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Disagio e giovani, fenomeni del reale

Dall’attività 2025 della Polizia della Città e polo della Regione II emergono alcune tematiche sensibili. Mentre la sicurezza resta un dato ‘stabile’

Di Daniela Carugati

Sino a qualche anno fa gli agenti della Polizia di Mendrisio, polo della Regione II, se la vedevano soprattutto con ladri e rapinatori. Oggi chi pattuglia il territorio si ritrova faccia a faccia anche con ribellione giovanile e disagio sociale. La Città e il comprensorio che le orbita attorno sono, infatti, tutto sommato sicuri. E se d’un canto è la criminalità a mostrare volti diversi, dall’altro si è immersi in una società che rivela tutte le sue fragilità. Quindi reprimere non basta più; occorre saper leggere i fenomeni che attraversano la nostra realtà locale e reagire di conseguenza. Con la consapevolezza che bisogna fare squadra e che accanto agli uomini e alle donne in divisa devono scendere in campo altresì operatori sociali, educatori e Magistratura dei minorenni.

La ‘scena aperta’ della stazione

«Lavorare in team è importante e sempre più necessario». Ora come ora per Samuel Maffi, a capo del dicastero Sicurezza e Prossimità, la svolta sta nell’azione coordinata di tutti gli attori sul terreno. Mai come nel 2025 la Polizia cittadina ha toccato con mano, infatti, alcuni nodi delicati del vivere quotidiano. I temi sensibili, come conferma il municipale, sono legati, appunto, in particolare ai giovani (o almeno a una parte di essi) e al disagio. Una situazione di malessere che ha fatto emergere una scena aperta della microcriminalità alla stazione ferroviaria, tra il terminale dei bus e i suoi dintorni. In un contesto urbano, si fa notare, il fenomeno non è nuovo. «Certo non va minimizzato – riconosce Maffi –, ma neppure strumentalizzato. Serve una forte presa di coscienza per capire come trovare le soluzioni e occorre un approccio di rete a livello delle istituzioni». Sin qui, si rimarca tirando le somme del 2025, numero e gravità delle singole manifestazioni sono circoscritti. Anche se l’intervento è stato tempestivo.

Gli agenti, 56 le unità in totale, si sono trovati così di fronte «una mescolanza di persone e di casistiche – spiega il comandante della Polizia Patrick Roth –: dal disagio psicosociale al micro spaccio e consumo di stupefacenti, alle problematiche legate alla migrazione. Come abbiamo affrontato la situazione? Con diverse azioni, sia preventive, tramite pattugliamenti saltuari e stazionari; sia repressive anche con operazioni pianificate di Polizia, di concerto con gli altri partner».

Osc, ‘cifre importanti’

Una spia del disagio la si vede pure nella statistica degli interventi che gli agenti hanno effettuato all’interno di Casvegno (come all’esterno) a sostegno dell’Osc, l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Un dato di fatto che si conferma ormai da diversi anni. «Si tratta – conferma Roth – di quasi un intervento al giorno. E le richieste che ci giungono sono di varia natura: pazienti aggressivi come persone che si sono allontanate senza autorizzazione o si trovano in uno stato psicofisico alterato, o ancora ricoveri coatti di chi ha bisogno di assistenza». Questi casi, aggiunge Maffi, «vengono seguiti con molta attenzione e ci impegnano parecchio».

Giovani, sempre più ritrovi notturni

Dicevamo altresì della realtà giovanile, altra tematica sotto osservazione. Il ‘caso’ di Coldrerio ha mostrato la necessità da parte di ragazze e ragazzi, anche giovanissimi – si parla di 13enni – di avere dei luoghi di ritrovo. Raduni frequentati in alcune circostanze da diverse decine di adolescenti. E pure qui si è davanti a un fenomeno sociale. «Non si tratta, in effetti, solo di una questione di ordine pubblico – annota il capo dicastero –, ma di un bisogno di aggregarsi in un contesto sociale che evidenzia delle fragilità. Ecco perché la risposta non può essere solo di polizia, ma va coordinata con gli altri attori presenti sul territorio». Trovare il giusto equilibrio tra il diritto di vivere la piazza da parte dei giovani e il diritto alla tranquillità dei residenti, fa capire il comandante Roth, non è però semplice. Così come commisurare la forza dell’intervento, tra contenimento e dialogo. Non si può poi trascurare, si richiama, che «l’approccio dello Sato verso i minori è doverosamente improntato in primis al sostegno, alla protezione e alla rieducazione, piuttosto che alla sola punizione».

Pochi furti in più, ma tanti taccheggi

A guidare la Polizia nel suo operato giornaliero, del resto, come sottolinea ancora Roth, oggi vi sono «tre parole chiave: prossimità, lavoro di rete e multifunzionalità. Il nostro ‘milieu’ è la strada e lì dobbiamo rimanere. Infatti, coltiviamo un contatto con la popolazione diretto e costante – anche attraverso le varie campagne informative, ndr –. Allo stesso modo abbiamo dovuto ricercare un confronto con altre figure specialistiche a fronte di un ampio spettro di casistiche». Nondimeno gli agenti continuano a misurarsi con ladri e malintenzionati. «In ogni caso – fa presente Maffi – resiste un dato importante: la sicurezza del comprensorio nella sua globalità è stabile». I segnali non mancano, pur nella complessità del contesto sociale. «Sul piano politico – prosegue – l’obiettivo non è reagire a dei problemi ma piuttosto riuscire ad anticiparli, lavorando sulla prevenzione e la prossimità, su cui puntiamo, d’intesa, come detto a più riprese, con i vari attori». La criminalità stessa, rende attenti, ha cambiato natura. «In effetti, non assistiamo più a un aumento dei reati più gravi, ma a una crescita di un fenomeno più opportunistico, come evidenziano i casi di taccheggio (una tendenza a livello cantonale, ndr). I risultati, statistiche alla mano, ci dicono comunque che siamo sulla strada giusta». Le cifre nude e crude del 2025 testimoniano, infatti, come nel comprensorio – 8 i Comuni convenzionati – si siano registrati meno interventi (tornando ai dati del 2023) e le segnalazioni siano stabili. Quanto ai furti in Città l’aumento è lieve – e scendono quelli nelle abitazioni –, e fuori si registra persino un calo. Si riconferma, invece, l’‘interesse’ dei ladri per i veicoli, a cominciare dalle biciclette elettriche. Guardando più da vicino la mappa della regione, oltre a Mendrisio, i quartieri più ‘visitati’ sono stati Capolago e Ligornetto, mentre tra i Comuni convenzionati ‘spiccano’ Riva San Vitale e Stabio. In questi ultimi due casi, le tipologie più ricorrenti sono quelle dei furti senza scasso e di veicoli.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-04-23T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281724096140169

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