti di rappresentanti democraticamente eletti che esercitano coscienziosamente il mandato affidato loro dai cittadini elettori e dalle cittadine elettrici”. Argomenti che i due deputati, il gennaio scorso, hanno tradotto in una interpellanza al Consiglio di Stato, invitato a prendere posizione. Del resto, come fanno notare Agostinetti e Fischer, nel settembre del 2024 il Gran Consiglio aveva già deciso di modificare la Legge organica comunale (Loc), rafforzando proprio il mandato di chi siede in un legislativo comunale. La parola adesso è al Cc.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-02-24T08:00:00.0000000Z
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