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Case secondarie, resta solo Losone

Il comune è l’unico nella regione sotto la soglia del 20 per cento. Opportunità o rischio di speculazioni? Il sindaco: ‘Entrambi. Ma il Municipio vigila’

Di Serse Forni

Locarno non concederà più licenze edilizie per la costruzione di nuove residenze secondarie. La notizia è di alcuni giorni fa: la Città lo scorso 26 marzo ha deciso di non ricorrere contro la decisione dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are), con la quale veniva accertato il superamento della quota massima del 20 per cento nel territorio comunale. Nel frattempo, il Municipio ha annunciato di voler fare chiarezza sulla situazione, con un’analisi a tappeto per alcune categorie. In particolare quella delle abitazioni vuote da oltre due anni, che vengono considerate d’ufficio come “secondarie”, e quella degli appartamenti non utilizzati da meno di due anni, pure presenti in numero significativo. Complessivamente, si tratta di oltre mille oggetti, che rappresentano quasi il 10 per cento delle abitazioni totali. In attesa dei risultati delle verifiche, resta il blocco delle licenze. A questo punto, consultando i dati dell’Are, si giunge alla conclusione che nel Locarnese (valli comprese) resta un’unica località sotto la fatidica soglia. Si tratta di Losone: su un totale di 4’158 abitazioni, 3’510 sono primarie (pari all’84,4 per cento) e 648 secondarie (15,6 per cento). Detto altrimenti: è ancora possibile costruire circa 180 alloggi di vacanza.

Le cifre per il resto della regione tratteggiano una situazione per certi versi sorprendente: la località attorno al lago con il dato più alto di abitazioni secondarie è senza dubbio Ronco sopra Ascona, con una quota attorno al 77,5 per cento. Seguono Brissago con il 71,9 per cento e Gambarogno, con il 64,5 per cento; quest’ultimo, tuttavia, detiene il primato assoluto del numero di case di vacanza, che sono ben 4’342 (quasi il doppio di quelle della Città di Locarno, che sono 2’337). Ad Ascona la percentuale è del 55 per cento (3’436 unità).

‘Manteniamo un approccio prudente’

Per Losone cosa significa ritrovarsi di colpo a essere l’unica località dove si possono ancora edificare residenze secondarie? Lo abbiamo chiesto al sindaco di Losone Ivan Catarin. Come valutate la situazione? È un’opportunità o un rischio? «È sia un’opportunità sia un rischio. La percentuale di residenze secondarie, al 15,6 per cento, viene costantemente monitorata. Manteniamo un approccio prudente, tenendo sempre un occhio vigile sull’evoluzione di questo dato per evitare squilibri e garantire uno sviluppo equilibrato del territorio». A Losone ci sono ancora molti sedimi edificabili? Non c’è il pericolo che il loro prezzo vada alle stelle? «Ci sono ancora alcuni terreni da costruzione, ma non in quantità illimitata. I prezzi, a dipendenza della zona, si collocano attualmente tra i 1’200 e i 1’500 franchi al metro quadrato. Una certa pressione è possibile, ma resta contenuta grazie ai vincoli pianificatori e alla disponibilità limitata di superfici».

In questi ultimi anni avete già notato un aumento delle richieste di licenze edilizie per residenze secondarie? Se la tendenza dovesse proseguire o accentuarsi, quanto tempo ci vorrà per raggiungere la soglia massima anche a Losone? «L’aumento delle richieste di licenze edilizie è una tendenza presente da tempo. Tuttavia, la quota di residenze secondarie è rimasta relativamente stabile tra il 14,7 e il 15,6 per cento. È inoltre da segnalare che nelle ultime settimane siamo scesi dello 0,1 per cento, a dimostrazione che l’evoluzione non è lineare. Per questo motivo, stimare il tempo necessario per raggiungere il limite risulta difficile. Si rilevano comunque anche diversi casi in cui sono state rilasciate licenze per residenze secondarie e gli istanti/proprietari hanno poi optato per un cambio di destinazione in abitazione primaria per svariati motivi: nuovo domicilio a Losone o per motivi di vendita degli immobili».

Non temete l’arrivo di speculatori pronti ad acquistare stabili, sfrattare i residenti, demolire e ricostruire per vendere appartamenti di vacanza? «Come in tutti i comuni, il rischio teorico esiste. Anche a Losone gli speculatori possono esserci, ma il quadro normativo e le procedure edilizie rappresentano un filtro importante. Noi manteniamo un atteggiamento vigile e seguiamo con attenzione l’evoluzione del mercato immobiliare. Eventuali investitori che intendono realizzare nuove residenze secondarie devono comunque tenere conto che la percentuale attuale è fluttuante, non vi è dunque la certezza di poter concretizzare le loro intenzioni».

Quali sono le misure che il Comune può adottare per evitare derive? Quali gli strumenti che avete a disposizione per tutelare i residenti? «Prima di tutto c’è il Piano regolatore (Pr), approvato nel 2005. Attualmente sono in corso gli aggiornamenti legati alla scheda R6 del Piano direttore cantonale. Seguirà la procedura del Piano d’azione comunale, che prelude o che porterà a una revisione del Pr, con maggior cognizione di causa».

Losone è una località residenziale e la politica portata avanti dal Comune è quella di favorire le famiglie, tanto che nel futuro prossimo sono previsti investimenti ingenti per la scuola dell’infanzia e per le Elementari. Continuerete su questa strada o c’è da prevedere un cambio d’orientamento verso una vocazione più turistica? «La linea resta chiaramente orientata alla vocazione residenziale e se si guarda alle finanze, sono proprio le persone fisiche (tra cui le famiglie) che la fanno da padrone; questa tendenza sembra proseguire, anche grazie agli importanti investimenti nelle infrastrutture scolastiche. Quindi non è previsto un cambiamento verso una vocazione turistica predominante».

LOCARNO E VALLI

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2026-04-03T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281724096101046

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