Da vent’anni la casa della settima arte
Nonostante le piattaforme streaming, per il direttore della Divisione eventi e congressi Claudio Chiapparino, ‘rimane un punto di riferimento per il pubblico’
di Carlo Canonica
Un film d’autore. Una commedia per ridere a crepapelle. Un classico cartone animato. E, perché no, un horror da togliere il sonno. Tutto questo si può trovare all’Agorateca di Lugano, che da vent’anni propone al pubblico numerose opportunità per avvicinarsi alla settima arte. Nei loro cataloghi ci sono oltre 60mila titoli disponibili al pubblico tra dvd, cd musicali e libri. E la sua collezione si amplia ogni mese grazie anche alle donazioni della popolazione. Un servizio offerto dalla Città inizialmente richiesto e ricercato dai cinefili e non solo, ma che negli ultimi anni, con l’ampia diffusione delle piattaforme, sta assumendo un ruolo diverso e complementare rispetto allo streaming, restando un punto fermo per gli amanti del grande schermo e di tutto quanto ruota intorno.
Uno spazio poco ‘asettico’
Lo sportello gestito dalla Città dal 2006 è maturato mantenendo la sua attività principale nel prestare film al quale negli anni si sono affiancate altre mansioni: incontri con artisti, la vendita di libri e di dischi musicali. Come spiega Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi, «a fine anni 90 il cinema iniziava a costare di più e in molti non se lo potevano più permettere con la stessa frequenza. Ci siamo mobilitati per introdurre un prezzo ridotto al lunedì e allo stesso tempo riproponevamo i film più visti nelle sale. Da qui abbiamo iniziato a ricevere numerose richieste da parte dei cittadini, allargato il nostro catalogo di titoli e gettato le basi per iniziare a prestarli». A questa idea in elaborazione, a inizio Duemila, tramite una mozione, il socialista Gianrico Corti chiedeva all’Esecutivo cittadino di creare una biblioteca civica, ma l’allora sindaco Giorgio Giudici aveva risposto picche in quanto si contavano 41 biblioteche in città. Nella risposta, Giudici non aveva però escluso la creazione di una biblioteca civica e suggerito uno “spazio meno ‘asettico’ e che offra molteplici occasioni di informazione e di incontro”. Tra le biblioteche ne mancava una dedicata interamente al cinema «e noi – continua Chiapparino – avevamo pensato di legare quanto già facevamo con Cinema in Tasca e creare uno spazio d’incontro dove discutere degli spettacoli in scena e di realizzare una biblioteca legata a tutto quanto potesse essere una fonte d’ispirazione per il cinema. Dopo due anni dedicati ad ampliare la nostra raccolta – fino ad avere circa duemila titoli –, a catalogare tutto il materiale accumulato grazie all’impegno di apprendisti o di giovani impegnati nei programmi occupazionali, abbiamo deciso di aprire alla Comacina uno spazio dove era possibile incontrarsi. Come in un’agorà».
La formazione professionale come priorità
Da allora l’Agorateca si è via via ingrandita grazie alla continua ricerca di film provenienti da tutto il mondo e alle donazioni. In cerca di spazi più grandi, il trasferimento al Foce è stato un passaggio naturale: «Dopo qualche anno abbiamo portato lì il materiale accumulato e creato degli spazi per adempiere ai compiti che ci erano stati assegnati: affiancare il mondo degli eventi, dello spettacolo, del teatro e della musica». Oltre a una praticità nel servizio e a un avvicinamento ai fruitori del teatro, alla base c’è stata l’efficienza delle risorse: «Il bancone dedicato al prestito dell’Agorateca funge anche come sportello informazione per gli eventi e per la vendita dei biglietti. Questa sinergia è stata importante anche per i numerosi giovani apprendisti o per chi ha svolto qui i programmi occupazionali, ampliando le loro conoscenze professionali unendo il lavoro di back office e quello di contatto diretto con il pubblico». A livello di back office, infatti, il lavoro nel creare il database è stato utile per la loro formazione e per allargare la collezione dell’Agorateca: «Le informazioni da inserire erano tante in quanto volevamo offrire un servizio sempre più completo. Con questa catalogazione abbiamo potuto individuare cosa ci mancava prendendo così dei titoli mirati come i film di Wim Wenders o quelli di Cary Grant, non solo quelli nei quali era l’attore protagonista, ma anche dove ha solo partecipato».
Attirati anche collezionisti internazionali
In seguito, nel 2015, è stato aperto l’Agorateca Shop: uno spazio dedicato alla vendita di doppioni, pensato per rimettere in circolazione contenuti e sostenere il servizio. I potenziali acquirenti sono i collezionisti, i frequentatori del Foce e gli oltre 8mila tesserati, anche se quelli attivi con regolarità sono circa un centinaio. Un numero che, preso singolarmente, potrebbe sembrare ridotto ma Chiapparino precisa che «non si tratta di un servizio per una nicchia. Non vengono solo cinefili, ma anche persone che cercano un film che non trovano sulle piattaforme digitali. Con gli incassi dei prestiti e delle vendite continuiamo ad ampliare il catalogo e ora ci contattano anche collezionisti internazionali interessati per acquistare ciò che spesso non trovano altrove».
Eppure, proprio mentre il catalogo cresce e si diversifica, cambia anche contesto attorno al mondo del cinema. L’avvento delle piattaforme di streaming ha trasformato il modo di fruire il cinema, rendendo immediato l’accesso ai contenuti e modificando le abitudini del pubblico. Una trasformazione che si riflette anche sull’Agorateca: «Lo notiamo anche noi: viene meno gente rispetto all’inizio, ma è un calo fisiologico. Molti dei tesserati oggi risultano ‘dormienti’, ma talvolta tornano per usufruire dei nostri servizi». L’Agorateca per cercare di restare al passo con il cambiamento delle abitudini ha adattato anche lei la sua proposta: «Per attenuare questa tendenza, negli anni sono stati adattati orari e modalità di accesso, introducendo ad esempio l’apertura del sabato nel periodo invernale o il prestito dei lettori dvd, portando a un incremento dei prestiti. Il servizio inoltre, anche con questi cambiamenti, resta sostenibile grazie alla sua integrazione nel sistema del Foce: i costi sono contenuti, il personale svolge più funzioni e l’aggiornamento del catalogo si autofinanzia in gran parte». La continua digitalizzazione rimane però una sfida anche per l’Agorateca che ha come attività principale tutto quanto ruota attorno ai cd e dvd, una tecnologia sviluppata negli anni Ottanta: «Se un giorno l’utenza dovesse ridursi drasticamente, si potrebbe pensare a un’evoluzione verso un archivio – conclude Chiapparino –. Ma oggi il nostro obiettivo è continuare a essere un servizio di utilità pubblica, collaborando anche con altri enti come le scuole e le case anziani».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-04-10T07:00:00.0000000Z
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